Novità nel decreto Salva Italia

Battezzato dallo stesso Mario Monti come decreto “Salva Italia“, lascia facilmente dedurre che sarà la manovra che porterà il nostro Paese fuori dal baratro che si era prospettato, dopo la crisi del Portogallo, ma soprattutto dei nostri vicini di casa greci. L’Italia é una delle economie trainanti dell’unione Europea e “non può permettersi” di sbagliare. Gli italiani sono stati chiamati a prendere atto di questo periodo di austerità: sono 101, fra emendamenti e sub-emendamenti, le modifiche introdotte nel decreto salva Italia. Vediamo alcune novità introdotte con questa manovra.

Perequazione pensioni 2012 fino a 1.400 euro

Nel maxi-emendamento alla manovra presentato dal nuovo esecutivo alla Commissione Bilancio della Camera una serie di misure interessanti per quello che ormai tutti chiamano il decreto “Salva Italia“: sotto l’obiettivo la perequazione delle pensioni nel 2012 fino a 1.400 euro, l’anno prossimo quindi saranno indicizzate le pensioni fino a 1.400 euro (circa l’80% delle pensioni corrisposte dall’INPS), mentre nel 2013 la perequazione verrà applicata alle pensioni che superano il tetto di 900 euro. Il gettito che verrà meno sarà coperto da un contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 200 mila euro l’anno: a queste sarà applicata un´imposta pari al 15% sulla parte eccedente i 200 mila euro. Inoltre, il maxiemendamento contiene misure quanto riguarda le pensioni anticipate: molti erano pronti a lasciare il lavoro nel giro di pochi mesi e quindi si apre la possibilità di un periodo di transizione per l’applicazione della nuova norma, in modo che chi aveva già programmato la pensione non subisca bruschi rinvii.

La manovra diventa decreto legge, le novità

Il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge con le disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici: a Montecitorio fanno sapere che si lavorerà anche nel ponte dell’Immacolata per studiare gli emendamenti da proporre. La manovra Monti di cui in queste ultime settimane hanno discusso tutti gli italiani, dai governatori nella conferenza delle Regioni, dalla maggioranza e la nuova opposizione, fino ai comuni cittadini al bar, è divenuta legge, ecco alcune novità.

Nuova imposta sul deposito titoli

Il decreto “salva-italia” presentato dal Governo deve far fronte ad una recessione che per molti è ormai inevitabile e le critiche si sprecano su tutti i fronti; uscire da un momento difficile non lo si fa’ di certo senza calcare la mano, ma quello che la nuova manovra da 30 miliardi intende proporre va’ a toccare una serie di punti che feriscono il morale già basso degli italiani che sentono ancora il peso della crisi sulle loro spalle (quando invece sarebbero i banchieri a doversi fare un esame di coscienza).

Se sotto i riflettori abbiamo i tagli ai costi della politica e le novità sulle pensioni, dall’altro la discussione si sposta sui 10 miliardi previsti per la crescita del Paese che non convincono affatto visto che lo sviluppo dovrebbe essere incentivato puntando sopratutto sulle risorse umane e proponendo un piano di lungo periodo.

La manovra finanziaria del governo Monti

La presentazione ufficiale è finalmente avvenuta, gli italiani conoscono il contenuto della nuova manovra finanziaria, la prima del governo Monti. Lo stesso premier ha voluto però parlare più propriamente di un decreto, il quale sarà caratterizzato da due elementi principali, il rigore e l’equità. L’importo complessivo del pacchetto di misure ammonta a ventiquattro miliardi di euro: che cosa è stato stabilito di preciso? Anzitutto, si può partire con i costi della politica: il presidente del Consiglio ha affermato che il suo compenso per questo ruolo non sarà incassato, ma soprattutto si è parlato della riduzione delle giunte provinciali.

Pareggio di bilancio e Costituzione, Camera approva ddl

Viene chiamata la regola aurea, quella che il neo premier Monti propone di inserire nella nostra Costituzione. Con l’introduzione nell’articolo 81 della Carta, l’Italia dovrà contenere le spese e pareggiarle alle entrate. L’Aula della Camera ha approvato il Ddl e la nascita di un organismo indipendente presso le Camere che, sul modello del Cbo americano, dovrà vigilare sugli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio. Sarà quindi un organismo delle Camere e non le Commissioni competenti ad avere questa funzione di controllo non solo delle entrate e delle uscite, ma anche della qualita’ e all’efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni.

Tagli al vitalizio, la manovra Monti tocca il Parlamento

Il governo Monti ha come obiettivo il risanamento del debito italiano, questo é ormai un dato di fatto. Dopo aver proposto l’inserimento nella costituzione dell’obbligo i pareggio di bilancio, il Parlamento é stato chiamato a dare risposte concrete sulla necessità di operare tagli importanti sui costi della politica. Basta con i vitalizi ai parlamentari: é accettabile che dopo pochi anni di servizio in Parlamento si percepisca quella che é a tutti gli effetti una pensione, quando la realtà degli italiani é ben diversa? Venti, trenta e anche quaranta anni di lavoro per ottenere la famigerata pensione, mentre per i parlamentari bastano pochi anni. In seguito all’incontro con il ministro del welfare Elsa Fornero, i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, hanno annunciato l’adozione del metodo contributivo nel calcolo dei vitalizi, questo potrebbe avvenire già a partire da gennaio 2012.

