Decreto Cresci-Italia

Appena quarantotto ore fa si é riunito il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il presidente Monti ha illustrato il programma di lavoro previsto per le prossime riunioni e all’unanimità lo stesso Consiglio ha condiviso quanto proposto dal premier. Il programma é stato presentato a grandi linee e prevede lo studio di una strategia di crescita per l’Italia da progettare entro il 30 marzo. Questo progetto seguirà la fase 1 della manovra e prende il nome di fase 2, quella appunto dedicata alle riforme per la crescita del Paese. Come sottolineato dallo stesso presidente del consiglio, la riforma del mercato del lavoro sarà uno degli aspetti prioritari da contemplare, insieme alla revisione degli ammortizzatori sociali.

Riforma del mercato del lavoro al prossimo CDM

Dopo la Fase 1 arriva, finalmente, la 2. Ma non é una differenza solo di numero. Nella prima parte riforme, tasse, tagli: questo é quanto ha introdotto la manovra Monti. La seconda fase però dovrebbe risultare più apprezzata dai cittadini: questo dovrebbe essere il momento delle riforme a favore della crescita economica. Mario Monti prepara il Cdm già per domani, per dare concretezza a quella fase che ormai chiedono con forza sindacati e forze politiche. In realtà Monti considera liberalizzazioni, lavoro ed ammortizzatori come riforme già introdotte nel decreto ‘Salva Italia’, ma il Paese continua a chiedere concreti segni di rilancio, con singole azioni dei diversi ministeri.

La manovra finanziaria é una partita non ancora chiusa

È stata l’affermazione della leader Cgil, Susanna Camusso, durante il presidio sindacale davanti a Montecitorio contro la manovra finanziaria del nuovo governo diretto da Mario Monti. Il nostro Paese negli ultimi mesi ha cambiato volto: dal governo Berlusconi all’avvento del nuovo governo tecnico in una fase di certo non facile tra crisi economica interna e crisi europea. Lo splendore economico dell’Italia di alcuni fa sembra ancora più lontano e il nuovo esecutivo probabilmente, oltre alle riforme strutturali, dovrà trovare il modo per ripristinare la fiducia dei cittadini.

Manovra finanziaria 2011 approvata al Senato

Prima del giorno di Natale, arriva come promesso il pacchetto da 35 miliardi di euro che servirà a rimpinguare le casse del nostro Stato: ben 21,4 miliardi verranno da Imu e stretta sul fisco. Sebbene il governo avesse promesso che la manovra avrebbe contemplato non solo balzelli fiscali ma anche incentivi e stimoli per la crescita economica, il pacchetto é composto per ben l’85% di tasse, mentre il restante 15% é dedicato ai tagli sugli sprechi. In molti auspicano che le misure strettamente per la crescita arrivino in un futuro non troppo lontano. Ad ogni modo il decreto salva Italia passa al Senato, tra polemiche varie.

Adiconsum delusa dalle mancate liberalizzazioni

La delusione è palpabile, inutile negarlo, in molti si attendevano delle misure più coraggiose sulle liberalizzazioni, ma la manovra finanziaria non ha finora convinto da questo punto di vista: come ha spiegato l’Adiconsum, molti provvedimenti sono stati promessi e poi non realizzati, ma quello che ha indispettito maggiormente è stato il blocco di alcuni propositi, visto che un’apertura c’era effettivamente stata. Pietro Giordano, numero uno dell’associazione dei consumatori, ha anche precisato che non è la prima volta che si verifica una situazione simile, con un governo che propone e poi non mantiene la promessa, dunque si tratta purtroppo di un dejà vu.

Perequazione pensioni 2012 fino a 1.400 euro

Nel maxi-emendamento alla manovra presentato dal nuovo esecutivo alla Commissione Bilancio della Camera una serie di misure interessanti per quello che ormai tutti chiamano il decreto “Salva Italia“: sotto l’obiettivo la perequazione delle pensioni nel 2012 fino a 1.400 euro, l’anno prossimo quindi saranno indicizzate le pensioni fino a 1.400 euro (circa l’80% delle pensioni corrisposte dall’INPS), mentre nel 2013 la perequazione verrà applicata alle pensioni che superano il tetto di 900 euro. Il gettito che verrà meno sarà coperto da un contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 200 mila euro l’anno: a queste sarà applicata un´imposta pari al 15% sulla parte eccedente i 200 mila euro. Inoltre, il maxiemendamento contiene misure quanto riguarda le pensioni anticipate: molti erano pronti a lasciare il lavoro nel giro di pochi mesi e quindi si apre la possibilità di un periodo di transizione per l’applicazione della nuova norma, in modo che chi aveva già programmato la pensione non subisca bruschi rinvii.

