Dopo dieci anni dalla prima quotazione a Piazza Affari, Tiscali, provider guidato da Renato Soru, è riuscito a chiudere un trimestre con un risultato positivo. Durante il primo periodo dell’anno, infatti, la società è riuscita a ottenere un profitto netto di 300 mila euro, contro una lunga serie di risultati negativi, intervallati da sporadici “attivi” influenzati fondamentalmente da proventi straordinari non attinenti la gestione caratteristica del business aziendale.
Per quanto concerne gli ulteriori elementi statistici, la società ha chiuso il primo periodo dell’anno con ricavi in calo di 13,5 punti percentuali a 59,7 milioni di euro, e un risultato operativo lordo pari a 17,4 milioni di euro, in flessione di 5,6 punti percentuali. L’Ebit è positivo per 4,1 milioni di euro, contro i -2,3 milioni di euro del primo trimestre dello scorso anno. Flusso di cassa free positivo per 7,6 milioni di euro. Numero di clienti adsl in flessione a 479 mila unità, rispetto ai 541 mila dell’anno precedente. Forte incremento degli utenti di telefonia mobile, passati a quota 153 mila unità (+ 53,8%).
Enel ha chiuso il primo trimestre dell’anno con risultati in chiaroscuro, ma migliori delle attese degli analisti finanziari. Secondo l’amministratore delegato del gruppo, Fulvio Conti, “i risultati sono più favorevoli rispetto alle previsioni e sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno”. Sui conti trimestrali del colosso elettrico italiano hanno impattato il calo dei consumi in Italia e Spagna, ma anche lo scenario normativo e fiscale poco favorevole. Secondo quanto dichiarato da Fulvio Conti, i target del 2012 sono confermati “nonostante gli effetti negativi dei provvedimenti regolatori fino ad oggi introdotti in Spagna”.
Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha scelto di dare “avvio al processo di dismissione delle attività di settore media che fanno capo a Ti Media – Telecom Italia Media”. Una comunicazione accompagnata da una nota che sostiene come la transazione societaria sia da inquadrare nell’ambito del processo di “focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano industriale 2012 – 2014” e, sostanzialmente, come tale mossa strategica fosse tutt’altro che inattesa.
Non sembra esserci pace per la banca più antica d’Italia. Dopo una puntata di Report che ha profilato l’immagine deprimente di un istituto che ha visto tempi migliori, ieri mattina la Guardia di Finanza ha fatto visita negli uffici di Rocca Salimbeni. Coordinato dal sostituto procuratore Antonino Nastasi, il nucleo operativo dei finanziari di Roma ha perquisito e acquisito documenti anche a Firenze, Roma, Milano, Mantova e Padova.
Il primo trimestre 2012, per Mediaset, si è chiuso con risultati fortemente penalizzanti. Stando a quanto dichiarato dal “Biscione”, nella prima parte d’esercizio gli utili netti sarebbero calati da quota 68 milioni di euro agli attuali 10,3 milioni di euro. Ne consegue una contribuzione fortemente negativa per l’intero 2012, anno che dovrebbe chiudersi con un risultato netto inferiore rispetto a quanto conseguito nel precedente esercizio fiscale.