La BCE ribadisce ancora una volta, in maniera pubblica, di essere pronta a tutto a settembre affinché l’Eurozona possa godere del giusto supporto attraverso gli stimoli economici che si riterranno opportuni e necessari.

La BCE ribadisce ancora una volta, in maniera pubblica, di essere pronta a tutto a settembre affinché l’Eurozona possa godere del giusto supporto attraverso gli stimoli economici che si riterranno opportuni e necessari.

Utile sotto le aspettative per Unicredit: nonostante la vendita di Fineco, il gruppo chiude a 1,85 miliardi rispetto ai 2,1 stimati dagli analisti. E la Borsa di Milano come spesso accade in questi casi non ha perdonato, facendo registrare un calo in apertura nella giornata di ieri del 3,37% ed la scesa sotto i 10 euro del prezzo delle azioni.

Renault e Nissan sarebbero pronte a ridefinire la loro alleanza: i colloqui in tal senso sono già iniziati e da quel che si evince da indiscrezioni stampa, tra i punti da discutere tra le due parti figura anche il dossier FCA con ipotesi di fusione. E’ ipotizzabile che queste trattative potrebbero aprire la strada ad importanti cambiamenti nel mercato automobilistico.

Raggiungere i vecchi fasti del passato ed una stabilità necessaria, anche in virtù della sua composizione azionaria: è in questo quadro che deve essere accolta positivamente la cessione da parte di Mps di ben 455 milioni di crediti deteriorati a Cerberus Capital i quali, sommati a quelli ceduti ad Illimity Bank (700 milioni, N.d.R.) portano la banca toscana ad una liberazione totale di Npl pari a 1,15 miliardi.

Fumata bianca per il piano di salvataggio di Banca Carige, il quale è stato finalmente approvato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: un passaggio obbligato, insieme a diversi altri, che apre buone speranze di ripresa per l’istituto genovese.

Quanto costano all’Italia i dazi decisi da Donald Trump sui prodotti da lui ritenuti “a rischio”? Mentre politicamente viene paventata vicinanza, quale è la verità economica dietro la politica protezionista americana?

I tassi d’interesse rimarranno fermi almeno fino a metà del 2020: è stata questa la decisione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, che non esclude nemmeno l’ipotesi taglio al fine di sostenere il raggiungimento dell’obiettivo posto per l’inflazione.

Si complica la situazione di Banca Carige proprio nel momento in cui il salvataggio doveva essere stato raggiunto: Fitd infatti non giudica in modo positivo quella che potrebbe essere la partecipazione di Cassa Centrale Banca come partner commerciale.

Anche Unicredit sarebbe pronta, al pari di ciò fatto da Deutsche Bank, ad eseguire una ristrutturazione importante comprensiva di migliaia di esuberi. A lanciare il sasso nel mondo delle news economiche ci ha pensato Bloomberg, citando delle fonti interne, il quale sottolinea che tra gli obiettivi vi è anche quello della riduzione dei costi operativi.

Sono tante le voci che si rincorrono relative ai possibili cambiamenti che la BCE potrebbe proporre nella tanto attesa riunione di giovedì: quella che spicca in modo considerevole è quella relativa all’abbandono dell’obiettivo del 2% d’inflazione.

Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve americana non esclude che nel futuro a breve termine degli Stati Uniti possa esservi un taglio dei tassi di interesse: la ragione? Le condizioni dell’economia globale, lo stato delle relazioni internazionali che mai come in questo periodo sono apparse delicate e i rapporti commerciali con la Cina.

Sono ben quattro le offerte giunte sul tavolo di Ferrovie dello Stato per partecipare alla cordata di salvataggio di Alitalia: Avianca, Lotito, Toto ed Atlantia. Manifestazioni di interesse con garanzie che dovrebbero consentire a Delta e FS, insieme al Mes di dare vita alla NewCo in ballo da mesi che prenderà le redini dell’ex vettore di bandiera italiano.

A quanto pare Atlantia si sarebbe fatta convincere a partecipare al salvataggio di Alitalia diventandone il quarto azionista, ma non da sola: con lei ci potrebbe essere un quinto socio dallo stesso potere e quota.

Deutsche Bank è arrivata al capolinea: i problemi che si sono accavallati nel corso degli anni stanno chiedendo il conto all’istituto teutonico, portando la banca a dover attuare una vera e propria rivoluzione per ottenere il proprio riassetto. Una mossa che prevede fin da ora dei licenziamenti di massa.
