Nuovo commissario per Parmalat

Novità dirigenziali in casa Parmalat. La società, pur mantenendo il proprio consiglio di amministrazione, ha infatti deciso di nominare un nuovo commissario che affiancherà il management della società con compiti e poteri di ispezione e di supervisione. Il nuovo super commissario della società alimentare italiana è Angelo Manaresi, e l’indicazione sarebbe arrivata direttamente dal Tribunale di Parma.

Nuova inchiesta Parmalat

Nuove indagini nell’orbita Parmalat. Nella sede del gruppo di Collecchio, di fatti, la Guardia di Finanza ha effettuato nuove perquisizioni nell’ambito di un procedimento per appropriazione indebita avviato su esposto di alcuni fondi di minoranza relativo al riacquisto della controllata Usa del gruppo. Stando a quanto si legge sui media che hanno anticipato la notizia, le ispezioni della Gdf avrebbero riguardato altresì alcuni studi legali e la società di consulenza PriceWaterhouseCoopers.

Parmalat trimestrale

Parmalat ha fornito i dati del terzo trimestre 2012, permettendo così di tracciare un quadro molto preciso sull’esito della gestione aziendale nei primi nove mesi dell’esercizio, contraddistinto da un utile consolidato di 140,5 milioni di euro. Il presidente del consiglio di amministrazione Tatò afferma di voler aprire ad acquisizioni esterne, mentre l’amministratore delegato Guerin ha annunciato la produzione in conto terzi. Vediamo come sono andati i primi nove mesi dell’anno, e come potrebbero chiudersi i successivi.

Piano operativo Parmalat per l’Italia

Parmalat ha confermato il Piano Operativo 2012 – 2014 per la Penisola. È quanto afferma l’Asca in un suo approfondimento quotidiano, con l’agenzia che riporta le notizie diffuse a margine del tavolo convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico per discutere con i vertici aziendali e le parti sociali del piano che era già stato illustrato nella riunione del 22 giugno 2012, e successivamente oggetto di specifici dettagli durante il Coordinamento Sindacale Nazionale nelle riunioni di inizio e fine luglio.

Parmalat ancora alle prese con il contenzioso canadese

Gli ultimi accantonamenti che sono stati posti in essere da Parmalat hanno beneficiato di una denominazione valutaria in dollari canadesi: si tratta, infatti, di cento milioni relativi alla divisa della nazione nordamericana (circa 72,6 milioni di euro per la precisione), visto che la celebre azienda alimentare emiliana ha dovuto far fronte al contenzioso con l’Ontario Teachers Pension Plan, un piano previdenziale piuttosto particolare. Il comunicato ufficiale è stato diramato dalla stessa società di Collecchio, la quale era stata comunque sollecitata in questo senso dalla Consob, visto che si era reso necessario un chiarimento per quel che riguarda il contratto sottoscritto con il fondo canadese circa otto anni fa. Che cosa prevede nello specifico questa intesa?

Stipendi consulenti Parmalat – Lactalis

Secondo quanto ha anticipato, a titolo di indiscrezione, il quotidiano La Repubblica, i compensi di banchieri e legali che i francesi di Lactalis avrebbero pagato per scalare Parmalat ammonterebbe complessivamente a oltre 20 milioni di euro. Una parcella molto consistente, che sarebbe finita prevalentemente all’interno delle casse delle Società Generale e di Lazard, oltre agli ex banchieri, ben più noti in ambito italiano, Rainer Masera e Enrico Salzi (ai quali sarebbero andati circa 100 mila euro).

Un importo notevole, ripetiamo, sebbene scarsamente incisivo rispetto agli oltre 3,4 miliardi di euro che la famiglia Besnier ha pagato per mettere le mani sulla società italiana dell’alimentare, attraverso la Lactalis. È invece di ieri l’annuncio del gruppo presieduto da Franco Tatò, di voler comprare per più di 900 milioni di dollari la controllata statunitense della Lactalis, da tempo attiva nel settore dei formaggi e dei derivati del latte.

