Settore Bancario sostiene Piazza Affari

 L’avvio negativo delle Piazze Europee fa’ seguito agli sviluppo delle ultime due settimane dove, in particolare a Piazza Affari, si sono create le condizioni per un ritracciamento verso 13300 punti. La doppia finestra di prezzo lasciata aperta tra 13700 punti e 13300 punti è diventata durante le contrattazioni della scorsa ottava il punto di arrivo del laterale sviluppato tra il 2 ed il 4 Luglio. 

Accordo Enel – Lukoil

 Importante accordo tra Enel e la compagnia petrolifera russa Lukoil. Le due parti hanno infatti siglato un accordo di cooperazione per le attività di upstream e midstream in Russia, Europa e Nord Africa, ponendo così le basi per lo sfruttamento sinergico dei propri business. La compagnia italiana, attualmente guidata da Fulvio Conti, e la società presieduta da Vagit Alekperov, si impegneranno su potenziali progetti congiunti, relativi a giacimenti di gas sia nella Federazione Russa che all’estero e, in particolar modo e in prevalenza, nel Mar Caspio e nel bacino del Nord Africa.

Oltre a quanto sopra, Enel e Lukoil condivideranno le rispettive conoscenze, intraprendendo studi di marketing sul gas naturale liquefatto, e sui gasdotti in Europa e nella Federazione Russa, con focalizzazione degli impieghi, e possibile e atteso ritorno positivo nel medio termine.

Nuovi investimenti Sorgenia

 Sorgenia, società specializzata nella produzione e nella vendita di energia elettrica, riconducibile al gruppo Cir (famiglia De Benedetti), ha inaugurato una nuova centrale elettrica a ciclo combinato, con potenza di 800 megawatt, in grado di produrre fino a 2,5 miliardi di kwh all’anno. Un investimento “molto importnate, perché questi investimenti completano un percorso che è stato di complessivi due miliardi di euro” – ha commentato il presidente Rodolfo De Benedetti.

“L’impianto lodigiano” – ha proseguito il manager – “insieme all’intero parco di generazione che Sorgenia ha realizzato negli ultimi dieci anni, testimonia anche la nostra fiducia sulle potenzialità del nostro paese, che resterà centrale nelle strategie future della società”. Costruita da Ansaldo Energia, la centrale rappresenta un impiego da 450 milioni di euro ed è stata realizzata dopo oltre due anni di lavori, con due milioni di monte ore / lavoro.

Enel promossa da Citigroup

 Seduta altamente volatile a Piazza Affari; l’ottava corrente entra nella sua seconda metà avviandosi alla conclusione dopo una serie di sedute confuse che si risolvono con un “nulla di fatto”. L’indice oscilla intorno alla parità prossima a 14600 punti, anche se alcuni analisti sono fiduciosi per la ripresa durante le contrattazioni del pomeriggio. L’indice Italiano delle aziende a maggior capitalizzazione è guidato da Autogrill, che avanza quasi del 5%, seguito da Banco Popolare a +2.82% e Banca Popolare di Milano, +1.86%. Il titolo più interessante è per il momento Enel, che finalmente torna agli onori della cronaca grazie a Citigroup. 

Enel Green Power: investimenti fuori dall’Italia?

 Grandi investimenti per Enel Green Power, ma con riserva. La più grande società italiana di energie rinnovabili ha chiuso il 2011 con una capacità attiva di 7.079 MW e le intenzioni sono per ampliare la rete di 4.500 MW tra il 2012 ed il 2016. La controllata di ENEL intende mantenere la politica attuale sui dividendi (almeno per il 2012) che consiste in un payout del 30%, prevedendo una crescita dell’Ebitda nell’arco temporale indicato del 13%. Gli investimenti ammonteranno a 6.1 miliardi  di euro, mentre l’utile per l’anno in corso è fissato a 1.7 miliardi di euro, per il 2014 di 2.2 miliardi di euro e per il 2016 di 2.6 miliardi di euro.

Il settore è sicuramente uno dei più strategici per il futuro; la progressiva sfiducia sul nucleare ed il problema delle attuali fonti di energia poco orientate al futuro “verde” costringono il mercato a guardare al rinnovabile ed Enel Green Power è in prima fila per la riconversione degli impianti.

I grandi investimenti dimostrano l’alto potenziale della società; la crescita negli anni a venire è affidata a pochi settori strategici e se negli USA gli occhi sono puntati sulle “realtà virtuali” come i social network e i produttori di applicazioni mobile, in Europa si punta ancora ai classici come le energie rinnovabili.

Enel cambia politica dividendo

 Uno dei pilastri portanti di Piazza Affari è sicuramente Enel, o forse dovremmo dire “era” Enel. L’evoluzione dopo la fase di crisi e rischio default (non ancora passata a dire il vero) avrà sicuramente delle conseguenze per tutti ed Enel comincia a far fronte ai cambiamenti del mondo finanziario cambiando le politiche aziendali da qui al 2016. Il downgrade di Standard & Poor’s non pesa come si potrebbe pensare in una situazione normale; la decisione dell’agenzia di rivedere al ribasso il rating portandolo a “BBB” è la naturale conseguenza di quello che è successo e sta succedendo nell’Eurozona, anche se nessuno si preoccupa di questo visto che il Governo Monti ha rilanciato l’Italia e le stesse agenzie sono pronte a rivedere al rialzo le stime.

