La Cina ha annunciato il varo di un piano da 4 trilioni di yuan (586 miliardi di dollari) per stimolare l’economia del paese e per dare maggiore impulso all’espansione produttiva, favorendo il sostegno della crescita globale: il provvedimento si è reso necessario dopo che ci si è resi conto che Stati Uniti, Europa e Giappone hanno comportamenti altalenanti di fronte alla recessione. I fondi, che equivalgono a quasi un quinto del prodotto interno lordo della nazione asiatico dello scorso anno (3,3 trilioni di dollari), verrà utilizzato a partire dalla fine del 2010.
La Cina, quarta maggiore economia mondiale, adotterà una sorta di “politica fiscale pro-attiva” e andrà alla ricerca di una politica monetaria moderatamente libera da vincoli. Il paese asiatico sta seguendo i passi necessari al fine di sostenere il suo sistema economico: meno di una settimana fa, il premier Wen Jiabao si era recato a Washington per discutere con i leader mondiali riguardo alle modalità da seguire per alleviare la grave crisi finanziaria. Il governatore della People’s Bank of China, Zhou Xiaochuan, ha fatto sapere che il sostegno alla domanda interna è il miglior modo che ha la Cina per stabilizzare la sua situazione. Ma Juan, economista della Deutsche Bank AG di Hong Kong, ha così commentato la notizia:
I peggiori rischi nei confronti di una crescita economica sono attualmente di dimensioni maggiori rispetto a qualche mese fa. La Cina ha bisogno di approntare un pacchetto aggressivo di sostegno fiscale.
Buona trimestrale per Telecom Italia: la società guidata da Franco Barnabè ha pubblicato risultati sopra le attese ricevendo commenti positivi da molti analisti. L’operatore italiano sta reagendo bene alla crisi economica e vengono confermati gli obiettivi per il 2008. Nei tre mesi da Luglio a Settembre di questo anno Telecom Italia ha visto i ricavi scendere a 7,630 miliardi di euro (-1,5% rispetto al 2007) con un Ebitda pari al 40% dei ricavi stessi e un utile netto di 623 milioni di euro (-11,8% rispetto al 2007). Il debito netto resta fermo a 35,77 miliardi a fronte di una capitalizzazione intorno ai 18 miliardi. Battute le stime degli analisti: il consensus si attestava infatti a 7,5 miliardi per i ricavi e a 565 milioni per l’utile netto.
Le elezioni presidenziali portano forti rialzi anche a Wall Street. Ieri l’S&P 500 ha chiuso in rialzo del 4,1%, un rialzo del genere in concomitanza dell’elezione di un presidente non si era mai verificato da quando ha aperto il Nyse. La vittoria di Obama era data quasi per certa e quindi il mercato ha subito cercato di valutare il risultato politico. Da oggi presidenza e congresso tornano ad essere entrambi in mano ai democratici, sarà quindi più facile portare avanti una politica anti-crisi, senza gli scontri tra fazioni a cui abbiamo assistito durante il dibattito sul