Twitter vale 12 miliardi dopo offerta BlackRock

Il momento attuale non è di certo favorevole per il mercato hi-tech, che continua a essere trascinato al ribasso dal costante calo del titolo Apple che tra l’altro ha perso anche il primato di società più capitalizzata del mondo. Ad ogni modo le valutazioni restano sempre molto elevate. Sebbene il valore delle azioni della società di Cupertino sia sceso del 60% dai top assoluti di 705$, toccati circa quattro mesi fa, la valutazione del leader del micro-blogging, ovvero Twitter, sembra andare nella direzione opposta.

Flop quotazione SEA

Non è stata una vera e propria sorpresa, ma l’impressione del buco nell’acqua è comunque assicurata: la quotazione Sea, la società aeroportuale di Linate e Malpensa, non s’ha da fare, causa domanda troppo bassa. La società si ritira pertanto dallo sbarco in Borsa a una sola settimana dall’Ipo. Un’operazione nata in maniera travagliata, e collimata con l’abbandono di un progetto che avrebbe dovuto – secondo i promotori – rilanciare le possibilità di sviluppo della compagine.

Qui! group in Borsa nel 2013

La genovese Qui! group dovrebbe sbarcare in Borsa nel corso del prossimo anno. Sebbene tutto dipenda – fondamentalmente – dalla maturazione delle giuste condizioni per compiere tale passo, l’ottimismo nei confronti dell’operatore ligure è piuttosto elevato. La compagine, sviluppatasi in breve tempo dallo stadio di fornitore di buoni pasto cartacei a big player di quelli elettronici, ha un fatturato che nel 2012 dovrebbe avvicinare i 540 milioni di euro, e chiudere il 2013 con una cifra non distante dai 600 milioni di euro.

Sea quotazione in Borsa Italiana

Sea vuole nuovamente e fermamente quotarsi sui mercati regolamentati. A tal fine venerdì scorso il consiglio di amministrazione della società ha approvato il riavvio delle procedure che potrebbero condurre la società in quotazione, accingendosi altresì ad inviare la documentazione a Borsa Italiana e alla Consob. La quotazione, se non vi saranno intoppi, è prevista per il prossimo mese di novembre. Ma vediamo quali saranno tutti gli step che Sea dovrà affrontare per effettuare il gradito sbarco su Piazza Affari.

Manchester United a Soros per il 2%

Il finanziere americano George Soros è in vena di scommesse: dopo aver scelto di investire ingenti somme di denaro su Facebook, il miliardario ha infatti compiuto una rapida virata nel mondo del pallone, scegliendo di acquistare il 2% del Manchester United dai fratelli Glazer, che hanno appena festeggiato il ritorno in Borsa. L’annuncio della transazione è stato effettuato a margine della partita persa sul campo dell’Everton, nella prima giornata di campionato della Premier League. Una ventata d’aria fresca sembra giunta nella sede del prestigioso club inglese.

Ipo Manchester United

È una delle squadre più forti e amate del mondo. Eppure, in Borsa, non è riuscita a replicare le straordinarie performance ottenute nelle competizioni calcistiche. Il Manchester United è sbarcata nei mercati regolamentati con una profonda delusione, essendo stata sostanzialmente costretta ad abbassare il prezzo con cui ha venduto il 10 per cento delle proprie azioni, a 14 dollari. Nelle prime ore delle contrattuali, la Borsa ha reagito piuttosto freddamente, impedendo ai titoli azionari di crescere oltre il mezzo punto percentuale.

Benelli Presse Group annuncia l’Ipo in Olanda

Benelli Presse Group ha richiesto espressamente la quotazione ufficiale dei propri titoli azionari presso il Npex: si tratta del Nederlandsche Participatie Exchange, il mercato degli scambi alternativo che si trova in Olanda, la piazza che è stata ritenuta maggiormente idonea per questa offerta pubblica iniziale. Anzitutto, bisogna ricordare che si sta parlando di una importante compagnia manifatturiera che è specializzata nel settore presse, come suggerisce appunto il nome. L’annuncio è giunto nel corso della giornata di ieri attraverso una nota, la quale ha messo in luce le intenzioni della società. In pratica, l’obiettivo specifico è quello di conseguire una raccolta piuttosto importante, vale a dire quindici milioni di euro, con gli investitori privati e quelli istituzionali a farla da padrona.

