Scende il petrolio, ma anche gli americani cominciano a risparmiare sulla benzina

di ceciliamorello 1

Dopo aver toccato quota 120 dollari al barile, il petrolio ha cominciato a scendere. In attesa della decisione della Fed se intervenire o meno sui tassi, il Wti è sceso di 8 centesimi al barile nelle prime contrattazioni asiatiche. Sul NYmex il petrolio ha aperto con un calo più consistente, al ribasso di 2,63 dollari.

Secondo gli ultimi aggiornamenti in Asia il prezzo del petrolio è arrivato poi scendere fino a 115,49 dollari al barile. Ha influito sul prezzo del greggio un rapporto statunitense del Dipartimento di Energia secondo cui la richiesta di benzina è scesa del 6,2%, e quella dei prodotti petroliferi in generale del 8,5%.

Forse anche gli americani, quelli dei Suv e delle grosse cilindrate “tanto la benzina non ci costa tanto”, hanno cominciato a risparmiare quando arrivano a riempire il serbatoio. Con la benzina arrivata a costare 3,54 dollari per un gallone (che corrisponderebbe a 4 litri circa di carburante) anche loro cominciano a stare più attenti alla macchina che prendono per andare al lavoro.


Le immatricolazioni di nuovi Suv erano attese intorno ai tre milioni, mentre si sono fermate a 1,5: avanti invece con le auto più compatte e soprattutto ibridi per risparmiare ancora di più sul carburante.

C’è attesa nel frattempo per la riunione della Fed che potrebbe tagliare i tassi di un unlteriore quarto di punto arrivando a 2%. Bush cerca di tranquillizzare i cittadini statunitensi assicurando che nel secondo semestre del 2008 le cose miglioreranno ma non tutti sembrano concordare con lui: Malcom Knight, economista canadese proveniente dal FMI, ha affermato che il rischio di stagflazione si fa sempre più serio e che le rispercussioni di questa crisi dureranno anche per tutto il 2009.

Anche dal fronte immobiliare la situazione non sembra affatto voler migliorare: raddoppiano i pignoramenti di case nel primo trimestre così come sono crollati i prezzi delle case. Il Pil del primo trimestre dovrebbe essere reso noto oggi, ma il presidente americano ha già messo le mani avanti parlando di un evidente rallentamento. Finora nè i tagli fiscali di Bush nè gli interventi della Fed sono serviti a qualcosa e se taglio dei tassi sarà, dal prossimo mese dovranno cominciare a studiare qualche altra contromisura perchè non ce ne potranno essere altri.

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