Ferrero salva il brand Kinder

 La Corte di Giustizia europea ha sciolto il contenzioso che aveva visto opporsi la società Ferrero e l’imprenditore tedesco proprietario di Kindertraum, un marchio molto simile a quello storico dell’azienda di Alba. La Corte, valutando che il nome “Kinder” distingue per più di una generazione di italiani un’intera gamma di prodotti della Ferrero, non può essere registrato in Europa da altri soggetti, nemmeno per brand simili come, appunto Kindertraum, poiché potrebbe generare confusione nel pubblico.

Il contenzioso legale era approvato dinanzi ai giudici europei dopo essere esaminati dall’Uami, l’ufficio per l’armonizzazione nel mercato unico di marchi, disegno e modelli. All’ufficio si era rivolto pochi anni fa un imprenditore tedesco, Harald Wohlfahrt, che aveva chiesto di registrare il marchio denominativo “Kindertraum” (letteralmente, “sogno dei bambini”) per prodotti appartenenti a un settore differente da quello Kinder, il cartario (cartonicini, prodotti da cartoleria, decorazioni natalizie). La Ferrero si era invece opposta.

Quota mercato Fiat

 Nel corso del mese di aprile, stando a quanto dichiarano i dati diffusi dall’Acea, associazione che riunisce i tutti i costruttori auto europei, il mercato dell’auto del vecchio Continente ha continuato a perdere terreno. Nei 27 Paesi UE + EFTA, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 1.058.348 unità, con una flessione del 6,5%rispetto a 1.132.172 unità di un anno fa. Una flessione che replica quella rilevata nel corso del terzo mese dell’anno, quando la diminuzione delle immatricolazioni era stata pari a 6,6 punti percentuali.

Complessivamente, nel corso dei primi quattro mesi dell’anno sarebbero state immatricolate 4.487.798 unità, con una flessione di 7,1 punti percentuali rispetto ai 4.829.116 dello stesso periodo del 2011. Nei soli 27 Paesi dell’Unione Europea le consegne sono calate di 6,9 punti percentuali. A perdere terreno è anche il gruppo Fiat, con immatricolazioni calate di 11,3 punti percentuali su base annua, a 75.462 unità, per una quota di mercato che passa da 7,5 punti percentuali dell’aprile 2011 agli attuali 7,1 punti percentuali.

Rendimenti titoli Spagnoli in rialzo

 Nuova seduta difficile per i mercati Europei; l’affondo è netto e Piazza Affari scende sotto ai livelli di emergenza sul FTSE-Mib, con il settore bancario che guida il ribasso e cede nella sola giornata di oggi (ancora da concludere) oltre il 4% del proprio valore.

In Spagna intanto il collocamento dei titoli di Stato si è concluso nella parte alta della forchetta dell’offerta; le previsioni del MEF erano comprese tra 1,5 miliardi di euro e 2,5 miliardi di euro e complessivamente sono stati emessi 2,494 miliardi di euro distribuiti su tre titoli distinti.

Rischio derivati sui mercati finanziari

 Il recente scandalo legato alle attività di trading sui derivati di JP Morgan, che ha collezionato una perdita pari a oltre 2 miliardi di dollari in circa 6 settimane, ha fatto tornare a galla il timore che questo mercato sia troppo grande per essere controllato e che le banche d’affari siano in grado di mettere in piedi scommesse speculative altamente rischiose senza dover dare conto a nessuno, ma facendo tremare mezzo mondo quando le cose non vanno per il verso giusto.

General Motors non investirà più in Facebook Ad

 A poche ore dallo sbarco definitivo in borsa, Facebook deve far fronte a un intoppo che potrebbe ledere in qualche modo l’immagine costruita nel corso del roadshow di avvicinamento alla quotazione ufficiale sul Nasdaq. Infatti, il colosso automobilistico americano General Motors ha deciso di non investire più negli Ad di Facebook. Il gruppo di Detroit, terzo maggiore advertiser negli Stati Uniti, avrebbe notato la poca capacità di influenzare le vendite degli Ad sul social network. Lo scorso anno GM aveva investito 10 milioni di dollari.

