La Banca Centrale Europea si trova praticamene davanti a un bivio: favorire la crescita o controllare i prezzi? Tradotto in termini economici, bilancio o inflazione? Qualsiasi sia la scelta la parola d’ordine è trovare un equilibrio.

La Banca Centrale Europea si trova praticamene davanti a un bivio: favorire la crescita o controllare i prezzi? Tradotto in termini economici, bilancio o inflazione? Qualsiasi sia la scelta la parola d’ordine è trovare un equilibrio.

Ancora prudenza nella gestione delle cedole bancarie: è questa la raccomandazione della BCE agli istituti di credito, ai quali si richiede che la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni proprie venga sospeso o comunque limitato fino al prossimo settembre.

Il futuro? Sta nell’euro digitale, ovvero una valuta legata all’euro capace però di tenere testa alle altre stablecoin: il presidente della BCE Christine Lagarde ne ha parlato nel corso di un incontro con il parlamentari tedeschi e francesi.

La pubblicazione dei verbali della BCE relativi alla riunione di luglio ha dato riprova di quello che si era già capito anche semplicemente scorrendo le cronache economiche degli stati: la ripresa economica dell’Unione Europea prosegue ancora su una strada incerta a causa delle differenti reazioni dei suoi membri.

La Banca Centrale Europea, come ci si aspettava che succedesse, ha lasciato i tassi di interesse invariati confermando il piano di acquisto di titoli già in atto per sostenere l’economia in questo momento di crisi dettato dalla pandemia di Covid 19. L’Eurozona in questo momento, come ha sottolineato Christine Lagarde, necessita ancora di un ampio stimolo monetario.

La BCE ha fatto sapere di essere ufficialmente al lavoro sull’emissione di una valuta digitale: quella che fino a qualche tempo fa era solo un’indiscrezione che circolava negli ambienti finanziari europei e ora diventata realtà grazie all’annuncio di Yves Mersch, membro del Board e vice presidente del Consiglio di Vigilanza.

Il quantitative easing, principale strumento della BCE per aiutare gli stati membri dell’Unione Europea ad affrontare le crisi economiche, è parzialmente illegale. Questa è stata la decisione della Corte Costituzionale tedesca: una sentenza che potrebbe mettere a rischio La tenuta economica dell’intera Europa.

L’Italia in questo momento difficile ha bisogno di aiuto, non di qualcuno che la ostacoli: così Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica, è intervenuto ieri sera in risposta al disastroso intervento di Christine Lagarde ieri in BCE in merito all’emergenza Coronavirus, pretendendo quel rispetto che il paese merita come parte dell’Unione Europea e come fondatore della stessa.

Nel corso del suo incontro presso il Parlamento Europeo Christine Lagarde non rinnega l’utilità del quantitative easing anche in un periodo come questo ma avverte i Governi dell’Eurozona che è ora di darsi da fare se non si vogliono pagare le conseguenze del suo uso sul lungo termine.

Quello che si svolgerà oggi sarà l’ultimo consiglio della Bce che Mario Draghi presiederà: ma considerare questa riunione come una mera occasione di addio per quello che presto diventerà l’ex governatore della banca centrale europea sarebbe un’errore. Oggi Draghi sarà chiamato ancora una volta a difendere le sue scelte in materia di politica economica.

La Banca centrale europea – spiega dall’ufficio lussemburghese di Geneve Invest, società di gestione patrimoniale indipendente, Neri Camici, relationship manager per il desk italiano –
La BCE non bada a spese per sostenere l’economia europea ed evitare una possibile crisi: è arrivato infatti il via libera ad un nuovo round di quantitative easing da novembre ed un taglio dei tassi sui depositi.

La BCE ribadisce ancora una volta, in maniera pubblica, di essere pronta a tutto a settembre affinché l’Eurozona possa godere del giusto supporto attraverso gli stimoli economici che si riterranno opportuni e necessari.

I tassi d’interesse rimarranno fermi almeno fino a metà del 2020: è stata questa la decisione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, che non esclude nemmeno l’ipotesi taglio al fine di sostenere il raggiungimento dell’obiettivo posto per l’inflazione.
