Valute: l’outlook della Grecia favorisce il real brasiliano

Il 19 gennaio del 1999 era stata l’ultima occasione in cui il real brasiliano aveva raggiunto un livello talmente alto: la valuta sudamericana è riuscita finalmente ad eguagliare quella performance e il merito sta tutto nella sostanziosa domanda da parte degli investitori, i quali sono alla ricerca di assets ad alto rendimento a causa della crisi del debito che coinvolge la Grecia. Nel dettaglio, il real è riuscito a guadagnare lo 0,4%, attestandosi a quota 1,55564 dollari.

La crisi economica e gli alti prezzi dei beni spingono verso il basso Sadia e Aracruz: scende anche l’indice Bovespa

Sadia SA e Aracruz Celulose SA, due delle maggiori aziende esportatrici del Brasile, hanno fatto rilevare delle perdite, stimolando in tal modo alla speculazione molti produttori dei beni che guidano l’economia: tali produttori si trovano ora esposti al rischio di subire una perdita totale del 15%. Sadia, la seconda maggior compagnia alimentare del Brasile, è calata a livelli che non venivano raggiunti da 14 anni, dopo che la società ha licenziato il direttore generale Adriano Lima Ferreira e dopo aver perso circa 760 milioni di real brasiliani (410 milioni di dollari). Aracruz, la più grande azienda al mondo nell’ambito della produzione di eucalipto per pasta di legno, è scesa ai livelli del 1998, all’indomani delle dimissioni del direttore generale e delle perdite derivanti dagli investimenti.

 

Il Brasile, che rappresenta la principale economia dell’America Latina e la nazione prediletta per gli investimenti tra le economie emergenti, sta perdendo pian piano il suo “fascino” a causa dello sconvolgimento economico globale e del calo dei prezzi nazionali di petrolio, metalli e beni agricoli. Numerose compagnie brasiliane potrebbero esser state sorprese dall’inversione del real brasiliano, la valuta nazionale, il quale è aumentato del 44% negli ultimi quattro anni. Secondo Tony Volpon, economista di San Paolo:

Il fatto è che vi sono numerose perdite anche fuori dal Brasile. Non è certo una buona notizia per un mercato borsistico già fluttuante.