Abi contro Basilea III

L’Associazione bancaria italiana (Abi) si scaglia contro i rigidi criteri di Basilea III. Presente al recente seminario di Gubbio della propria Associazione, il presidente Giuseppe Mussari ha commentato in maniera particolarmente negativa gli step introduttivi di Basilea III, scagliandosi altresì contro l’Fmi, “reo” di aver espresso un giudizio troppo negativo nei confronti delle banche italiane, ritenute peggiori di quelle spagnole. Una “colpa” che ha lanciato una serie di esposti in procinto di avviarsi verso il Consiglio europeo.

Bce: tassi di interesse invariati all’1,50%

Nessuna sorpresa oggi dalla Banca centrale europea (Bce) che, perfettamente in linea con le attese, considerando anche l’attuale burrasca finanziaria sull’azionario e sui titoli di Stato, compresi quelli italiani, si è ben vista dal modificare il costo del denaro. E così i tassi di interesse, dopo due manovre al rialzo, ciascuna per un quarto di punto, restano invariati all’1,5%.

Airbus-Eads: il cambio euro dollaro li soffoca

L’apprezzamento dell’euro e le difficoltà finanziarie hanno colpito pesantemente la Eads-Airbus, il gruppo aerospaziale europeo. Il 2007 si è chiuso in perdita: la differenza al netto rispetto allo scorso anno è stata di 446 milioni di euro. Ad influire sul rosso, superiore alle aspettative, la debolezza del dollaro e i ritardi nelle consegne del jumbo A380.

L’utile operativo è stato di soli 52 milioni (nel 2006 era stato di 399). Eads è apparsa comunque fiduciosa sul fatto che nel 2008 i conti potessero migliorare. Ma i problemi non sono finiti qui: Eads era in trattativa per vendere tre stabilimenti tedeschi al OHB/Mt Aerospace, ma il riassetto non è riuscito. L’obiettivo di Airbus era che Ohb, una volta acquistati gli stabilimenti, vi investisse per ammodernarli; in cambio Airbus avrebbe condiviso i contratti di lavoro, in modo da raggiungere una netta riduzione dei costi. In pratica si tratterebbe di esternalizzare cosicchè gli acquirenti degli stabilimenti diventerebbero fornitori.

Ohb non solo non ha racimolato i capitali necessari, ma ha anche valutato la non convenienza di una tale operazione (con contratti in dollari) dato l’attuale cambio. Eads sta cercando di fare la solita cosa con alcuni stabilimenti in Francia ed in Gran Bretagna: la buona riuscita di queste operazioni è fondamentale per il gruppo aerospaziale. Se non dovessero andare in porto, come è successo con quelli tedeschi, Airbus dovrebbe sostenere tutte le spese da sola, causando così un ulteriore peggioramento dei conti.