Quello che sembrava già essere un periodo davvero complicato per Deutsche Bank si aggrava con il giudizio della Fed sull’istituto: la Federal Reserve ha infatti designato come “problematiche” le condizioni delle attività americane della banca.

Quello che sembrava già essere un periodo davvero complicato per Deutsche Bank si aggrava con il giudizio della Fed sull’istituto: la Federal Reserve ha infatti designato come “problematiche” le condizioni delle attività americane della banca.

Moddy’s e l’Italia: cosa accadrà ora? Mettendo da parte ogni possibile polemica sterile cosa farà ora l’agenzia di rating che aveva lanciato la procedura di revisione del rating nostrano in seguito a quelle che erano state le prime avvisaglie di un governo politico che sembra ora essere un’ipotesi remota?

No alla statalizzazione di MPS: la Comunità Europea su questo non vuole sentire ragioni. E richiama Lega e Movimento 5 Stelle per alcuni accenni fatti sul futuro della banca e sulla partecipazione statale alla stessa. L’intervento dello Stato, spiegano da Bruxelles, deve essere qualcosa di temporaneo.

La Lira turca crolla e ancora la Banca centrale del paese si rifiuta ad agire sui tassi di interesse, che per molti esperti rappresentano l’unico modo per tenere a bada un’inflazione in costante rialzo in grado solo di rovinare ancora di più l’economia. Che succede?

Alitalia, aperta indagine per bancarotta su gestione Etihad: l’ennesimo tassello di disturbo si abbatte su una compagnia che da qualche mese sta lottando per rimettersi in carreggiata ed essere venduta ad interlocutori in grado di riportarla alla sua grandezza.

Sembra proprio che questa vendita d’Alitalia non si abbia da fare: o comunque che soprattutto i nuovi “attori” della scena politica trovino più semplice complicare le questioni piuttosto che renderle più scorrevoli: sono ben 17 gli emendamenti presentati in Senato che dovranno essere analizzati oggi sul decreto di proroga.

Slitta ad ottobre il prossimo giudizio dell’Unione Europea a proposito dei conti pubblici italiani: una buona notizia per il nuovo Governo che si spera si insedi a breve, il quale avrà modo di correggere, almeno in parte, quel che non va nelle finanze del nostro paese.

Una brutta giornata di contrattazioni quella odierna per il titolo MPS: la partenza è infatti apparsa ancora in forte calo: il 2% di questa mattina si va infatti a sommare all’8,8% perso nella giornata di ieri a causa, molto presumibilmente, delle parole di Claudio Borghi.

I sindacati vogliono una nuova governance in Alitalia al fine di proteggere i lavoratori e lavorare in modo migliore sulla vendita del vettore: è stato chiesto in Commissione speciale del Senato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, ascoltati sul Dl di proroga Alitalia. Intanto EasyJet aspetta il nuovo governo.

Mediolanum Banca non ha fatto in tempo a ritornare sull’FTSE Mib dopo 5 mesi che già rischia dei forti ribassi a causa dell’apertura di nuove indagini su Silvio Berlusconi: quel che appare certo è che l’interesse dei pm stia già lavorando sul titolo bancario.

Dopo 10 anni Vodafone perde a sorpresa il suo amministratore delegato: Vittorio Colao ha infatti annunciato che ad ottobre l’azienda dovrà andare avanti senza di lui, dopo un viaggio incredibile partito nel luglio del 2008 nel quale si è affermata come uno dei leader mondiali delle telecomunicazioni.

Il prezzo del petrolio vira al ribasso sui mercati asiatici, influenzato da tutta una serie di elementi geopolitici ed economici a partire dall’aumento dei pozzi attivi negli Stati Uniti: cosa è possibile prevedere al momento partendo dal suo attuale valore e procedendo con l’analisi della situazione?

Non è un buon periodo per Vincent Bolloré: quel che ha seminato in Italia per ciò che riguarda Mediaset e Telecom si è tramutato in “tempesta”, ma complice i buoni risultati di utile ottenuti sui nove mesi da Mediobanca nessuno vede il manager lasciare il suo posto.

A quanto pare Donald Trump è più pericoloso di quel che si possa immaginare anche per coloro che non vivono negli Stati Uniti ma che con l’America lavorano: la cinese ZTE ha fatto sapere di aver deciso di cessare tutte le attività dopo il bando di 7 anni ricevuto da parte dell’amministrazione statunitense.
