La crisi finanziaria e le possibili conseguenze per i piccoli risparmiatori. Siamo in una botte di ferro?

In queste settimane non passa giorno che non arrivino notizie più o meno preoccupanti in merito allo stato dell’economia o in merito alla solidità di alcune banche. Ultime in ordine cronologico sono state le parole pronunciate ieri dal presidente della Banca Centrale Europea che ha sottolineato il forte rallentamento della crescita in Europa. Negli ultimi giorni inoltre abbiamo visto che non sono solo le banche americane quelle esposte al rischio fallimento. E quindi giusto domandarsi quali conseguenze potrebbe subire il sistema italiano e in ultima analisi quali sono i rischi che corre il piccolo risparmiatore. Per rispondere a questa domanda è necessario guardare l’attuale situazione da più punti di vista, divideremo quindi tra conseguenze dirette e conseguenze indirette.

Per Intesa Sanpaolo non c’è crisi: semestrale positiva, il titolo reagisce

L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera si è espresso due girni fa sulla crisi finanziaria scoppiata un anno fa e ancora capace di spaventare. Al meeting dell’amicizia svoltosi a Rimini, Passera si è così espresso:

“Certamente negli Usa ci sono stati comportamenti da parte di alcuni intermediari che fanno prevedere altri possibili gravi sviluppi. Ci tengo a dire che nel nostro Paese quei casi non ci sono stati … La gestione della liquidità delle banche è stata molto, molto più prudente e quindi non mi aspetto contraccolpi nel nostro Paese.”

Intanto su Intesa Sanpaolo piovono i giudizi delle banche d’investimento alla luce dei della relazione semestrale di giovedi. Merril Lynch e Sal. Oppenheim confermano il rating buy, Credit Suisse lo alza ad outperform con un target price di 4,8 euro.