Manovra Monti e crisi: aiuteremo l’Italia

L’obiettivo é quello di aiutare l’Italia a uscire dalla crisi: così il neopremier Monti ha annunciato quella che sarà la prossima manovra finanziaria. “Se faremo un buon lavoro aiuteremo il Paese a uscire da una situazione molto difficile”, ha detto Monti. Da pochi giorni il professore della Bocconi ha nominato anche il titolare della Funzione Pubblica portando a 18 il numero complessivo dei ministri e continua a insistere sulla manovra correttiva per arrivare al pareggio di bilancio in accordo con la Commissione e il Consiglio Europeo. La manovra correttiva, per un valore di 15 miliardi ha l’arduo compito di portare all’Italia il pareggio di bilancio entro il 2013.

La ricetta del governo Monti: meno cash e più moneta elettronica

Una delle tante sfide a cui sta lavorando il governo Monti è quella di ridurre in maniera decisa il denaro contante e di puntare maggiormente sui bancomat e le carte di credito: si conosce già il possibile limite al di sopra del quale la carta moneta non potrà più essere sfruttata, con il precedente ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, era stato fissato a 2.500 euro, mentre stavolta si potrebbe scendere persino a trecento euro. Il suggerimento è giunto direttamente dallo stesso premier, il quale ricopre anche il ruolo di titolare del dicastero di Via XX Settembre, e che sin da subito si è mostrato propenso a incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, così come avviene anche in altri paesi.

Irpef, ridotto del 17% l’acconto di novembre

Il Fisco è l’ambito su cui il nuovo governo Monti sembra maggiormente disposto a intervenire. L’ultimo decreto in questione è quello che riguarda l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef): in pratica, l’acconto di questo mese è stato ridotto di diciassette punti percentuali (dal 99 all’82% per la precisione), con uno slittamento al 2012 di oltre due miliardi di euro relativi ai versamenti. La novità viene dunque incontro alle esigenze dei contribuenti coinvolti, tentando di alleggerire il loro adempimento. In pratica, il riferimento va alla seconda rata del pagamento, dato che la scadenza della prima è già stata rispettata da chi di dovere lo scorso 6 luglio. Che cosa accade, invece, a chi ha saldato il tutto in un unico acconto, senza alcuna distinzione?

Dalla Legge di Stabilità meno compensi per i Caf

Sono ben sei i commi che la Legge di Stabilità dedica ai Caf, i Centri di Assistenza Fiscale: nel dettaglio si tratta dei commi 30, 31, 32, 33, 34 e 35 dell’articolo 4 di questo testo normativo, i quali fanno espresso riferimento alla riduzione dei compensi di loro spettanza, ovviamente per quel che concerne le attività legate alla compilazione e all’invio delle dichiarazioni dei redditi. In aggiunta, non bisogna dimenticare nemmeno il taglio di un altro compenso, gli 1,03 euro dovuti per lo sfruttamento del canale elettronico Entratel.

Legge di stabilità, novità importanti per srl e spa

Nemmeno le principali società capitalistiche del nostro paese sono riuscite a sfuggire alle innovazioni lanciate dalla Legge di Stabilità per il 2012: le modifiche alla disciplina di spa e srl sono infatti rilevanti e vale sicuramente la pena approfondirle nel dettaglio. In particolare, per quel che concerne le società a responsabilità limitata, è stato previsto che il sindaco unico sia nominato in maniera facoltativa, mentre in merito alle società per azioni bisogna sottolineare come l’articolo che è stato cambiato è il 2397 del codice civile, sempre in riferimento al collegio sindacale e ai ricavi e al patrimonio netto. In pratica, questo vuol dire che anche nelle srl che presentano le dimensioni maggiori, lo stesso collegio sindacale, il tipico organo di vigilanza delle società capitalistiche italiane, è quantomeno obbligatorio.

Tagli anche per gli statali con la legge di stabilità

I tagli complessivi delle spese rimodulabili dei ministeri, allo scopo di risparmiare sulla spesa pubblica, dopo le modifiche al Senato, con la legge di stabilità risultano ammontare a 9,606 miliardi nel 2012, 4,401 nel 2013 e per per finire a 4,259 nel 2014. Tagli anche nel settore dei dipendenti pubblici: gli statali in esubero potranno essere posti ‘in disponibilita’ con un’indennita’ pari all’80% dello stipendio per due anni. Saranno inoltre abolite alcune indennita’ e rimborsi per trasferimento. Altri 2 milioni di euro saranno tagliati dalle spese di vitto del personale dell’Arma dei Carabinieri fuori sede e del personale della Guardia di Finanza.

L’ICI ritornerà e sarà un’imposta progressiva

Un provvedimento di Berlusconi che tutti gli italiani ricordano con piacere é stato quello dell’abolizione dell’ICI. Premier nuovo, norma nuova, o meglio, riciclata. L’ imposta comunale sulla prima casa, nonostante l’ opposizione già dichiarata della Cgil, ha tutte le probabilità di essere reintrodotta e incorporata nella nuova Imu, l’ imposta municipale unica prevista dal federalismo fiscale, già nel 2012. Per rinvigorire le casse dello stato oltre all’ Ici sulla prima casa da 3,5 miliardi, potrebbe essere introdotta la patrimoniale (su rendite, contanti, azioni, fondi e obbligazioni), alla quale Berlusconi ha detto più volte di non essere d’accordo.