Donne in pensione a 68 anni, scattano le proteste

Le giovani donne erano quasi riuscite ad accettare l’avanzamento dell’età pensionabile a 65 anni, ed ecco che arriva una nuova stangata: non si va più in pensione a 65 anni ma a 68. Già dal 2031 le lavoratrici dovranno aspettare di aver superato i 68 anni per ritirarsi. Le donne hanno generalmente avuto più vite lavorative, una in azienda, una come madre, una come moglie, hanno gestito gli impegni del lavoro e della casa e e attorno ai 55/60 anni, hanno fatto qualcosa in più dei coetanei uomini? Intanto l’equiparazione dell’eta’ per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 65 anni portera’ a regime risparmi per quasi 4 miliardi di euro l’anno.

Manifesto delle imprese in cinque punti per salvare l’Italia

Confindustria e altre associazioni imprenditoriali, presenterà al Governo un manifesto delle imprese in cinque punti per salvare l’Italia, una serie di punti indispensabili che potrebbero salvare il nostro Paese dalla crisi che non accenna a lasciare il passo a una crescita più sostenuta. Una serie di punti che chiariscono quali siano le riforme da fare in fretta, gli interventi mirati. Questo é quello che ha annunciato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo all’assemblea di Confindustria Toscana. La decisione, ha spiegato l’imprenditrice, e’ stata presa ieri dal direttivo di Confindustria.

Statali Uil in sciopero il 28 ottobre contro blocco contrattazione

Il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha fissato davanti al comitato centrale lo sciopero delle categorie degli statali per il 28 ottobre. Non sono risultate gradite le politiche del governo, che ha inserito nella recente manovra il blocco della contrattazione, ha sottolineato il leader. Le modalità dello sciopero saranno decise dalle quattro categorie: Uilpa, Fpl, scuola, e ricerca e università e nello specifico la Uil proporrà alle altre organizzazioni uno sciopero della durata di un’ora a tutti i dipendenti.

Riscatto laurea e servizio militare nella nuova manovra

A conti fatti sono circa 80 mila le persone che non potranno più riscattare la leva militare, rinviando così di un anno il tempo della pensione; 10 mila, invece, coloro che non potranno più riscattare gli anni universitari e saranno quindi costretti a rimandare di 4-5 anni il pensionamento. Per non parlare dei medici, che tra militare, laurea e specializzazione arrivano a 11 anni, riscattabili. La manovra correttiva dice no: salta la norma sulle pensioni, che prevede la cancellazione ai fini del calcolo dell’anzianità del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare. In pratica finora i lavoratori con 40 anni di versamenti erano riusciti a sfuggire a tutte le più importanti riforme della previdenza, in quanto era possibile andare in pensione senza la necessità di raggiungere un’ età minima.

Manovra finanziaria 2011: aumento dell’IVA

La manovra finanziaria di ferragosto é ancora da lavorare e rielaborare negli ultimi dettagli, il pareggio di bilancio risulta essere la priorità e continuano le perequazioni tra le voci dell’attivo e del passivo delle casse di Stato. In queste ultime ore infatti, giunge notizia dell’aumento di un punto percentuale sui prodotti già tassati al 20%. L’imposta sul valore aggiunto (imposta sui consumi e quindi divincolata da ogni criterio di progressività basato sul reddito) dovrebbe aumentare di un punto dal 20 al 21%. Il gettito aggiuntivo é stimato in 4 miliardi potrebbe servire a dimezzare i tagli previsti agli enti locali e a creare un fondo da destinate sin dal prossimo anno alla riforma fiscale. Nello specifico, di questi 4 miliardi, 2,5 saranno destinati alla riforma del fisco e 1,5-1,8 miliardi alla super Irpef e agli enti locali. Sembra però che 4 miliardi non saranno comunque sufficienti a ridurre i tagli a Comuni e Province.

