Il settore auto in grandissima difficoltà anche in Europa per tutto il 2009

di Vincenzo Caccioppoli Commenta

I costruttori automobilistici europei temono un 2009 in perdita, mentre tutti gli indicatori mostrano che la grave crisi attraversata dal settore non riguarda soltanto i giganti americani dell’auto, impegnati in una lotta per la sopravvivenza. I dirigenti di Renault, Nissan e Fiat prevedono un nuovo calo del mercato l’anno prossimo, mentre la diminuzione delle vendite ha già costretto tre costruttori americani a chiedere un aiuto allo Stato, peraltro rifiutato giovedì scorso dal Congresso Usa. La tedesca Bmw, che vende sia utilitarie che auto di lusso col marchio Rolls-Royce, ha predisposto un sistema d’aiuto per le proprie concessionarie del valore di circa 100 milioni di euro. Il settore inoltre teme anche per un probabile aumento del prezzo del petrolio, se l’Opec decidesse la prossima settimana una riduzione della produzione. Un aumento del prezzo alla pompa rappresenterebbe un nuovo, duro colpo per l’industria automobilistica, che dà lavoro a 50 milioni di persone nel mondo, di cui 12 milioni solo in Europa, tenendo conto anche dell’indotto. Questo settore chiave è colpito dall’aumento dei prezzi dell’energia, quella delle materie prime e dalla mancanza di fiducia dei clienti a seguito della crisi finanziaria.

Il capo di Renault giudica l’attuale situazione più grave di quella del 1992-93, a cui servirono cinque anni per la ripresa. Renault, che a fine 2007 aveva due miliardi d’euro di debiti, guarda con preoccupazione ai suoi stock di veicoli invenduti.

Se il livello degli stock raggiunge il 30%, il debito raddoppia

ha spiegato Ghosn, ad del gruppo francese. L’AD di Fiat, Sergio Marchionne, che la settimana scorsa prevedeva che a lungo termine solo sei costruttori su 50 potranno sopravvivere, ha detto al quotidiano “la Repubblica” che il 2009 sarà l’ano più difficile della sua carriera. L’amministratore delegato della Fiat ha annunciato che il gruppo comunque chiuderà con

un significativo risultato economico e con un trading profit che sarà il più alto nei 109 anni di storia della Fiat.

Marchionne ha aggiunto che nel periodo di grande turbolenza che si apre per il settore auto, la Fiat ha il vantaggio di muoversi per prima nella scelta del partner, oltre al fatto di arrivare a questo appuntamento dopo aver vissuto una storia di risanamento.

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