Trimestrale Amazon

Amazon, il retailer online più noto del mondo, ha chiuso il 2012 con un risultato positivo in calo, esprimendo comunque soddisfazione per i margini operativi rilevati nel periodo. Nel corso del trimestre terminato lo scorso 31 dicembre, infatti, la società ha conseguito utili netti per 97 milioni di dollari, in flessione del 45 per cento rispetto ai 177 milioni di dollari conseguiti nello stesso periodo del 2011. Gli utili per azione sono stati pari a 21 centesimi, contro i 38 centesimi di un anno fa e contro i 27 attesi dagli analisti.

Trimestrale Generali -37%: pesano titoli greci sugli utili

Tantissime grandi banche hanno svalutato i titoli greci in loro possesso. I mercati borsistici finanziari sono in un periodo di turbolenza. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un documento a cura dell’European Banking Authority dove vengono penalizzate le banche italiane alle quali si chiede una ricapitalizzazione molto forte. L’ultima trimestrale di un istituto appartenente al settore investimenti é di Generali, la quale chiude i primi nove mesi con un utile netto in calo del 37,1% a 825 milioni  ha effettuato svalutazioni complessive per 824 milioni. Le svalutazioni sui titoli sovrani della Grecia sono salite a 329 milioni (erano 140 milioni a fine giugno). Successivamente al nuovo piano di salvataggio discusso dall’UE alcune settimane fa, Generali ha svalutato anche i titoli con scadenza successiva al 2020.

Trimestrale negativa per Amazon

Amazon, il sito di acquisti online ha annunciato i risultati del terzo trimestre di quest’anno: l’utile netto, seppur positivo, è calato del 73% a $63 milioni pari a $0,14 per azione, i ricavi si sono attestati a 10,88 miliardi di dollari. Il consensus era di $0,24 per azione. Per quanto riguarda le spese operative sono cresciute del 48% e di conseguenza il margine operativo è diminuito dello 0,7%. A cosa é dovuto questo calo di risultato? Occorre considerare che il leader mondiale del commercio elettronico negli ultimi mesi ha continuato ad investire massivamente nella sua rete di distribuzione, in nuovi prodotti e servizi.

Geox: risultato netto di 123 milioni, ma crollano le azioni

Durante un viaggio in Nevada, poco più di 10 anni fa, Mario Moretti Polegato decide di fare una passeggiata. Infastidito dal surriscaldamento dei piedi causato dalle scarpe con le suole gomma che indossava, fora entrambe le suole di gomma con un coltello. Ecco le origini della “scarpa che respira”. Successivamente Moretti Polegato lavora nei laboratori di una piccola azienda calzaturiera di proprietà della famiglia, mette a punto la tecnologia per le suole in gomma e la brevetta immediatamente.

Oggi il gruppo Geox prevede di raddoppiare il numero di negozi monomarca nei prossimi tre anni, passando dai 724 Geox shop di fine 2007 ai circa 1500 nel 2010. Solo nel 2008 sono previste circa 300 aperture, di cui 40 in Italia e 90 nel resto d’Europa, secondo quanto dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Diego Balzanello durante la conferenza stampa di presentazione dei conti 2007 e degli obiettivi 2008-2010. Geox chiude il 2007 con ricavi in crescita del 26% a 770,2 milioni e con un risultato netto di 123 milioni (+26%). Nel corso dell’esercizio l’ebitda è stato di 200,9 milioni (+31%), l’ebit di 179,7 milioni (+33%). La posizione finanziaria netta positiva passa dai 78,2 milioni del 31 dicembre 2006 ai 106,8 milioni del 31 dicembre 2007. Il free cash flow del 2007 è positivo per 74,1 milioni (56,6 mln nel 2006).