Moody’s taglia le stime di crescita per l’Italia ma decide di non toccare il rating non essendoci per il momento delle condizioni tali da giustificare un cambiamento dell’outlook, che rimane stabile.

Moody’s taglia le stime di crescita per l’Italia ma decide di non toccare il rating non essendoci per il momento delle condizioni tali da giustificare un cambiamento dell’outlook, che rimane stabile.

Scorrendo i forum e la stampa specializzata sembra proprio che il mercato dei crediti deteriorati possa rischiare la bolla se la direzione non verrà corretta. Soprattutto ma non solo perché la loro gestione da parte di coloro che li comprano non è così scontata.

L’Unione Europea non è rimasta zitta dopo aver seguito negli ultimi giorni gli interventi di attacco nei confronti di Bankitalia e Consob da parte dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio che parlano di azzeramenti e sottolinea come sia necessario che rimangano degli enti indipendenti.

Non è ottimista Ignazio Visco, presidente di Bankitalia, quando pensa al 2019 ed alla recessione tecnica: tutt’altro. E durante il congresso di Assiom Forex non ha mancato di lanciare un monito ben preciso: bisogna fare attenzione all’incertezza dei conti.

Brutte notizie per l’economia nostrana: anche il Fondo Monetario Internazionale, dopo Bankitalia, taglia le stime di crescita del nostro paese, catapultandoci tra gli stati che “zavorrano” la crescita globale.

L’accordo presentato al Parlamento Inglese da Theresa May in materia di Brexit è stato bocciato con una larga maggioranza: cosa accadrà ora? La situazione che si è venuta a creare, senza precedenti, potrebbe condurre il Governo britannico a prendere in considerazione diverse opzioni.

A guardare i rapporti mensili dell’Abi, le banche italiane si mangiano 15 miliardi di risparmi degli italiani. Colpa loro o del governo, o dell’economia? Vediamo
Il premier Giuseppe Conte ha affrontato diversi argomenti nel corso della sua Conferenza di Fine anno e come ci si aspettava ha toccato alcuni punti cardine collegabili alla manovra: tra di essi quello dell’Iva, sul quale il primo ministro sembra abbastanza certo dell’intoccabilità.

Esprime contentezza per il risultato raggiunto Matteo Salvini, intervistato sul tema manovra da Radio Anch’io, ma non intende fare la figura di colui che prima ha promesso pugno duro e poi ha ceduto. E questo appare palese dalle sue parole.

Nessuna procedura d’infrazione per la manovra: l’Italia conquista all’ultimo momento la libertà da una conseguenza dell’operato governativo che avrebbe potuto avere effetti devastanti sulla nostra economia. La correzione è stata sensibile ed ha portato, se non ancora ad un contesto ottimale, per lo meno a tirare un sospiro di sollievo.

Quello da poco superato non sarà il primo shock dei mercati e non sarà nemmeno l’ultimo vissuto dagli stessi. E questo l’allarme lanciato dalla Bri, la banca dei regolamenti internazionali nel suo rapporto trimestrale recentemente diffuso.

“Non ci siamo ancora“: ha commentato in questo modo la manovra italiana il Commissario Europeo agli Affari Economici Pierre Moscovici, pur sottolineando che qualche passo in avanti è stato fatto.

Saranno i mercati a convincere l’Italia a cambiare il percorso economico che ha deciso di seguire: su questo non hanno dubbi gli esperti di Goldman Sachs e lo hanno espresso attraverso un report dedicato.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria si mantiene fermo sulla sua posizione: i conti italiani sono sotto controllo ed il debito pubblico scenderà. Nessun cambio di posizione è avvenuto in queste ultime settimane.