Manovra correttiva: vertice tra Pdl e Lega Nord concluso

Esprime la propria soddisfazione il presidente del Consiglio, il giorno dopo il vertice con la Lega che ha sancito importanti modifiche al provvedimento di correzione dei conti. Il premier sottolinea la confermata la coesione della maggioranza, la riduzione dei costi della politica e la felicità per la mancata introduzione del contributo di solidarietà. Si e’ concluso così dopo circa sette ore il vertice tra Pdl e Lega Nord, ad Arcore, per discutere sugli emendamenti alla manovra correttiva.

Studenti, anziani, disabili colpiti dalla manovra finanziaria?

Da una parte l’aula di palazzo Madama, che in una seduta lampo durata sei minuti e con 11 senatori presenti, ha dato il via all’iter della manovra correttiva da 45,5 miliardi approvata la scorsa settimana, dall’altra parte alcuni enti locali che lanciano l’allarme. Il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso preoccupata, sottolinea come i Municipi, già stretti nella morsa del bilancio, potrebbero ulteriormente trovarsi svantaggiati dopo questa manovra. Dal mese prossimo, secondo i calcoli del presidente dell’XI, Andrea Catarci, nel suo municipio, se non si apporteranno i dovuti interventi integrativi per 350 mila euro, richiesti ufficialmente all’assessorato per le Politiche sociali, ci saranno quasi un centinaio di alunni diversamente abili che non potranno più beneficiare dell’assistenza a scuola e a 23 persone portatrici di handicap e a 50 anziani potrebbe essere soppressa l’attuale assistenza domestica.

Scudo fiscale bis allo studio del Governo

Solo qualche giorno fa il PD aveva proposto di tassare i capitali scudati, imporre cioè un balzello a quei capitali illecitamente detenuti all’estero e fatti rientrare con una specie di condono, appunto lo scudo fiscale, nel quale però era sottolineato che nessun’altro tipo di aggravio sarebbe stato attribuito all’evasore. Un “rimangiarsi la parola data”, come qualcuno potrebbe obiettare, in realtà sembra che questa proposta sia stata bocciata già sul nascere e l’ipotesi più plausibile é quella di uno scudo fiscale bis. Potrebbe tramontare così l’idea di tassare i capitali già rientrati in Italia: un nuovo scudo fiscale, potrebbe far rientrare i capitali rimasti all’estero, con una penale però superiore a quella del 5 per cento inserita nel condono precedente, del 2009.

Manovra Finanziaria 2011: aliquote e scaglioni Irpef

La manovra finanziaria 2011 ha come obiettivo il pareggio del Bilancio 2014, un’imposizione che trae orgine dalla Comunità Europa e che dovrebbe sostanziarsi nella riduzione da cinque a tre aliquote Irpef. Per arginare gli effetti della crisi finanziaria internazionale, al crollo delle borse, delle grandi imprese, il ministro Tremonti, Berlusconi e il governo su direttive della BCE, con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio, hanno ideato una manovra da 25,7 miliardi nel 2012 sino ad arrivare nel 2013 a 49,8 miliardi di euro.

Manovra finanziaria Tremonti: il Nord paga dazio

A tempo di record la manovra finanziaria triennale di correzione dei conti pubblici non solo è stata approvata in Parlamento, e firmata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Non tutti i tagli ed i provvedimenti entreranno comunque subito in vigore; in ogni caso, l’Associazione degli artigiani della Cgia di Mestre, attraverso il proprio Ufficio Studi, ha rilevato come a pagare il conto più salato, con la manovra, sarà il Nord Italia.

Manovra Tremonti: l’opinione pubblica contesta i tagli

Via libera del Senato alla Manovra Tremonti; i 161 “si” superano 135 “no” (3 soli gli astenuti) e danno il lascia passare al decreto che oggi alle 19:00 passerà al vaglio della Camera, con ottime possibilità di ottenere la fiducia. Napolitano parla di “miracolo” per la velocità da record del Governo, ma da record è invece la reazione dell’opinione pubblica, che insorge su internet.