Unicredit titolo ai massimi da febbraio 2012 sopra 4,3€

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E’ un momento d’oro per il settore bancario italiano, che sta approfittando del forte calo dello spread Btp-Bund e dell’allentamento delle regole sui vincoli di liquidità previsti da Basilea 3. Tra i titoli più acquistati c’è Unicredit, secondo gruppo bancario italiano poco dietro Intesa SanPaolo. Le azioni della banca di Piazza Cordusio guadagnano lo 0,66% a 4,268 euro, ma sono salite fino a 4,316 euro sui massimi più alti dal 22 febbraio 2012. Ieri il titolo della banca milanese era salito del 4,85%.

Da inizio 2013 le azioni ordinarie Unicredit stanno mostrando una performance positiva del 15%. Tuttavia, stamattina Kepler ha deciso di abbassare il rating sul titolo a “hold” (tenere in portafoglio) dal precedente giudizio “buy” (comprare le azioni). Secondo il broker Unicredit ha corso troppo in borsa nelle ultime settimane. In effetti, solo nell’ultimo mese le azioni Unicredit hanno messo a segno un rendimento positivo del 25%, passando da area 3,4 euro a oltre 4,3 euro.

BANCHE ITALIANE PROMOSSE DA UBS

Kepler ha comunque confermato le stime e aumentato il target price a 4,4 euro dalla precedente valutazione di 3,9 euro. Secondo il broker, dopo il sostenuto rally degli ultimi tempi, il margine di guadagno è ora piuttosto risicato. Kepler stima che l’utile netto 2012 possa attestarsi a 1,3 miliardi di euro, mentre nel quarto trimestre dello scorso anno la perdita netta complessiva dovrebbe aggirarsi intorno agli 80 milioni di euro. La trimestrale sarà pubblicata il prossimo 15 marzo. Il ritorno all’utile consentirà alla banca milanese di tornare a distribuire il dividendo. La cedola sarà, però, modesta: 0,06 euro per azione (rendimento dell’1,4%).

BOCCATA D’OSSIGENO PER LE BANCHE DA BASILEA 3

Per il 2013 Kepler si aspetta che Unicredit possa produrre utili per 1,5 miliardi di euro, nettamente meno di quanto prospetta il management della banca, ovvero 3,8 miliardi di euro. Nel 2014 il broker stima profitti netti per 2,5 miliardi di euro. Secondo Kepler la ripresa avverrà grazie alla normalizzazione degli accantonamenti e mantenendo ricavi stabili, nonostante la riduzione dei costi.

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