Eni non più “preferita” da Ubs

di robertor Commenta

EniEni non rientra più tra i titoli preferiti da Ubs, ma i fondamentali per il futuro rimangono ancora molto solidi. Sulla base di una discreta considerazione positiva esercitata dagli osservatori internazionali sulla compagnia energetica italiana, l’amministratore delegato Paolo Scaroni ha annunciato i nuovi passi di breve termine, con grandi investimenti e un atteggiamento sostanzialmente attendista sul fronte delle nuove acquisizioni.

“Ci troviamo nella medesima situazione di tutte le altre grandi compagnie petrolifere e puntiamo a mantenere una posizione di cassa molto forte nel prossimo quadriennio” – ha in merito affermato il top manager, spiegando poi che la situazione della cassa (particolarmente soddisfacente) subirà cambiamenti non tanto alla luce delle nuove acquisizioni, quanto dei grandi investimenti, “con tutte le esplorazioni che abbiamo siamo impegnati a sviluppare le nostre scoperte”.

Soddisfatta sull’evoluzione societaria è anche Ubs, secondo cui le cessioni delle quote di Snam e Galp hanno messo l’azienda in una posizione molto solida in termini finanziari e di liquidità (in proposito, vi suggeriamo di leggere questo nostro focus sulle dismissioni Eni 2013). Contemporaneamente, altrettanto positivi – riportava il quotidiano Milano Finanza poche ore fa – sarebbero i progressi sul fronte upstream, con le esplorazioni e la monetizzazione di una parte delle imponenti risorse del giacimento in Mozambico.

Ad ogni modo, per Ubs non tutto è oro ciò che luccica. Il broker ha infatti delineato come molto critica la situazione del mercato dei gas in Europa, con la variazione dei prezzi del gas in Italia e accordo non ancora completato con l’Algeria. Alla luce di ciò, gli analisti della banca elvetica limitano il target price dai precedenti 21 euro agli attuali 20 euro, togliendo il titolo dalla sua lista delle azioni europee preferite (European Key Call), ma confermandone il rating resta buy.

Complessivamente, le proiezioni sul futuro a breve e medio termine di Eni continuano a rimanere discretamente soddisfacenti.