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Introduzione all’analisi ciclica dei Mercati

Di Francesco Giocondo, in Analisi Tecnica, Trading online.

Si è fatto riferimento nei precedenti interventi alla “situazione ciclica”. L’analisi ciclica è una branchia dell’analisi tecnica particolarmente diffusa in Italia: in particolare, chi si è avvicinato da poco alle analisi dei mercati riesce a reperire molto materiale su questo argomento (talvolta trattato con estrema superficialità) e per questo motivo gli studi ciclici sono diffusi tra i neofiti (ma ciò non toglie alla efficacia e precisione di tecniche cicliche avanzate, utilizzate anche da traders professionisti).
Il presupposto di chi applica questo tipo di studio è che i mercati seguono un andamento appunto “ciclico”, ossia le successioni di minimi e massimi sono scandite dal fattore “tempo”: il conteggio dei periodi è il fulcro di questa disciplina particolare, ed è proprio su questo elemento che si concentrano gli sforzi degli analisti.
Gli strumenti a disposizione di chi vuole intraprendere questo tipo di studi sono molteplici; i più diffusi consistono in software che propongono un andamento “ideale” del mercato (in gergo chiamato “battleplan”) riportato in figura. A questa immagine viene sovrapposto il grafico dello strumento analizzato e, mediante una serie di controlli, si procede alla “centratura” dei dati disponibili, al fine di ipotizzare l’andamento futuro seguendo il “battleplan”.
All’analista sono dedicati anche oscillatori particolari, costruiti secondo le esigenze dettate dal tipo di studio ciclico, in grado di aiutare il trader a individuare correttamente le fasi cicliche del mercato oggetto di studio: un esempio semplice sono le medie mobili centrate, i quali incroci individuano con sicurezza i punti di minimo ciclici, al fine di permettere il corretto setup del battleplan.
Per approfondire l’analisi ciclica, si rimanda ai testi e manuali delle case editrici specializzate, che trattano l’argomento partendo dalle basi teoriche e principi, fino ad arrivare alle applicazioni pratiche di studi e metodologie.
L’argomento è comunque estremamente discrezionale, ed è richiesta una forte componente interpretativa dettata dall’esperienza di analisi.





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2 Commenti Scritto da Francesco Giocondo
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Sono stati scritti 2 commenti su "Introduzione all’analisi ciclica dei Mercati"

  1. [...] della parte alta del canale blu discendente, per poi tentare la rottura anticipata di un importante ciclo temporale in scadenza a fine anno. Difficile è ipotizzare una ripresa tanto forte in un periodo di sentiment [...]

  2. [...] L’analisi ciclica a scopo di previsione presenta diversi problemi quali la troncatura o l’allungamento temporale dei cicli: capita spesso infatti che le durate degli stessi non siano costanti e ripetitive, ma variabili. Importante è dunque avere strumenti e metodologie in grado di far fronte a questi problemi e consentirci di identificare il prima possibile uno sfasamento per poi riversare la nostra posizione. Attualmente sul future italiano SPMIB (FIB) vi sono stati diversi scompensi temporali all’interno dell’ultimo ciclo di 60 giorni. Dopo un’analisi si può identificare un ciclo di 7 giorni in corso, che per l’esattezza sembra contare 61 ore. Guardando i cicli superiori, si potrebbe pensare che lo stesso (raffigurato nell’immagine sotto) sia in chiusura e debba creare un minimo inferiore almeno sotto i 19100 punti. In realtà vi è una certa forza sul derivato che potrebbe impedire la realizzazione del minimo causa troncamento del ciclo a 60 giorni. Un primo indizio lo avremo Lunedì alle 12:00. Intorno a quell’ora dovrà essere creato un minimo importante che per confermare l’ipotesi ribassista dovrebbe attestarsi intorno ai 19700 o meno, quindi circa 300 punti sotto la chiusura di Venerdì. La creazione di quel minimo sarà occasione d’acquisto per il brevissimo, ma per il breve diventerà conferma di debolezza e fornirà l’opportunità di vendita intorno a Mercoledì mattina circa, da portare fino a Giovedì sera/Venerdì mattina: questo se dopo il minimo vedremo un recupero tale da consentire la vendita allo scoperto a prezzi migliori aumentando i potenziali profitti. Mediante l’utilizzo di strumenti più semplici come gli ETF short, si può impostare un’entrata a più riprese frazionando il capitale a disposizione, e vendendo su diversi punti temporali per poi chiudere l’operazione Giovedì sera/Venerdì mattina. L’operatività con ETF permette l’entrata nel mercato con l’utilizzo di un capitale ridotto consentendo il frazionamento della posizione, al contrario dei derivati future che per essere trattati richiedono somme di denaro ingenti. [...]







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