Mps a rischio commissariamento?

Lo scandalo dei derivati finanziari occulati nei bilanci degli ultimi anni del Monte dei Paschi di Siena sta mettendo in allarme tutto l’ambiente politico e finanziario italiano. I responsabili sono stati individuati nelle figure di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, ex vertici della banca senese, ma non va escluso che nelle prossime settimane possa esserci qualche sorpresa. Qualche esponente politico ha chiesto addirittura il commissariamento dell’istituto bancario di Rocca Salimbeni, ma da Siena l’ipotesi viene respinta seccamente dagli stessi politici locali.

Secondo un politico senese “questa bufera rafforza gli attuali vertici del Monte dei Paschi e permette loro di presentarsi come i proconsoli di Banca d’Italia”. Tuttavia, l’ipotesi di commissariamento non può essere scartata del tutto, almeno fino a quando non si conosceranno le reali perdite occulate nei bilanci di Mps e un eventuale nuovo giro di responsabilità. Nel frattempo a Siena l’indignazione è salita ai massimi storici: dai piccoli soci ai picchetti dei sindacati, dai comizi di Beppe Grillo alla disperazione dei dipendenti.

MPS: BUCO DA 14 MILIARDI SECONDO BEPPE GRILLO

Lo scandalo dei derivati potrebbe, però, creare i presupposti per uno strappo con il passato e l’allentamento del potere politico sulla banca senese, che da sempre viene considerata la banca dell’ex Pci (e quindi ora del Pd). In particolare rischia di subire una nuova spallata la Fondazione Mps, che già nel corso del 2012 si era vista diluire la quota di partecipazione dal 49% al 34%. Nel 2014 la discesa della partecipazione di controllo dovrebbe essere ancora più marcata, in scia al nuovo aumento di capitale da un miliardo senza diritto di opzione che Mps dovrebbe lanciare il prossimo anno.

MPS NELLA BUFERA PER SCANDALO DERIVATI

L’assetto di controllo potrebbe così essere rivoluzionato. Nel frattempo resta forte l’incertezza sulla banca senese, visto che stanno emergendo rumors su una possibile inchiesta penale per falso in bilancio relativa alla passata gestione della banca. L’istituto di credito più antico del mondo resta sotto assedio, ma in borsa venerdì il titolo Banca Mps è riuscito a rimbalzare con decisione guadagnando l’11,36% a 0,2598 euro con volumi record.

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