Pensione integrativa: solo 23% a previdenza complementare

Chi oggi ha dai 20 ai 25 anni, deve mettere in conto il fatto che tra una quarantina d’anni la pensione percepita, a parità di contributi versati dai propri padri, sarà decisamente più bassa. Per ovviare a questo problema servirebbe aderire ai fondi di previdenza complementare, ma i giovani sembra che non ne vogliano sapere e che, quindi, non stanno programmando a dovere il proprio futuro.

Parlamento europeo, migliorare i servizi per le imprese

“Bisogna migliorare le prestazioni e l’accessibilità (anche per via elettronica) dei cosidetti Sportelli unici per le imprese che offrono le informazioni a imprenditori interessati a fornire servizi trasnfrontalieri sulle norme sul lavoro, sulla previdenza sociale o in materia fiscale e di Iva“. E’ quanto sostengono i parlamentari europei in una risoluzione preparata da Evelyne Gebhardt (S&D, DE).

Nel documento, gli eurodeputati denunciano che la Direttiva servizi, approvata nel 2006, non ha avuto ancora una corretta applicazione con la conseguenza di non aver raggiunto l’obiettivo di facilitare la formazione di un mercato unico per i servizi.

Cgia di Mestre: solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo

Solo il 77,5% della spesa pensionistica nazionale è coperta dai contributi versati dai lavoratori e il divario tra il Nord e il Sud è notevole. E’ quanto emerge da una ricerca dell’ufficio studi della Cgia di Mestre. Inoltre in Italia solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo. Vale a dire che la quota di contributi versati dai lavoratori e’ superiore alle prestazioni pensionistiche erogate. Male la Liguria e tutte le Regioni del Sud. A Benevento ci sono piu’ pensioni che occupati. La Cgia di Mestre ha analizzato anche l’incidenza del numero di pensioni sugli occupati per ogni provincia: ci sono 2 province che presentano un numero di pensioni erogate superiore al numero di occupati che versano i contributi: Benevento (102,5 pensioni ogni 100 occupati) e Lecce (101,5 ogni 100 lavoratori). A Terni situazione di ”parita”’: il numero di pensioni e’ pari al numero di occupati. In basso la provincia di Bolzano che registra solo 50,6 pensioni erogate per ogni 100 occupati.

Pensione integrativa: fondi, assicurazioni o banche?

Lo Stato non può garantire più ai giovani lavoratori un reddito in vecchiaia ed il risparmio accantonato durante la vita lavorativa, la così detta previdenza integrativa o complementare , dovrà integrare la pensione minima che lo Stato continuerà ad assicurare. Il principale scopo della previdenza complementare è quello di creare quindi una pensione integrativa della pensione pubblica (fino al 15% in più di copertura delle retribuzioni precedenti), soddisfacendo l’aspettativa della lavoratrice e del lavoratore a mantenere uno stile di vita simile a quello goduto durante la propria vita lavorativa, anche dopo il pensionamento. A questo scopo la riforma della previdenza ha reso operativa la pensione complementare contrattuale, per contrastare la diminuzione del rendimento della pensione pubblica, della quale è quindi parte irrinunciabile. I giovani lavoratori quindi, ben consapevoli del cambiamento in atto, devono quindi vagliare le opportunità offerte dalle Aziende Assicurative e dai Fondi Pensione. Vi sono strumenti previdenziali diversificati per impostazione e rendimento, fondi pensione, assicurazioni pure o miste.