Prodotti derivati

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Il sistema economico internazionale è stato oggetto di numerose trasformazioni negli ultimi decenni: evoluzione che ha portato allo sviluppo di nuovi mercati, tra cui quello dei ”derivati”, ossia dei ”futures” e delle ”options”. Negli ultimi anni si è, infatti, assistito ad un costante incremento di volumi, di nuovi contratti e nuovi tipi di contrattazione.

I prodotti derivati sono strumenti complessi, destinati ad investitori professionali, o quanto meno evoluti, che sappiano sfruttare le numerose opportunità che offrono e, nel contempo, siano in grado di valutare e gestire correttamente i relativi rischi. Ciò non toglie che anche “normali” risparmiatori possano, con un po’ di attenzione e pazienza, cominciare a prendere confidenza con questi prodotti, per poi in futuro imparare ad investirvi.

Il termine “derivati” indica la caratteristica fondamentale di questi prodotti: il loro valore deriva appunto dall’andamento del valore di un’attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente; attività o evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere e che costituiscono il
“sottostante” del prodotto derivato.

Tipi principali di derivati

1) Acquisti e vendite a termine

Sono di solito gli strumenti più liquidi e più facili da valutare. Presentano dei rischi quando l’azienda non è certa dell’importo e della data o date a cui effettuare la copertura.

Il sottostante può essere di vario tipo:

  • attività finanziarie, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.;
  • merci, come petrolio, oro, grano, ecc..

Le variazioni del valore del sottostante determinano il profilo di rischio/rendimento di un contratto a termine:

  • per l’acquirente del contratto, cioè colui che deve comprare un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dal deprezzamento del bene. In questo caso, infatti, egli sarebbe comunque costretto a pagare il prezzo già fissato nel contratto per un bene il cui valore di mercato è minore del prezzo da pagare.
  • per il venditore del contratto, cioè colui che deve vendere un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dall’apprezzamento del bene. L’impegno contrattuale, infatti, lo costringe a vendere il bene ad un prezzo inferiore a quello che realizzerebbe sul mercato.

2) Swaps

Gli “swaps” sono accordi che prevedono che due contraenti si scambino dei flussi finanziari calcolati con un criterio prestabilito a date prefissate. Il più semplice tipo di swap è l’interest rate swap, un contratto che si concretizza attraverso lo scambio di interessi calcolati su un determinato ammontare prefissato chiamato nozionale.

3) Opzioni

Un’opzione e’ un contratto che conferisce al compratore il diritto di acquistare (Call) o vendere (Put) un bene ad un prezzo prefissato ad una certa data futura. Le opzioni possono essere

  • di tipo europeo. In questo caso il diritto può essere esercitato solo alla scadenza.
  • di tipo americano. Diritto esercitabile in qualsiasi momento.