Fininvest rinuncia ancora al dividendo

Il 2011 di Fininvest, la celebre holding di proprietà della famiglia Berlusconi, non è stato certo uno dei migliori anni dal punto di vista finanziario: in effetti, il bilancio dello scorso anno del gruppo si è chiuso con un crollo piuttosto pesante per quel che concerne l’utile netto, con 7,5 milioni di euro in meno che non hanno consentito di sforare, come successo nel corso del 2010, i 160 milioni complessivi. Vari sono i motivi che spiegano una performance tanto negativa. In particolare, il risultato è stato sicuramente influenzato dalle svalutazioni che hanno riguardato alcune tra le più importanti attività finanziarie, in primis i titoli governativi della Grecia (i più altalenanti per quel che concerne l’eurozona) detenuti da Mediolanum, ma anche la quota di partecipazione all’interno di Mediobanca, visto che sono stati persi quasi quindici milioni di euro in questo senso.

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Sabaf riduce il dividendo a sessanta centesimi

Bilancio d’esercizio relativo al 2011 e dividendo: anche per Sabaf è giunto il momento di essere associati a questi due elementi fondamentali, con dei numeri che non sono però così incoraggianti come si potrebbe sembrare. In effetti, il gruppo di Ospitaletto ha beneficiato dell’approvazione dei propri risultati finanziari dello scorso anno da parte dell’assemblea degli azionisti. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da precisare che l’utile netto è sceso fino a poco più di undici milioni di euro; in aggiunta, non è andata meglio nemmeno considerando l’utile stesso a livello consolidato, con l’importo totale che si è ridotto e attestato a quota 10,8 milioni.

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Azimut approva i dati del bilancio 2011

Azimut, la società di servizi finanziari che si occupa in prevalenza di vendere prodotti del risparmio gestito e polizze vita attraverso una fitta rete di promotori finanziari, ha beneficiato proprio ieri della fondamentale riunione della propria assemblea: la convocazione a cui si sta facendo riferimento è stata così importante per l’approvazione del bilancio dello scorso anno. Quali dati sono emersi in maniera più netta? Anzitutto, bisogna sottolineare come l’utile netto sia calato fino a quota 80,4 milioni di euro (nel 2010 si erano superati facilmente i 94 milioni per la precisione), mentre il riacquisto di azioni proprie ha coinvolto ventotto milioni di titoli azionari, vale a dire il 19,55% del capitale complessivo.

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