Valore di Facebook a 103 miliardi

Facebook vale più di 100 miliardi? Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la risposta dovrebbe essere positiva, tanto da parlare in termini molto chiari di “Ipo dei record”. Il merito di una (forse) più attendibile valutazione della compagnia di Mark Zuckerberg è da attribuirsi a Shares Post, che ha condotto l’ultima negoziazione ante-sospensione delle azioni di Facebook a un prezzo pari a 44,1 dollari l’uno, per un volume di azioni pari a 150 mila unità.

Formula 1 in borsa

La Formula 1 sbarcherà in Borsa? Secondo quanto asseriscono alcune delle indiscrezioni più accreditate degli ultimi giorni, non sarebbe da escludere una quotazione della categoria di monoposto presso i mercati regolamentati. Una mossa che consentirebbe alla società di gestione della categoria di poter reperire nuova liquidità da utilizzare per lo sviluppo ulteriore di un settore che, tra alti e bassi, continua a rappresentare uno dei più floridi per gli appassionati delle quattro ruote.

Le ipo di Hong Kong sono diventate meno proficue

Il mercato di Hong Kong sta cominciando a divenire meno appetibile e proficuo per le banche di investimento internazionali: la constatazione può essere fatta alla luce del vero e proprio record di sottoscrittori che stanno gareggiando per quel che concerne le tariffe delle offerte pubbliche iniziali. Le ipo in questione, infatti, dopo essere aumentate a una media del 5,3% bel corso di quest’anno (la percentuale della precedente decade era pari al 3,1%), sono poi state caratterizzate da un rallentamento delle vendite complessive, le quali si sono ridotte fino a un terzo di quelle della Cina e della città di New York.

Facebook, la valutazione sale a cento miliardi di dollari

Facebook Incorporated sta considerando in maniera piuttosto seria di aumentare di altri dieci miliardi di dollari la sua offerta pubblica iniziale: la valutazione del maggior social network al mondo salirebbe quindi a cento miliardi complessivi, una cifra davvero imponente. L’ipo in questione dovrebbe essere completata entro la fine di quest’anno, come è emerso da alcune indiscrezioni, anche se una tempistica esatta in tal senso non è ancora stata determinata con precisione. I cento miliardi in questione rappresentano una cifra doppia rispetto a quella preventivata a gennaio, quando la compagnia annunciò ufficialmente l’investimento di 1,5 miliardi di dollari da parte di Goldman Sachs.

Groupon: l’Ipo servirà per ricercare denaro cash

Groupon Incorporated, sito web celebre per le sue offerte e i suoi sconti su ristoranti e viaggi, ha deciso di avviare la propria offerta pubblica iniziale, ma tale scelta viene ora letta più come una necessità; in effetti, questa stessa compagnia è alla disperata ricerca di denaro cash per mantenere intatta la propria crescita e per raggiungere il numero di azionisti necessari. Nel dettaglio, Groupon sta tentando di raggranellare fino a 540 milioni di dollari, denaro che verrebbe utilizzato per almeno un anno, anche se il bisogno di liquidità è stato seccamente smentito dai vertici aziendali. Tra l’altro, i costi del marketing sono cresciuti di ben trentasette punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre, quindi bisogna tenere conto anche di questo fattore.

Società per azioni Esercizi Aeroportuali SEA presenta domanda ammissione a quotazione

Tira aria di una nuova Ipo a Piazza Affari. E’ quella della società per azioni Esercizi Aeroportuali SEA, che ha presentato sia la domanda finalizzata all’ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., sia la richiesta di autorizzazione, a cura della Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, alla pubblicazione del Prospetto Informativo relativo all’Offerta.