Eaton Corporation, chiude lo stabilimento di Massa: la crisi finanziaria si abbatte sull’occupazione e l’economia reale?

di Redazione Commenta

La Eaton ha deciso di chiudere lo stabilimento di Massa. La scelta è stata comunicata ieri mattina ai sindacati durante un incontro che si è tenuto all’associazione industriali a Carrara. Non avranno più lavoro 345 dipendenti.

Quello che lascia stupefatti sull‘atteggiamento dei politici di fronte a questa terribili crisi finanziaria è il colpevole ritardo con il quale si sono mossi e la conseguente inadeguatezza  delle misure adotattate, osservando le reazioni sempre più volte al peggio dei mercati finanziari di tutto il mondo ormai pervasi da un vero e proprio panic selling. La crisi finanziaria infatti nata oltre un anno fa in America, si sta velocemente, come previsto da tutti tranne che forse dai politici, propagando all‘economia reale, scatenando perciò le vendite in previsione di una sempre più probabile recessione globale.

Le ultime previsioni degli economisti della Bce (le staff projections, che non sono richiamate nel bollettino di ottobre), pubblicate il mese scorso e quasi sicuramente destinate ad essere riviste in peggio, davano la crescita di Eurolandia ad un tasso compreso fra l’1,1 e l’1,7% quest’anno, e fra lo 0,6% e l’1,8% il prossimo. Nel bollettino di ottobre la Bce scrive che «gli indicatori oggi disponibili segnalano il perdurare della debolezza nella dinamica di fondo della crescita dell’area dell’euro nel terzo trimestre. Secondo le prime stime del Fondo monetario Internazionale Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretgana saranno sicuramente in recessione già dall’ultimo trimestre dell’anno e probabilmente per tutto il 2009, con pesanti ricadute su occupazione (la Fiat ha già proclamata nuove casse integarzioni, la Merloni ha dichiarato lo stato di insolvenza) e redditi.

Il Pil della zona euro sarà intornoo all0 0,2 di crescita per tutto il 2009, con la locomotiva Germania in forte difficoltà. Unica nota positiva sarebbe l‘inflazione, che scenderà fino all’1,2%, ma questo più per una pericolosissima spirale stagflativa che per motivi virtuosi. Mentre non andrà di certo meglio agli Usa dove è previsto un tasso di crescita intorno allo 0,1% per tutto il 2009, mentre il tasso di disoccupazione continua a crescere ogni mese, e arriverà secondo i pessimisti a superare la soglia del7% nel prossimo anno. Di fronte a questo scenario non certo allegro, dove anche le economie emergenti rischiano di rallentare di molto la loro crescita, le misure che si dovrebbero adottare non possono essere più solo quelle a livello monetario, ma anche di stimolo alla cerscita, con la riduzione del carico fiscale, la creazione di fondi ad hoc per il finanziamento alle imprese, ridurre il costo del lavoro unitario sotenendo il potere d’acquisto dei salari.

Concludendo occorrono una serie di misure radicali di cambiamento del sistema a livello globale. Non bastano più le semplici iniezioni di liquidità sui mercati e l’abassamento dei tassi di interesse, occorrono ora cure più drastiche per questa crisi sempre più grave.

Lascia un commento