Nuovo balzo della produzione industriale a gennaio
I numeri allontanano la crisi e sorprendono gli analisti. I dati Eurostat sui 19 Paesi che condividono la moneta unica.
I numeri allontanano la crisi e sorprendono gli analisti. I dati Eurostat sui 19 Paesi che condividono la moneta unica.
Stando all’istituto di Statistica i segnali positivi provengono dal settore dei servizi e dalle costruzioni a fronte di una dinamica meno favorevole nell’industria.
Dodici mesi dopo il varo del Qe, il mercato chiede ancora di più al governatore italiano, alla luce del rallentamento della ripresa globale, della crisi dei mercati cinesi e soprattutto dei nuovi segnali di debolezza sul fronte dei prezzi.
Le proposte del Mef partono da una premessa: quella della “crisi senza precedenti” che sta affrontando il progetto comunitario.
Alla ripresa devono contribuire anche le riforme e le politiche strutturali, che puntino a migliorare il contesto per imprese, investimenti e creazione di lavoro, ha sentenziato Draghi. L’euro ha dunque un futuro, ma è necessario lavorarci su.
A gennaio i prezzi sono cresciuti dello 0,3% in confronto al 2015, ma rispetto a dicembre si registra un calo dello 0,2%.
Il giro d’affari in Italia cresce a dismisura. Per dicembre 2015 si punta sull’estero.
Le manovre di Juncker per abbattere alcuni costi sono al vaglio della Commissione.
Secondo l’Organizzazione, si mantiene su ritmi così alti da minare la capacità di ripresa dell’industria.
L’azienda torna a puntare sui servizi che in passato hanno permesso alla società di spopolare nel Paese sbaragliando la concorrenza del leader Vivo e portando i cellulari nelle favelas.
L’indice risale a luglio. Lo si evince dai dati diffusi questa mattina a Roma dal Centro studi.