Euro sfonda 1,35 dollari ai massimi da novembre 2011

di ND82 Commenta

Sul mercato delle valute non accenna a fermarsi la spettacolare ascesa delle quotazioni dell’euro, che continua a macinare guadagni nei confronti delle principali monete mondiali. In particolare, il tasso di cambio euro/dollaro è salito sopra 1,3560, dopo aver sfondato stamattina quota 1,35. Il superamento di quest’area di resistenza ha facilitato l’ascesa dei prezzi, che continuano ad essere proiettati verso la resistenza di area 1,40. Questo livello psicologico non si vede da ottobre 2011. Grazie all’exploit odierno il cambio euro/dollaro è salito sui massimi di fine novembre 2011.

Sul finire di luglio 2012 il cambio euro/dollaro toccò un minimo in area 1,2040. Da allora, grazie alle rassicurazioni di Mario Draghi sull’irreversibilità della moneta unica e all’annuncio del piano di acquisto titoli Omt, il tasso di cambio euro/dollaro ha guadagnato il 12,5%. Nel breve periodo il cambio dovrebbe salire fino a 1,3580 prima e 1,36 poi, mentre nelle prossime settimane potrebbe quantomeno spingersi fino in area 1,38.

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La forza dell’euro può essere spiegata con il forte appetito per il rischio presente sui mercati finanziari, che sta favorendo l’ascesa degli asset più rischiosi, e con la normalizzazione dei tassi interbancari nell’area euro dopo i primi rimborsi delle banche europee dei fondi Ltro a tre anni ottenuti dalla Bce tra dicembre 2011 e fine febbraio 2012. Tuttavia, il boom dell’euro può essere spiegato anche da un’altra variabile-chiave, ovvero la politica monetaria ultra-espansiva delle banche centrali. La Fed, la Bank of Japan e la Bank of England sono le più attive in tal senso e stanno scatendo una vera e propria guerra valutaria.

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La Bce potrebbe utilizzare l’arma dello scudo anti-spread per comprare asset e titoli di stato, ma nessun paese membro dell’Ue-17 ne fa richiesta perché ormai la situazione sui mercati europei si è normalizzata. Sul forex l’euro non sta mostrando i muscoli solo contro il dollaro, bensì anche contro lo yen, la sterlina, il dollaro australiano, il dollaro neozelandese, il dollaro canadese, il franco svizzero e perfino contro le più importanti valute emergenti.

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