Spread a 500 se l’Italia torna al voto secondo Crédit Agricole

di ND82 Commenta

Resta alta la tensione sullo scenario politico italiano, a seguito della grande confusione scaturita dall’esito delle elezioni dl 24 e 25 febbraio. La sterile maggioranza ottenuta dalla coalizione di centro-sinistra guidata da Bersani e la deludente performance dei centristi guidati da Monti hanno scatenato il panico sui mercati finanziari, in quanto il paese risulta di fatto ingovernabile. Gli investitori sono disorientati sul futuro politico dell’Italia, così hanno cominciato a vendere azioni e bond pubblici facendo impennare lo spread fin sopra 350 punti base.

Secondo gli esperti di Crédit Agricole, lo scenario peggiore per i mercati finanziari sarebbe un ritorno alle urne mentre la soluzione più apprezzata dovrebbe essere il cosiddetto “governissimo” tra Bersani e Berlusconi, anche se al momento i due leader non sembrano avere alcuna intenzione di collaborare. Inoltre, il partito più votato alla Camera, ovvero il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, non sembra avere alcuna intenzione di scendere a patti con Bersani, nonostante i segnali di apertura di quest’ultimo ai “grillini”.

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Secondo Luca Jellinek, a capo del team del reddito fisso europeo per la banca francese, la volatilità sullo spread è destinata ad aumentare nelle prossime settimane. E’ molto probabile che gli investitori smetteranno di comprare Btp e forse inizieranno anche a venderlo. L’esperto ritiene che lo spread è destinato ad ampliarsi ancora di più rispetto ai valori correnti. Secondo l’istituto di credito transalpino, c’è il 45% di probabilità che si torni a nuove elezioni e in questo caso lo spread dovrebbe salire a 450 punti.

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In questo stesso scenario c’è un 25% di probabilità di un altro esito inconcludente, che porterebbe lo spread Btp-Bund fino a 500 punti base. Infine, c’è una probabilità del 20% di vedere una maggioranza stabile capitanata da Bersani, con lo spread che potrebbe così scendere fino a 150 punti base. Crédit Agricole assegna una probabilità del 30% ad un’alleanza Bersani-Berlusconi, con lo spread che in questo caso andrebbe a 300: si tratterebbe di un patto di breve durata per “mantenere la linea fiscale e passare una nuova legge elettorale”.

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