Rischio derivati JP Morgan da 100 miliardi

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Lo scandalo relativo alle attività di trading sui derivati, che è costato finora a JP Morgan una perdita da oltre 2 miliardi di dollari in sei settimane, potrebbe essere soltanto una piccola falla in un sistema di operazioni sui prodotti finanziari derivati ben più complesso. Inoltre, sembra che il ceo della banca d’affari americana, Jamie Dimon, fosse a conoscenza delle strategie della divisione sotto accusa, vale a dire il chief investment office di Londra. Questo ufficio, guidato fino a pochi giorni fa dalla dimissionaria Ina Drew, avrebbe accumulato un portfolio da 100-150 miliardi di dollari in titoli ad alto rischio, come gli asset-backed securities (Abs).

Si tratta praticamente degli stessi prodotti finanziari che circa quattro anni fa misero in ginocchio il sistema finanziario globale, portando al crack di Lehman Brothers e al tracollo delle principali banche americane. Gli Abs sono titoli di credito garantiti emessi da banche o società finanziarie per conto di società che ne assicurano il pagamento con quote-parti dell’attivo patrimoniale, cioè attraverso il cash flow conseguente da crediti commerciali o prestiti di varia natura. Il processo di trasformazione dei crediti in titoli negoziabili viene chiamato “cartolarizzazione” (securitization).

RISCHIO DERIVATI SUI MERCATI FINANZIARI

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che avrebbe citato fonti di trading, negli ultimi tre anni JP Morgan avrebbe investito massicciamente in titoli garantiti da mutui in Europa, mettendo in piedi articolate operazioni su securities legate al debito sui mercati internazionali. Il ceo Jamie Dimon avrebbe dato il suo beneplacito alle operazioni speculative, tra cui anche quelle messe a punto dal Cio londinese.

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La banca avrebbe sottovalutato i rischi e lo stesso Dimon sarebbe poi rimasto scioccato dalla forte esposizione accumulata e dalle recenti perdite. In base a quanto emerso da una riunione dello scorso 30 aprile, le perdite correnti potrebbero superare i 5 miliardi di dollari. Ben presto JP Morgan, attraverso Jamie Dimon, dovrà rispondere dei sospetti di aver eccessivamente minimizzato o addirittura nascosto le perdite ai mercati. A giugno Dimon testimonierà al Senato USA.

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