Nel 2011 sono crollate le cartolarizzazioni bancarie

 Non è azzardato affermare che nel nostro paese si teme ancora l’effetto dei mutui subprime americani, la causa scatenante della grave crisi economica del 2008: non si spiega altrimenti il comportamento dei nostri istituti di credito, i quali sono molto accorti da questo punto di vista e dal 2007 hanno provveduto a ridurre in maniera piuttosto considerevole le cosiddette cartolarizzazioni. Nello specifico, si tratta della vendita di una attività, oppure di servizi di un’altra società mediante il collocamento di bond; di conseguenza, il credito in questione viene ceduto a dei soggetti terzi e il rimborso è in grado di restituire il capitale e le cedole di interessi. Ebbene, come ha spiegato la Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa), queste operazioni sono diventate sempre più rare nel corso del 2011.

Gli azionisti di Terna approvano bilancio 2011 e dividendo

 Terna, la società per azioni romana che è responsabile nel nostro paese della trasmissione di energia elettrica, ha ottenuto il via libera definitivo da parte della sua assemblea di azionisti per quel che riguarda il bilancio dello scorso anno: nel dettaglio, questo esercizio finanziario si chiuso con dei risultati piuttosto incoraggianti, visto che i ricavi consolidati sono aumentati di quasi tre punti percentuali, attestandosi a quota 1,63 miliardi di euro, come pure l’utile netto è stato protagonista di un incremento complessivo dell’1,1%, tanto da raggiungere i 465 milioni di euro. A fronte di questi dati e stime, quindi, gli stessi azionisti potranno beneficiare di un dividendo interessante e che risulta essere in linea con quello distribuito in relazione all’esercizio del 2010, vale a dire ventuno centesimi di euro per ogni singolo titolo azionario.

Previsioni capitalizzazione banche italiane

 Le banche italiane devono continuare nei piani di capitalizzazione già avviati e, per alcuni istituti, intrapresi per la gran parte di quanto previsto e richiesto. A dirlo è il direttore del dipartimento europeo del Fondo Monetario, Reza Moghadam, secondo cui le aziende bancarie nazionali “dovranno portare avanti i programmi di ulteriori capitalizzazioni”, al fine di poter continuare a garantire il credito, e navigare al meglio nel mare della crisi.

Il Fondo, nel documento conclusivo della missione, dichiara come le banche italiane “continuano a beneficiare di una larga e stabile raccolta retail, di un basso leverage e di un tradizionale modello di prestito che ha limitato le esposizioni agli asset a rischio”. Tuttavia, la situazione delle banche non sarebbe affatto rosea, nonostante questi elementi appena ricordati, certamente in grado di giocare un ruolo positivo al futuro delle stesse.

Co.co. bond per Monte Paschi di Siena

 Monte dei Paschi di Siena, l’istituto di credito più antico d’Italia, attualmente al centro di una intricata vicenda che ha conseguito ampio risalto mediatico, starebbe valutando l’ipotesi di emettere un Co.co. bond per potersi rafforzare sotto il profilo patrimoniale. A confermarlo è l’amministratore delegato della società, Fabrizio Viola, durante una recente conference call con la quale ha presentato i risultati trimestrali conseguiti dalla società.

L’obiettivo è palese: cercare di soddisfare quanto prima i requisiti domandati dall’EBA, che vorrebbe le banche italiane più solide patrimonialmente. L’authority europea nel settore bancario avrebbe in particolar modo richiesto a Monte dei Paschi di Siena un’iniezione di nuovi capitali pari ad almeno 3,23 miliardi di euro: gli osservatori affermano che alla banca senese mancherebbe ancora un miliardo di euro. Di qui l’intenzione di lanciare tale strumento finanziario.

