Milano Assicurazioni verso cessione a Warren Buffet

Lo storico marchio assicurativo Milano Assicurazioni, appartenente al neonato gruppo Unipol-Sai, potrebbe essere ceduto al miliardario americano Warren Buffet, che per diversi anni è stato l’uomo più ricco del mondo secondo la rivista Forbes. Venerdì 14 giugno sono attese le offerte non vincolanti e a quanto pare Buffet sarebbe in pole position con la sua holding di investimenti Berkshire Hathaway, un colosso finanziario da 282 miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street. Secondo le isdiscrezioni di stampa, Buffet alla fine dovrebbe mettere le mani su Milano Assicurazioni.

Nuovo cda Premafin

Via libera al nuovo cda di Premafin. L’assemblea degli azionisti ha infatti eletto i componenti del nuovo consiglio di amministrazione che rimarrà in carica – salvo eventi straordinari e non prevedibili – fino al 2014. Il consiglio dell’ex holding della famiglia dei Ligresti comprende 13 consiglieri, in grandissima maggioranza indicati da Unipol in qualità di nuovo azionista di controllo. Cerchiamo allora di comprendere quali sono i componenti del board della Premafin, e cosa potrà accadere nel corso dei prossimi mesi.

Universo Ligresti ancora nel mirino a Piazza Affari

La bufera sull’universo Ligresti continua anche nella giornata di oggi; per la seconda giornata di fila Fondiaria-Sai non riesce ad aprire le contrattazioni e dopo il rialzo a tre cifre della giornata di ieri oggi il book di negoziazione segna dopo poche ore una performance teorica prossima al 70% con le contrattazioni ancora congelate. Discorso inverso invece per Unipol, che insieme a Premafin sono in asta di volatilità rispettivamente con -12,85% e +14.03% di performance.

Aumento di capitale Unipol/Fondiaria-Sai

Durante l’apertura della penultima ottava del mese di Luglio 2012 i mercati si trovano in forte contrasto, anche se il risultato è comunque nettamente negativo. L’indice di riferimento di Piazza Affari cede quasi lo 0,40% andando a sfiorare quota 13660 durante le prime ore di contrattazione e preparandosi ad un crollo nel pomeriggio sul ritracciamento previsto a Wall Street.

Via libera Antitrust e Isvap a Unipol – Fonsai

Nuovo tassello nella interminabile vicenda che mira a realizzare il maxi polo assicurativo italiano. L’Antitrust e l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private hanno infatti dato il proprio assenso all’operazione di aggregazione tra il gruppo Fondiaria Sai e Unipol. Il via libera è tuttavia condizionato alla necessità che la nuova società sciolga i legami con Mediobanca, ponendo altresì le basi per una nuova gestione rispetto allo stile che aveva contraddistinto la vecchia amministrazione.

L’Antitrust ha pertanto deciso che l’integrazione tra i due grandi gruppi può finalmente essere autorizzata, a patto che vengano rispettate le stringenti misure che scioglieranno i legami con Mediobanca (che controlla Generali, principale concorrente, sui mercati interessati dall’operazione) e di ridurre – mediante cessione di asset attivi – la posizione dominante altrimenti acquisita dal nuovo gruppo nel ramo danni (in particolare, in quello delle responsabilità civile auto) a livello nazionale, e per quanto concerne la distribuzione delle polizze, in 93 province.

Fallimento Ligresti

I giudici hanno decretato il fallimento di Imco e Sinergia, le due holding del gruppo Ligresti, cui è poi riconducibile il gruppo Fonsai. Un fallimento pronunciato in virtù del rifiuto di prolungare ancora il tempo utile per poter mettere a punto il piano di ristrutturazione dei debiti, che – al momento della pronuncia – ammontavano a oltre 400 milioni di euro.

La Procura di Milano si era opposta al salvataggio, spiegando che non vi era certezza sull’apporto di nuove risorse finanziare che gli investitori avrebbero dovuto effettuare. Nel tempo concesso alla società sono stati raccolti solo 20 milioni di euro: evidentemente non quanto basta per conferire ai giudici la convinzione che il piano stesse procedendo lungo la strada idonea, complice il rifiuto delle banche di fornire il proprio supporto finanziario.

I numeri dello scandalo Ligresti

Verso fine Marzo è stata mossa una grave accusa verso Salvatore Ligresti, che ora viene finalmente spiegata. Circa il 27  Marzo la Procura di Milano ha definito il caso Ligresti più pericoloso del caso che ha investito, travolto e quasi distrutto il San Raffaele. Parole forti, che ora trovano riscontro nei numeri della società, pieni di “ombre” e passaggi di denaro dubbi ed inspiegabili.

