Wall Street giù dopo balzo rendimenti T-Bond Usa

Wall Street ha chiuso la seduta in calo, in scia ai timori per un allentamento del piano di quantitative easing da parte della Fed già entro questa estate e a seguito dell’improvviso sell-off sui titoli di stato americani che ha portato il rendimento dei Treasuries Usa decennali sopra il 2,2%, sui livelli più alti degli ultimi 13 mesi. Il future sul T-Note a 10 anni è passato da area 132,5 a 129,6 a partire dalla seconda metà del mese in corso. Le perdite sono state consistenti soprattutto negli ultimi due giorni.

Disoccupazione Usa torna ai livelli del 2008

Dagli Stati Uniti sono arrivate oggi ottime indicazioni sull’andamento del mercato del lavoro. I nuovi occupati nel settore non agricolo, ovvero i non-farm payrolls, sono risultati in crescita di 165mila unità nel mese di aprile. Il risultato è migliore delle attese degli analisti finanziari, che si aspettavano un saldo positivo di 145mila unità. Per quanto riguarda, invece, il settore privato il dato è positivo per 176mila unità. Sono stati poi rivisti al rialzo i dati di marzo e febbraio, rispettivamente a 138mila da 88mila e a 332mila da 268mila unità.

Bce taglia tassi di interesse allo 0,5%

La Banca Centrale Europea ha annunciato di aver tagliato i tassi di interesse nell’area euro di 25 basis point allo 0,5% dallo 0,75%. Si tratta del nuovo minimo storico. L’ultimo taglio del costo del denaro era avvenuto nel luglio 2012, nel bel mezzo della crisi del debito europeo, che portò l’Eurotower ad abbassare il tasso Refi di un quarto di punto allo 0,75%. La decisione era attesa dalla maggior parte degli analisti finanziari, anche se c’era ancora chi riteneva più probabile un taglio dei tassi a giugno.

Bce pronta a tagliare i tassi nel 2013

La Banca Centrale Europea ha confermato il livello dei tassi di interesse allo 0,75%, come da attese, ma non ha chiuso le porte per futuri tagli in caso di peggioramento delle condizioni economiche. Il governatore della Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che la debolezza dell’economia è stata visibile anche in questi primi mesi del 2013. Nella seconda parte dell’anno c’è il rischio che la graduale ripresa stimata qualche tempo fa possa essere rimandata ulteriormente. Secondo Draghi, infattti, ci sono “rischi al ribasso”.

Come leggere i segnali forex nel 2013

Il mercato internazionale delle valute estere, noto anche come forex market, è un immenso circuito dominato da banche, assicurazioni, multinazionali, fondi e trader con un turnover giornaliero di circa 4mila miliardi di dollari. Interpretare ogni giorno i movimenti del mercato valutario è molto difficile anche per gli esperti del settore, in quanto entrano in gioco una serie di variabili in grado di determinare la forza e la debolezza di un certo tasso di cambio. Negli ultimi mesi la parola chiave per interpretare l’andamento del forex è stata “fiducia”.

Cambio euro/dollaro sui minimi a 4 mesi a 1,2830

La giornata di ieri è stata caratterizzata da forti vendite sulla moneta unica, sulla quale hanno pesato le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, che ha definito il piano di salvataggio di Cipro un modello da seguire per risolvere i problemi delle altre banche europee. Le dichiarazioni, poi parzialmente rettificate dallo stesso Dijsselbloem, hanno creato panico sui mercati europei che hanno accelerato vistosamente al ribasso. Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è crollato sui minimi a 4 mesi a 1,2830.

Spread Btp-Bund a 380 dopo conferenza stampa di Draghi

Le borse europee restano in territorio ampiamente positivo, consolidando i guadagni della mattinata dopo la conferenza stampa di Mario Draghi che ha fatto seguito alla decisione della Bce di lasciare i tassi di interesse fermi sul minimo storico dello 0,75%. L’indice azionario italiano FTSE MIB guadagna l’1,74% a 15.391 punti, mentre lo spread Btp-Bund è sceso fino a 380 punti base. Il rendimento del Btp a 10 anni è così sceso sotto il 5,4%. In calo anche lo spread spagnolo poco sopra 450 punti base.

Scudo anti-spread approvato dall’Eurogruppo

Stamattina all’alba i leader europei hanno trovato l’accordo necessario per il salvataggio della zona euro dopo 13 ore di trattative serrate, che avevano visto di fronte il blocco dei paesi periferici (appoggiati dalla Francia di Patrice Hollande) e quello dei paesi nordici (capitanati dalla Germania del cancelliere Anngela Merkel). La proposta italiana dello scudo anti-spread era stata bocciata più volte dai tedeschi, ma anche qualche esponente della BCE aveva fatto intendere che non era possibile concretizzare l’idea in quanto si infrangeva il mandato dell’istituto centrale europeo. Monti, appoggiato da Spagna e Francia, si è battuto con decisione fino all’ultimo.

Euro ai minimi da luglio 2010

La crisi dell’euro non conosce fine e ormai si protrae da oltre due anni e mezzo. La probabile uscita della Grecia dalla zona euro, che potrebbe concretizzarsi già qualche settimana dopo le elezioni del 17 giugno prossimo, sta mettendo in allarme gli investitori di tutto il mondo. Infatti, nessuno conosce le reali conseguenze di un’uscita di Atene dall’Ue-17, anche se l’Institute of International Finance stima una perdita fino a mille miliardi di dollari per il sistema. Gli investitori sono spaventati e sta avvenendo una fuga di capitali verso i beni rifugio, in particolare i Bund tedeschi.

Cambio euro-dollaro, ancora tensioni e dubbi

Le pressioni e le tensioni non vogliono affatto abbandonare l’euro e le sue quotazioni. In effetti, la valuta europea sta facendo registrare i livelli più bassi delle ultime tre settimane nei confronti del dollaro e ci sono ovviamente vari elementi che spiegano molto bene questa situazione così particolare: anzitutto, l’imprevisto referendum indetto dalla Grecia sugli aiuti dell’Unione Europea non poteva non influire in maniera negativa, anche perché questo argomento riguarda molto da vicino il cosiddetto fondo salva-stati e le varie misure di austerità che dovrebbero essere adottate dal governo di Atene.

Mercati valutari: euro debole sul dollaro

Continua la fase di debolezza, anche se all’interno di un movimento laterale discendente molto contenuto, dell’euro. La moneta unica in data odierna, giovedì 23 giugno del 2011, è infatti scambiata contro il dollaro sotto l’area di 1,42 a seguito di dati macroeconomici, in particolare il PMI manifatturiero in Germania, al di sotto delle attese.