Ubi Banca vicina ai target richiesti dall’Eba

 La crisi sui mercati finanziari, la recessione e il credit crunch impongono alle banche una maggiore attenzione alla propria patrimonialità, in modo tale da evitare di finire sotto stress ed entrare in una spirale negativa di eventi nel caso in cui dovesse esserci un inasprimento della crisi stessa. Sotto questo aspetto Ubi Banca sta facendo notevoli passi in avanti, avvicinandosi sempre più alle richieste dell’Eba, cioè l’Autorità Bancaria Europea. Ubi ha anche presentato dei buoni risultati trimestrali. La banca ha chiuso il primo trimestre del 2012 con una crescita dell’utile netto del 63,1% a 105,4 milioni di euro.

Facebook alza prezzo Ipo a 34-38 dollari

 Negli ultimi giorni erano emerse alcune perplessità sulla Ipo di Facebook, che sbarcherà sul listino tecnologico Nasdaq venerdì 18 maggio 2012. Il management del social network aveva evidenziato qualche lacuna nei ricavi pubblicitari nella versione cellulare, con una forte crescita degli utenti che non stava generando corrispondenti introiti. Inoltre, si parla da qualche giorno anche del possibile slittamento della finalizzazione dell’acquisto di Instagram da un miliardo di dollari. La domanda degli investitori istituzionali non stava soddisfacendo appieno rispetto alle previsioni iniziali.

Investire nel Forex Maggio 2012

 Segnali di lungo termine costringono gli analisti a rivedere nuovamente le posizioni rialziste sul Forex, con particolare riferimento al cambio Euro/Dollaro. Dopo il top relativo registrato in Febbraio 2012 in prossimità di quota 1.3500 il cambio Euro/Dollaro ha visto una discesa costante anche se i cambi di direzione sono stati decisamente ampi. La prima fase ribassista si era confermata al di sopra del bottom precedente (sopra a 1.2980 circa) e si è conclusa nella prima metà di marzo scorso, quando ancora si intravedeva un futuro rialzista in favore della moneta unica Europea.

La saluta che è seguita al bottom relativo si è conclusa alla fine dello stesso mese di marzo con un laterale; il successivo crollo verticale ha rivisto il minimo di Febbraio (a 1.2980) ed ha avviato un fase di incertezza che dai primi di maggio è diventata una fase ribassista netta con prospettive estremamente negative.

Telecom Italia blinda i dividendi fino al 2014

 Ci sono degli aggiornamenti importanti che riguardano gli azionisti di Telecom Italia: in effetti, la novità principale consiste nel fatto che i prossimi tre anni della celebre spa attiva nelle telecomunicazioni non saranno caratterizzate da nessuna riduzione della cedola. In pratica, il gruppo guidato da Franco Bernabè è più che mai pronto ad aumentare il dividendo stesso in favore degli azionisti, ma tale operazione sarà perfezionata solamente a partire dal 2014. La scelta di una data che può sembrare così lontana nel tempo non è certo casuale, anzi si tratta del periodo che viene considerato idoneo per il raggiungimento degli obiettivi più ambiziosi, vale a dire quelli relativi al ridimensionamento del debito.

Si avvicina la distribuzione del dividendo Bper

 Le deliberazioni assembleari da parte della Banca Popolare dell’Emilia Romagna (solitamente abbreviata in Bper) risalgono allo scorso 21 aprile, ma ora cominciano a entrare nel vivo: in effetti, fra otto giorni esatti sarà possibile mettere in pagamento a tutti quei soggetti che ne hanno il diritto il dividendo che si riferisce all’esercizio 2011. In pratica, come è stato stabilito dallo stesso istituto di credito emiliano, l’importo in questione beneficia di una composizione particolare, vale a dire una parte in denaro contante e il resto in titoli della banca. È ancora più vicina, poi, la data relativa allo stacco delle cedole; nello specifico, si tratta di due di esse, la numero 29, la quale fa espresso riferimento al pagamento del dividendo attraverso il denaro cash, e la numero 30, utile invece per il versamento attraverso i titoli azionari.