Parmalat propone un dividendo da dieci centesimi

I segni positivi hanno dominato gli ultimi risultati finanziari che sono stati approvati dal consiglio di amministrazione di Parmalat: il celebre colosso alimentare ha infatti esaminato lo stato economico alla data dello scorso 30 dicembre e ne è conseguito uno scenario interessante, tanto che si parla già di una distribuzione del dividendo pari a dieci centesimi di euro per ogni singolo titolo azionario. In particolare, bisogna rimarcare come il fatturato netto sia risultato in una buona crescita, con 4,4 punti percentuali di rialzo, senza dimenticare il lieve miglioramento del margine operativo lordo, grazie soprattutto ai cambi costanti. In aggiunta, si possono citare gli incrementi della redditività e le buone prospettive dettate dalla guidance relativa all’anno attualmente in corso.

Parmalat: l’utile semestrale è in netto calo

I primi tempi del controllo di Lactalis su Parmalat non sono certo i più brillanti in assoluto dal punto di vista delle performance economiche: in effetti, l’azienda di Collecchio ha registrato un primo semestre in utile di 76,5 milioni di euro, un risultato che non può certo essere considerato soddisfacente, visto che nel 2010 il totale era quasi doppio (147,4 milioni per la precisione). Il fatturato, invece, è risultato in rialzo di sei punti percentuali, un dato che è stato agevolato, in particolare, dall’euro debole e dai maggiori prezzi di vendita riscontrati in Canada e in Venezuela. Molti altri eventi hanno poi condizionato i restanti parametri.

Crack Parmalat: Standard & Poor’s dovrà pagare 784mila euro

La vicenda che ha coinvolto Parmalat una decina di anni fa comincia a coinvolgere solo ora altri protagonisti: l’esempio più emblematico è quello di Standard & Poor’s, la celebre agenzia di rating, la quale è stata severamente condannata dal Tribunale di Milano. La sanzione consiste nel pagamento di ben 784mila euro e delle spese legali, una cifra enorme ma che trova un adeguato fondamento nei fatti. In effetti, la compagnia statunitense paga lo scotto di aver valutato in maniera erronea l’azienda di Collecchio dal 2000 fino a pochi mesi prima del fallimento, un errore che è costato molto salato.

Parmalat: nuovo cda, Franco Tatò diventa presidente

I colori blu, bianco e rosso della bandiera francese fanno ormai parte integrante di Parmalat: Lactalis è riuscita a far breccia nell’azienda di Collecchio, causando in tal modo l’inizio di una nuova fase in cui saranno protagonisti nuovi personaggi. In effetti, il nuovo consiglio di amministrazione che si è venuto a creare non conterà più sulla figura di Enrico Bondi, il grande risanatore dai tempi del crack, ma su Franco Tatò, il presidente designato. L’esperienza del manager è conosciuta da molti addetti ai lavori, ora bisognerà avviare una gestione differente.

Parmalat: Intesa ritira i propri candidati al cda

Intesa Sanpaolo decide di abbandonare in fretta e furia la “nave” Parmalat prima ancora che possa salpare: i candidati dell’istituto torinese sono stati ritirati a ridosso del rinnovo del consiglio di amministrazione, dunque nemmeno Enrico Bondi, attuale amministratore delegato dell’azienda di Collecchio, potrà entrare a far parte del futuro transalpino della stessa società. Intesa ha motivato questa decisione improvvisa con il fatto che vi sia già un’offerta pubblica di acquisto, volontaria e in forma totalitaria, vale a dire quella dei francesi di Lactalis.

Parmalat conferma la guidance 2011

Fatturato sul livello dei 4,4 miliardi di euro a fronte di un ebitda annuale a 385 milioni di euro. E’ questa la guidance 2011 che Parmalat ha confermato in concomitanza con l’esame e l’approvazione dei dati del primo trimestre 2011 da parte del Consiglio di Amministrazione. Nel dettaglio, il periodo gennaio-marzo 2011 s’è chiuso per il gruppo alimentare con un fatturato netto in aumento dell’8,9%, anno su anno, grazie soprattutto alle ottime performance di crescita registrate in alcuni Paesi esteri, tra cui il Canada, il Venezuela ed il Sud Africa.