La manovra diventa decreto legge, le novità

Il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge con le disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici: a Montecitorio fanno sapere che si lavorerà anche nel ponte dell’Immacolata per studiare gli emendamenti da proporre. La manovra Monti di cui in queste ultime settimane hanno discusso tutti gli italiani, dai governatori nella conferenza delle Regioni, dalla maggioranza e la nuova opposizione, fino ai comuni cittadini al bar, è divenuta legge, ecco alcune novità.

La manovra finanziaria del governo Monti

La presentazione ufficiale è finalmente avvenuta, gli italiani conoscono il contenuto della nuova manovra finanziaria, la prima del governo Monti. Lo stesso premier ha voluto però parlare più propriamente di un decreto, il quale sarà caratterizzato da due elementi principali, il rigore e l’equità. L’importo complessivo del pacchetto di misure ammonta a ventiquattro miliardi di euro: che cosa è stato stabilito di preciso? Anzitutto, si può partire con i costi della politica: il presidente del Consiglio ha affermato che il suo compenso per questo ruolo non sarà incassato, ma soprattutto si è parlato della riduzione delle giunte provinciali.

Manovra Monti e crisi: aiuteremo l’Italia

L’obiettivo é quello di aiutare l’Italia a uscire dalla crisi: così il neopremier Monti ha annunciato quella che sarà la prossima manovra finanziaria. “Se faremo un buon lavoro aiuteremo il Paese a uscire da una situazione molto difficile”, ha detto Monti. Da pochi giorni il professore della Bocconi ha nominato anche il titolare della Funzione Pubblica portando a 18 il numero complessivo dei ministri e continua a insistere sulla manovra correttiva per arrivare al pareggio di bilancio in accordo con la Commissione e il Consiglio Europeo. La manovra correttiva, per un valore di 15 miliardi ha l’arduo compito di portare all’Italia il pareggio di bilancio entro il 2013.

Manovra e licenziamenti: le modifiche dell’articolo 8

Una delle misure della manovra finanziaria che sta facendo più discutere è quella che riguarda da vicino il mondo del lavoro: il riferimento principale va all’articolo 8 del provvedimento, il quale già non viene visto di buon occhio dai sindacati per le modifiche che sono state apportate. Il tema dei licenziamenti, quindi, sta tornando di stretta attualità. Nel dettaglio, grazie ai nuovi emendamenti, tutti quegli accordi che vengono posti in essere a livello aziendale possono includere una deroga alle leggi nazionali sul lavoro e alle norme relative; questo vuol dire che il licenziamento, anche quello delle imprese con più di quindici lavoratori, potrà diventare più semplice e senza una giusta causa, contravvenendo a quanto disposto dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, vale a dire quello relativo al reintegro nel posto di lavoro.

Tfr statali: blocco per 19 mila lavoratori

La nuova manovra finanziaria di correzione dei conti pubblici, per un controvalore pari a ben 45 miliardi di euro, messa a punto dal Governo di centrodestra, rischia di fare lo sgambetto ad una platea costituita da ben 19 mila lavoratori. Il Testo approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, fa scattare il differimento del pagamento del Tfr degli statali di ben due anni se si sceglie di andare in pensione in anticipo. Trattasi di una misura che già da parecchi giorni sta suscitando non poche polemiche, a partire dal mondo sindacale.

Manovra finanziaria: rendite, tassazione sale al 20%

In linea con le attese, in Italia la tassazione sulle rendite finanziarie, con la sola esclusione dei titoli di Stato, viene armonizzata al 20%. I guadagni di Borsa, quindi, non saranno più tassati al 12,5%, così come avvenuto sinora, ma al 20%. La misura è stata già ampiamente scontata dai mercati, mentre lo stesso non dicasi per i contenuti complessivi di una manovra che va ad inasprire ulteriormente e fortemente il prelievo sugli anni 2012 e 2013. Il tutto con l’obiettivo di andare a raggiungere il pareggio di bilancio proprio nell’anno 2013; ma questo avverrà attraverso una nuova sventagliata di tagli ai trasferimenti ai Comuni, alle Province ed alle Regioni.

Alitalia ancora nel caos: si dimette il commissario Fantozzi

La vecchia Alitalia non riesce ad essere tranquilla nemmeno in regime di commissariamento straordinario: Augusto Fantozzi ha voluto rassegnare le proprie dimissioni da questo ruolo, coinvolgendo nella sua decisione anche l’intero staff che lo stava seguendo nel percorso professionale in questione. La compagnia di bandiera sembra essere stata “dimenticata” dal governo e, in particolare, dai contenuti della recente manovra finanziaria approntata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. In effetti, Fantozzi, più volte ministro della Repubblica verso la metà degli anni Novanta, ha avvertito forte e chiara questa mancanza di fiducia, visto che una delle norme approvate si riferisce all’ulteriore commissariamento della società, con due soggetti incaricati di affiancarlo.