Piazza Affari: nessuna sorpresa in open ma pomeriggio incerto

di Francesco Giocondo 1

Acque calme sui Mercati in queste prime ore dell’ultimo giorno dell’ottava di fine Agosto 2011; come ogni settimana iniziata in rialzo, verso la fine dei 5 giorni “lavorativi” i Mercati cedono il passo alle prese di profitto e sembra che anche questa volta la prassi sia quella di un classico close “rosso” dopo un’open “verde”.

La positività dei primi giorni è proseguita a Piazza Affari fino a ieri nel primo pomeriggio, quando sotto la pressione di news poco favorevoli il Mercato ha perso tutto il gain di giornata tornando al close di Mercoledì. Il supporto a 14850 ha retto le quotazioni perfettamente in close di giornata ed ha rilanciato il rialzo nelle prime ore di questa mattina anche se il Mercato risente del livello psicologico dei 15000 punti di Mib.

Attualmente tra i migliori di Piazza Affari spiccano Risanamento, con un guadagno del 4%, e Gabetti che supera il 4.50%. Ma l’interesse sta girando in questo momento verso il Sole 24 Ore che dopo il tonfo di qualche giorno fa’ recupera terreno anche lui con un 4% tondo di guadagno al momento.

A turbare i Mercati oggi ci pensa direttamente un Premio Nobel. Per tutta l’ottava abbiamo focalizzato l’interesse sugli interventi di di quelle personalità di spicco che hanno la capacità di fare il bello ed il cattivo tempo, ed oggi è arrivato il turno di Michael Spence che facendo riferimento alla Fed ed al suo potere “limitato” secondo lui, delinea uno scenario Globale indicando una possibilità del 50% per l’avvio di una nuova fase di recessione.

La parte interessante dell’intervento non sono le solite previsioni catastrofiche a cui siamo ormai abituati, ma la reale proposta che finalmente viene avanzata da una personalità forte come quella di un Premio Nobel; il rilancio dei consumi e della fiducia verso i cittadini, con interventi della Banca Centrale a favore dell’emissione di prestiti bancari. Sembra una banalità, ma effettivamente fin’ora poche persone si sono preoccupate di proporre concentrandosi solamente su previsioni poco incoraggianti per i prossimi anni.

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