L’uso dello sciopero selvaggio per cercare un impossibile diversa soluzione per il salvataggio Alitalia

E ora dopo aver fatto tutti i più meschini tentativi di far saltare le trattative per il drammatico salvataggio della compagnia di bandiera, le corporazioni dei piloti e degli assistenti di volo, una delle tante in questo paese, usano l’ultimo irresponsabile mezzo a loro disposizione: lo sciopero selvaggio. 40 voli saltati, e chissà quanti altri in ritardo o a rischio cancellazioni fino a questa sera. Sacconi e il Governo gridano all’irresponsabilità di questo sindacato che poco o quasi nulla sembra avere a cuore le sorti dei ventimila lavoratori a rischio, ma sembra invece far prevalere la difesa degli interessi di parte, di privilegi e di rendite di posizione, che, in tutti questi anni e in diversi settori dell’economia, tanto hanno contribuito e contribuiscono a zavorrare il nostro paese, dal punto di vista competitivo. E’ successo di recente con i taxisti, è successo con i farmacisti, ma sono tantissime le corporazioni, avvocati, notai,medici, professori che fanno una vera e propria guerra nascosta di lobbing nelle sedi istituzionali per difendere i loro scandalosi privilegi, anche al parodosso del tanto peggio tanto meglio, come sta avvenendo in queste ore drammatiche di fronte al caso Alitalia.

Ma intanto, di fronte a queste mille difficoltà e contrasti, il disperato tentativo di proseguire nella trattativa continua con una accellerata a sorpresa sulla scelta del possibile partner straniero che dovrà affiancare la cordata di imprenditori italiani nella Cai. Berlusconi ha parlato di Lufthansa, in prospettiva di un rafforzamento di Malpensa come hub, prospettiva sicuramente non favorevole ad un partner come Air France. Resta da vedere cosa penserà di questa scelta uno dei maggiori investitori nella Cai, quella famiglia Benetton, socia anceh in Adr, che gestisce lo scalo romano di Fiumicino, in barba a qualsiasi discorso sul conflitto di interesse. Ma ormai quella sembra la strada da percorrere, anche se il vettore tedesco ha fatto sapere che a queste condizioni non ha alcun interesse ad entrare nella nuova Alitalia. E visto quello che sta succedendo a Fiumicino e nelle sedi preposte alle trattative, come dargli torto?