LIGRESTI OSTACOLANO L’AUTORITA’ DI VIGILANZA

Gia in Marzo si parlava di consulenze per oltre 40 milioni di euro che “suonavano strane” all’autorità, la stessa che ha definito l’operazione Unipol una “scatola nera” dentro alla quale era difficile capire cosa stesse effettivamente succedendo. Ora questi numeri prendono una forma diversa e dopo essere stati studiati e snocciolati viene finalmente a galla un giro di denaro decisamente particolare.

Fonsai eroga maxi stipendi

Stando a quanto comunicato dalla compagnia, ammonterebbero a 31 milioni di euro i compensi corrisposti nel 2011 da Fondiaria Sai ai consiglieri di amministrazione e ai dirigenti strategici. Una mega erogazione che stride con la perdita da 1,03 miliardi di euro conseguita dalla compagnia (cumulativamente, la perdita triennale ammonta a oltre 2,4 miliardi di euro), e che si appresta a varare la propria seconda ricapitalizzazione, in attesa di essere protagonista della riorganizzazione del polo assicurativo.

I tre figli del presidente onorario di Fonsai Salvatore Ligresti hanno ricevuto da soli circa 5,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni al presidente del consiglio di amministrazione Jonella Ligresti, 2,14 milioni di euro al vice presidente Paolo e 837 milioni di euro all’ex vice presidente Giulia, che tuttavia ora riceverà un compenso in qualità di presidente di Premafin.

Accordi Premafin-Unipol al vaglio della Consob

La questione Ligresti infiamma il dibattito e catalizza l’attenzione su tutto quello che riguarda Premafin; il titolo in borsa ha iniziato ad alzare la volatilità durante le contrattazioni del 23 febbraio e da quel giorno il range di prezzo interessato dagli scambi è diventato sempre più esteso. Siamo arrivati ad un top di periodo prossimo a 0.5500 durante le contrattazioni mattutine del 27 febbraio per poi veder ridimensionato il prezzo fin sotto 0.4000. bottom relativo di periodo sfiorato il giorno dopo.

Attualmente il book di contrattazioni è “congelato”; l’open neutro ed i rapidi scambi iniziali hanno fatto si che il prezzo trovasse un equilibrio intorno a 0.4226 dove ora vengono scambiate poche azioni abbassando notevolmente la media degli ultimi giorni. La positività dell’indice dei giorni precedenti non influenza più l’andamento di Premafin, che invece fa’ riferimento unicamente alle vicende che legano i Ligresti con Unipol ed altri.

Titolo Premafin sospeso per eccesso di rialzo

Salvatore Ligresti dichiara “Noi valutiamo tutto” dopo l’annuncio di una nuova offerta da parte di Sator-Palladio su Premafin, ed il titolo viene chiuso per eccesso di rialzo durante le contrattazioni di questa mattina. La vicenda “Ligresti” infiamma le borse con il colpo di scena da parte dei due fondi che insieme hanno presentato ieri sera un’offerta per 450 milioni complessivi a Premafin; la sottoscrizione dell’aumento di capitale fino a questa cifra ha la finalità di rilanciare le società interessate e stabilizzare la posizione del debito ed ha scadenza all’8 Marzo prossimo, quando la stessa decaderà. L’offerta del gruppo è comunque subordinata a certe condizioni che dovranno essere rispettate nei mesi a venire e per questo è ancora al vaglio del CDA riunito questa mattina.

Quello che si appresta a diventare il secondo gruppo assicurativo italiano rivaluta quindi la sua intera situazione visto che l’offerta di Sator-Palladio supera di gran lunga quella di Unipol dello scorso 29 Gennaio ma sembra non essere l’ultima proposta che il gruppo aspetta.

Per Fonsai probabile aumento di capitale

Diviene sempre più probabile l’ipotesi di un aumento di capitale per Fondiaria-Sai. Secondo quanto emerso dall’incontro tenutosi tra l’advisor finanziario Goldman Sachs, l’advisor legale Carbonetti, il direttore generale Piergiorgio Peluso e alla presenza dei cinque consiglieri indipendenti dell’azienda, l’ipotesi di un aumento di capitale é da prendere in seria considerazione. Il gruppo assicurativo italiano con sede a Torino potrebbe finire per non essere più controllato dalla famiglia Ligresti? E’ alquanto improbabile, in quanto la famiglia ne detiene una percentuale pari a circa il 47%. la quota di partecipazione però potrebbe subìre una “diluizione” con l’ingresso di nuovi soci, anche se non mancheranno i diritti di opzione spettanti ai Ligresti.