Settore bancario in netto recupero

Balzo del settore bancario in questo giorno di festa per la Repubblica Italiana. I mercati non chiudono i battenti e la risposta degli investitori è più reattiva che mai visto che fin dalle prime ore gli scambi si infiammano intorno al settore chiave della finanza Europea; le banche salgono in italia di oltre il 4,52% complessivamente, rilanciando un settore in crisi grazie ai conti positivi di due istituti dell’Eurozona.

In particolare il primo (Banco Bilbao Vizcaya Argentaria) guadagna la momento il 4,14% in borsa dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre che vedono un utile di 1,01 miliardi di euro (superiore alle stime degli analisti a 912 milioni di euro).

Previsioni Dow Jones Febbraio 2012

Dal punto di vista ciclico, dopo la crisi dei sub-prima il Dow Jones ha risposto perfettamente alle scadenze annuali mentre in quelle di medio-breve periodo ha mancato diversi “step” confondendo le idee ad una buona fetta di traders. Nel lungo periodo è insindacabile il ruolo del bottom di Marzo 2009 visto che sia l’arrivo a quel punto sia la ripartenza lasciano intendere l’avvio di un ciclo di lunghissimo periodo e quindi di conseguenza anche dell’annuale che nè è seguito. Il livello raggiunto è stato, con il senno di poi, un punto di fortissima sottovalutazione del mercato azionario visto che la ripresa a “V” che è seguita ha riportato immediatamente in quota l’indice creando la divergenza con l’Europa che ben conosciamo.

Hyundai sfida Volkswagen nel mercato europeo

Hyundai Motor ha assegnato al continente europeo una importanza strategica, tanto è vero che attualmente esso viene considerato l’area geografica più importante per le politiche commerciali da implementare: la casa automobilistica coreana, nota soprattutto per i suoi bassi prezzi, si sta focalizzando in questo senso proprio a causa della consapevolezza dei consumatori sui costi del comparto. La crescita delle vetture vendute è dunque aumentata in maniera esponenziale negli ultimi sette anni, consentendo alla compagnia asiatica di battere perfino il +60% fatto registrare da Volkswagen, non certo l’ultima delle arrivate.

Asta Btp sopra le aspettative, i mercati respirano

Anche se la giornata a Piazza Affari è prossima alla verità e lascia aperte ipotesi ribassiste per l’immediata chiusura del ciclo a due giorni una notizia positiva (o comunque non-negativa) arriva direttamente dal mercato dei titoli di Stato, che nell’ultimo periodo misura la tensione più di qualsiasi altro indicatore disponibile.

L’asta di oggi ha riscontrato una buona domanda anche se i rendimenti rimangono alti: per il decennale si conferma il 7.56% mentre il triennale è venduto con tasso al 7.89%. Lo spread con il Bund allenta la tensione di qualche punto portando il differenziale intorno a quota 490 ed anche se resta l’allarme rosso il buon collocamento di oggi fa’ ben sperare per l’immediato futuro.

Tornando a Piazza Affari, brilla Azimut con un 4.04% di performance che sovraperforma ampiamente l’indice di riferimento al momento fermo a +0.61%. Segue Tenaris con 2.76% di guadagno e Buzzi Unicem con il 2.72%; proprio quest’ultimo titolo è l’unico del podio di oggi a non mostrare potenzialità di crescita nel medio periodo alzando la volatilità a favore di una fase laterale ad ampio range.

Piazza Affari: open verde, ma non grazie a Merkel e Sarkozy

Sprint di inizio settimana a Piazza Affari; l’indice delle Blue-Chips apre le contrattazioni a 15675 ed arriva in poche ore a sfiorare 15800 punti prima dell’apertura di Wall Street dando il via ad un’ottava sicuramente movimentata ed importante. Sul listino italiano brilla Tenaris con quasi il 3% di guadagno seguita dai 2 bancari più importanti d’Italia, Intesa SanPaolo e Unicredit che guadagnano circa il 2.80%. A seguire Saipem, Prysmian, Generali, Mediolanum, Unipol e Buzzi con rialzi superiori al 2% che consolidano la posizione di forza dell’indice che nel complesso registra un rialzo dell’1.61%.

Piazza Affari vira in negativo, malissimo Euro/Dollaro

Open positivo sui Mercato Europei, ma l’illusione finisce subito. Il buon esito dell’asta di Titoli di Stato, che hanno visto una domanda superiore all’offerta e rendimenti in calo di 55 punti base, non ha abbassato lo spread Btp-Bund, che ora torna in zona 300 punti. Male gli indicatori e male anche Seat Pg che perde 32.6 milioni con un calo di ricavi del 6.3%.

Ma quello che diffonde la sfiducia è lo scetticismo di Barclays sul pareggio di bilancio; gli analisti non solo bocciano il piano del Governo ma prevedono un deficit dello 0.9% del Pil e bocciano i provvedimenti anti-evasione.