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Bank of Ireland e lo scandalo dei bond

 Lo scandalo dei bond travolge l’Italia, la scorsa estate Bank of Ireland ha ristrutturato il debito senza avvertire i risparmiatori italiani che cosi’ si sono ritrovati a subire il trattamento riservato a chi non aderiva all’offerta: ogni 1.000 euro sono stati rimborsati 10 centesimi ai creditori. Sono almeno 150-200 le famiglie italiane che hanno visto depauperati i propri risparmi, ottenendo un risarcimento di un decimillesimo del valore investito. Partiamo dall’inizio: il gruppo bancario, duramente colpito dalla crisi, ha ristrutturato tre volte i suoi 18 prestiti obbligazionari, l’ultima volta alcuni mesi fa, ovvero questa estate, quando la banca ha proposto ai possessori di una delle 18 obbligazioni subordinate, di scambiare seppur incassando una perdita, quei titoli con nuovi bond garantiti dallo Stato irlandese.

Nessuno si è preso la briga di informare i risparmiatori italiani (che avvisati avrebbero ovviamente aderito all’offerta, seppur perdendo qualcosa, la perdita c’era, ma chi accettava recuperava almeno parte dell’investimento), le conseguenze sono state che gli italiani non hanno aderito all’offerta e a chi non aderiva all’offerta sono stati riservati, ogni 1.000 euro, soltanto 10 centesimi di euro. Siccome nessuno ha informato gli obbligazionisti coinvolti, quando l’8 luglio scorso l’offerta di scambio si è chiusa, é emerso che molti risparmiatori non avevano aderito e Bank of Ireland ha rimborsato i bond rimasti in circolazione con quattro spiccioli.

Con il sacrificio di ignari creditori, Bank of Ireland si é salvata, a discapito dei risparmi di tanti italiani. La mancata informazione ha riguardato quasi tutte le banche italiane, con poche eccezioni, sembra che la banca irlandese abbia “giocato” con la legislazione comunitaria, che a quanto pare é ancora lacunosa in merito a certe situazioni, altrimenti esisterebbe una disciplina più chiara e più rigida. In pratica Bank of Ireland ha giocato tra le maglie larghe della legislazione e le banche italiane hanno fatto finta di nulla, non avendo nessun obbligo scritto di informare gli investitori.