Un impiegato del Nord prenderebbe di più di uno del Sud. Stiamo parlando della proposta della Lega Nord: la contrattazione differenziata su base territoriale, spesso denominata “gabbia salariale”. La Lega non demorde e ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha affermato ricordando le lotte e gli scioperi degli anni ’60 e ’70 degli operai con Cgil, Cisl e Uil contro le differenziazioni del salario minimo su base provinciale:
Personalmente non credo che il ritorno al passato di una diversificazione territoriale dei salari produrrebbe alcunché di positivo perché si darebbe un messaggio disgregante ai territori più deboli del Paese. La via da percorrere é quella di una maggiore libertà contrattuale sul piano territoriale ed aziendale, che consenta alle parti sociali di legare le retribuzioni ai livelli effettivi di produttività ed alla disponibilità di manodopera, indipendentemente dalla collocazione territoriale delle imprese.