L’intervento del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ieri sera alla trasmissione Che tempo che fa? era molto atteso, in quanto si era consapevoli che quanto avrebbe detto sarebbe stato di rilievo per quel che riguarda i dibattiti economici del paese: anzitutto, l’ex ad di Intesa Sanpaolo ha escluso il varo di una ulteriore manovra finanziaria, una ipotesi paventata dall’ex titolare del Tesoro Giulio Tremonti. Inoltre, è stato sottolineato come il governo Monti proseguirà con decisione nella lotta all’evasione fiscale, nella vendita delle frequenze televisive e nella strada della liberalizzazione di molte professioni, le misure ritenute più significative per rilanciare il sistema finanziario.
Le sue rassicurazioni hanno riguardato soprattutto il fatto che l’impegno è forte per quel che concerne il sostegno della crescita futura, tentando di restaurare la fiducia degli investitori nei confronti del mercato. Inoltre, visto che la situazione che l’Italia stava fronteggiando era molto simile al default greco, si è pensato proprio a questa austerity per scongiurare un caso identico. Riguardo all’evasione fiscale si dovrà concentrare l’attenzione sui redditi più alti e le loro dichiarazioni, una guerra che deve essere condotta senza pietà alcuna. D’altronde, secondo alcune stime piuttosto recenti, gli italiani potrebbero detenere circa 150 miliardi di euro in assets finanziari nelle banche della Svizzera. Le prossime settimane, poi, saranno decisive in merito alla già citata cessione delle frequenze televisive, visto che lo stesso Passera si è concesso ancora del tempo per avanzare le sue proposte all’esecutivo e discuterle nel dettaglio.
La conferma delle liberalizzazioni imminenti fa ben sperare, in particolare quelle relative ai tassisti e farmacisti, ma a questo punto servono dei tempi certi e non rinvii ulteriori. Infine, è stato interessante l’accenno alla crisi economica, provocata, sempre secondo il titolare del dicastero di Via Veneto, non semplicemente ed esclusivamente dalla finanza, ma soprattutto dai politici e dai governi, i quali hanno vissuto ben al di sopra delle loro possibilità.