Pericolo in borsa per Pirelli, ma l’utile 2007 cresce nonostante l’aumento del costo delle materie prime

di Laura Commenta

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Pirelli Tyre è il quinto operatore mondiale in termini di fatturato nel mercato dei pneumatici, con una redditività tra le più alte del settore. Pirelli Tyre è oggi la holding operativa di un gruppo attivo nella progettazione, sviluppo, produzione e commercializzazione di pneumatici destinati a vari tipi di veicoli: vetture, veicoli leggeri e moto, autobus, autocarri, macchine agricole e per il movimento terra, oltre alla produzione e commercializzazione dello steelcord. Pirelli ha consolidato rapporti di collaborazione con varie case automobilistiche e motociclistiche del mondo: una partnership che si è tradotta in innumerevoli omologazioni relative ai modelli di tutti i principali produttori auto e moto del mondo.


Il 2007 si è chiuso con ricavi per 6,5 miliardi , in crescita del 34,4% rispetto ai 4,84 miliardi di euro del 2006, nonostante siamo aumentati i costi delle materie prime. Escludendo le entrate straordinarie legate alla cessione di alcuni asset, i ricavi sono stati pari a 5,21 milioni di euro, con una crescita del 7,6% rispetto al 2006. Il margine operativo lordo (EBITDA) ammonta a 580,9 milioni di euro, in calo del 5,4% rispetto ai 614,1 milioni di euro del 2006. Il risultato operativo (EBIT), pari a 366,9 milioni di euro, scende dell’8,6% dai 401,4 milioni di euro del 2006. Rispetto al 2006, a livello di EBITDA ed EBIT, si riduce l’apporto delle attività immobiliari che, per contro, registrano un significativo incremento del risultato da partecipazioni. Nell’esercizio 2006, i risultati operativi includevano costi non ricorrenti per 13,5 milioni di euro legati al progetto di IPO di Pirelli Tyre.

In Borsa PIRELLI scende del 2,3% dopo i risultati pubblicati poco prima della chiusura delle contrattazioni. Il pericolo in borsa è da collegarsi ad “arbitraggi tra le azioni ordinare e le risparmio” dopo che il gruppo della Bicocca ha annunciato che rileverà, al prezzo unitario di 80 centesimi, le risp (+1,6%) rimaste non collocate nell’ambito dell’offerta in borsa.

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