Black monday per Unicredit

Lunedì nero per Piazza Affari come per la maggior parte delle piazze finanziarie. Milano ha registrato un calo del 4-5% dei principali indici finanziari, ma sono i bancari ad aver avuto le peggiori performances. Unicredit è crollata a 4,84 euro, con un calo del 9,1% nonostante la crisi del Banco di Sicilia si fosse risolta.
Nei giorni scorsi si è anche conclusa l’offerta sul mercato azionario telematico gestito da Borsa Italiana delle 83.833.899 azioni ordinarie Unicredit derivanti dal concambio delle 74.851.696 azioni Capitalia oggetto di recesso, rimaste invendute nelle precedenti fasi del processo di liquidazione. Le azioni Unicredit erano state messe in vendita ad un prezzo di 6,265 euro per azione al prezzo di recesso di 7,015 euro per ogni azione Capitalia. Le azioni sono però rimaste totalmente invendute. Come previsto dal codice civile quindi le azioni saranno acquistate domani da Unicredit stessa. Nel pomeriggio di ieri si è anche risolta la crisi apertasi con il banco di Sicilia. La soluzione è stata raggiunta passando dalle dimissioni del presidente del gruppo siciliano, Salvatore Mancuso, che, come si legge nel comunicato duffuso da Unicredit, “ha preso atto che la sua missione di valorizzazione delle professionalità interne è giunta al termine”.

Unicredit smentisce l’ipotesi Merrill Lynch

Il Sole 24 Ore in un articolo ha ipotizzato che Unicredit potesse essere interessato al colosso statunitense Merrill Lynch. A causa della crisi dei mutui subprime ed il conseguente crollo delle capitalizzazioni di Borsa molti istituti finanziari e bancari hanno accusato pesanti crolli spalancando le porte ad investimenti esterni, quali quelli provenienti dai paesi mediorientali. Secondo l’indiscrezione diffusa dal quotidiano l’amministratore delegato del gruppo Alessandro Profumo starebbe valutando con interesse la possibilità di cogliere l’opportunità oltreoceano.

Parmalat: accordo Intesa Sanpaolo, aumento cedole

Allo stato attuale il gruppo Parmalat ha ancora aperte azioni revocatorie nei confronti delle banche per circa 4,7 miliardi, di cui 1,2 nei confronti del gruppo Unicredit/Capitalia, mentre le azioni risarcitorie residue potenziali dovrebbero ammontare a 28,1 miliardi, compresi 1,9 miliardi in solido di Unicredit. Per quanto riguarda le azioni risarcitorie negli Usa, pari a complessivi 10 miliardi di dollari nei confronti di BoA, GT e Citigroup, è attesa nel primo trimestre 2008 una decisione preliminare sull’ammissibilità alla prosecuzione della causa legale.

Il settore bancario a Piazza Affari: la paura della recessione americana

Inizio d’anno particolarmente negativo per le borse. Il pericolo della recessione americana spaventa gli investitori. Ma quante reazioni sono dovute all’impatto psicologico e quante ad un reale rischio di recessione? La crisi della banche partita dagli Stati Uniti ha trascinato dietro di sé tutta una serie di settori industriali, come ad esempio quello automobilistico.