Se inoltre consideriamo che il potere e l’influenza delle agenzie di rating si è notevolmente ridotto dopo l’atteggiamento “sospetto” avuto durante i mesi peggiori, allora ecco chiarito in via definitiva perchè non è stato questo il fattore critico che tra ieri ed oggi è costato un crollo verticale a Piazza Affari

Piano investimenti Enel 2012-2016

 Enel ha pubblicato il suo nuovo piano investimenti, che prevede impieghi particolarmente importanti nei prossimi cinque anni, a completamento di alcuni progetti di medio termine già avviati con successo dalla compagine italiana, e a supporto dell’avvio di nuovi piani di realizzazione di infrastrutture e di espansioni sul mercato nazionale e internazionale.

Più nel dettaglio, il piano industriale Enel 2012 – 2016 appena presentato alla comunità finanziaria prevede investimenti complessivi per 27 miliardi di euro, da realizzarsi entro il 2016. Ancora più specificatamente, il piano prevede che in Italia siano effettuati investimenti per 7,1 miliardi di euro nel periodo suddetto, di cui quasi due terzi nella Divisione Infrastrutture e Reti, il 31% dalla Divisione Generazione ed Energy Management e circa il 5% da parte della Divisione Mercato.

Target price Enel tagliato da Berenberg

 Berenberg ha abbassato il target price Enel rispetto alla sua precedente osservazione. Stando a quanto affermato dalla compagnia, infatti, la società energetica avrebbe visto il proprio target ridotto dai precedenti 4 euro agli attuali 3,8 euro, con un passo indietro che appare giustificato in vista delle mutate condizioni nelle quali si viene a trovare l’azienda.

Si tratta di un comportamento non totalmente inatteso dagli osservatori di mercato, che assistono a una convergenza di stime da parte delle principali società di analisi.  Pochi giorni fa Citigroup aveva invece alzato il rating sul titolo Enel portandolo a neutral dal precedente sell, con un target price che sale da quota 2,8 euro agli attuali 3 euro.

Risultati di esercizio Enel 2011

 Anche se i dati sono ancora provvisori, difficilmente quelli ufficiali e definitivi potranno ribaltare una situazione tanto positiva; il colosso energetico è il punto di riferimento per gli investimenti di lungo periodo ma non solo grazie al settore fondamentale in cui si trova. Gli investimenti del 2011 confermano la volontà del direttivo di Enel si primeggiare anche nel nuovo mercato delle energie rinnovabili visto che ben 1.9 miliardi di euro (di 4.67 complessivi investiti) sono stati investiti proprio in questo ambito.

Il 2011 si chiude per Enel con un ricavo complessivo di 79.5 miliardi di euro (l’8.3% in più dell’anno precedente); questo dato è frutto di tagli alle infrastrutture da un lato, ma anche dell’espansione dall’altro visto che è stato ampliato il mercato estero e questo ha contribuito notevolmente a sostenere un’anno che poteva essere estremamente negativo anche per gli energetici. 

Titolo Enel dopo vendita Terna

 Enel è uscito definitivamente dal capitale della Terna, la società che si occupa delle infrastrutture a supporto dei collegamenti energetici. Per dar seguito a tale scelta, nella giornata di ieri è stato dato seguito a un collocamento accelerato fino al 5,1% del capitale della società, equivalente all’intera partecipazione residuale nell’azienda (102.384.037 azioni). 

L’accelerated bookbuilding è stato gestito da Banca Imi, JP Morgan, Mediobanca e Unicredit, ed è riservato ai soli investitori istituzionali italiani ed esteri, con un prezzo di vendita compreso tra un minimo di 2,67 euro e un massimo di 2,74 euro per azione. Al margine della transazione, Enel potrebbe pertanto incassare fino a un massimo di 280 milioni di euro, da utilizzarsi per la riduzione dell’indebitamento.

Enel approva i dati preliminari del 2011

 Si sta parlando tanto in questi giorni del prestito obbligazionario di cui sarà protagonista a breve Enel, ma non bisogna dimenticare i risultati che sono stati raggiunti dallo stesso ente energetico nel corso del 2011: il gruppo, infatti, ha reso note tutte le cifre relative alla propria situazione finanziaria, mettendo in luce delle buone condizioni di salute. Anzitutto, non si può non cominciare questa trattazione senza ricordare che i ricavi hanno raggiunto quota 79,5 miliardi di euro, con un rialzo rispetto a un anno prima di ben 8,3 punti percentuali. Un discorso simile, anche se la crescita è stata più moderata, è quello che si deve fare in relazione al margine operativo lordo di Enel, con i suoi 17,7 miliardi di euro e il +1,1% registrato in tal senso.

Enel mantiene inalterato il proprio rating

 Nella lista dei condannati del rating c’è un’assenza illustre: la scure di Standard & Poor’s non è infatti stata affilata a dovere nel caso dell’Enel, il cui rating di lungo termine è stato mantenuto invariato, vale a dire A-, l’ultimo gradino dell’affidabilità “buona” del rating. L’azienda energetica si trova comunque ancora in CreditWatch per un possibile declassamento, ma per ora può vantare questa valutazione immacolata. Anche il giudizio relativo al breve termine della compagnia è rimasto quindi lo stesso, ovvero A-2.

Settore energetico fermo a causa della crisi

 La crescita lenta dell’Europa comporta che il settore energetico avra’ una crescita pari a zero per più di venti anni, precisamente fino al 2035. Sono le stime dell’a.d. di Enel, Fulvio Conti, che si esprime a margine del B20 organizzato a Cannes in occasione del G20. Occorre una maggiore uniformità nel settore delle fonti energetiche, ha detto il numero uno di Enel, invitando i 27 membri dell’Ue a lavorare presto in questo senso. L’Europa importa attualmente il 60% del fabbisogno energetico, ha infine voluto precisare Conti, che conclude ricordando che la maggior parte delle importazioni sara’ sostituito da energie rinnovabili.