La pressione fiscale è diversa da Nord a Sud: Italia spaccata in due

Italia divisa in due, almeno se parliamo di tasse. La pressione fiscale comunale non solo non è omogenea nello Stivale, ma a peggiorare la situazione ci si sono messi nel 2013 i trasferimenti erariali. Gli stessi, hanno fatto registrare un incremento pari al 73 per cento al Nord e al 31 per cento al Sud. La ricerca per valutare cifre e situazione, è stata condotta da Svimez e i risultati sono stati sorprendenti. Chi abita nel Meridione, in pratica, tende a pagare di più di chi vive nelle regioni del Settentrione.

Prelievo fiscale, Bologna regina delle tasse

La crisi aumenta, anziché diminuire. Occorre prendere, dunque, sempre più soldi dalle tasse degli italiani. Come? Attraverso un sistema di tassazione sempre più rigido. Il prelievo fiscale aumenta di anno in anno, grava sulle famiglie, e varia di Comune in Comune.

Ripresa economica slitta ancora?

Mentre i mercati tornano in territorio positivo dopo l’ottava precedente caratterizzata da ribassi generalizzati, la negatività sul futuro si diffonde e l’ultima previsione negativa arriva direttamente da Squinzi. Il presidente di Confindustria a Bruxelles resta scettico sulla ripresa ed ammette che metterebbe firma per vederla nel lontano 2015.

Non vediamo la ripresa. Salvo miglioramenti sarà verso fine 2013, ma per una vera ripresa faccio la firma per il 2015

Queste le parole spese riguardo all’Italia; la negatività è incentivata sopratutto dalla situazione fiscale del Paese, ormai insostenibile da troppo tempo. Il presidente si augura che il Governo prenderà provvedimenti in questo senso alleggerendo la pressione fiscale di aziende e cittadini, così da rilanciare l’imprenditoria ed i consumi, ora stretti nella morsa dei conti pubblici da risanare a tutti i costi.

Tagliare le tasse: Corte dei Conti, è impossibile

La crisi finanziaria ed economica, dalla quale l’Italia a fatica sta uscendo, genererà perdite ingenti che la Corte dei Conti, nel suo Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica, ha valutato in ben 140 miliardi di euro alla fine del 2010; ma il costo della crisi salirà a ben 160 miliardi di euro nel 2013. Di fronte a questo scenario secondo la Corte dei Conti il taglio delle tasse nel nostro Paese è impossibile.

Per l’Aibe le banche estere potrebbero scappare dall’Italia

In questo periodo di forte crisi finanziaria l‘Italia oltre ad un peggioramento dell’economia rischierebbe di affrontare un altro grande problema: le banche estere potrebbero presto decidere di uscire dal panorama italiano. Lo afferma Guido Rosa, presidente dell’Associazione banche estere in Italia (Aibe), spiegando che l’Italia attualmente, in piena crisi economica, appare un Paese poco attraente. Secondo Rosa, infatti, gli istituti di credito esteri presenti in Italia si trovano ad affrontare grandi svantaggi di varia natura: fiscali, burocratici e logistici. Le banche estere, dunque, a causa della crisi finanziaria, dovendo gestire al meglio il proprio patrimonio potrebbero diventare maggiormente selettive e scegliere di allontanarsi dal mercato italiano per approdare in Paesi che offrono rendimenti maggiori. Il presidente dell’Aibe ha denunciato, inoltre, che la maggiore difficoltà che grava sulle banche estere in Italia è la forte pressione fiscale che è superiore alla media europea di sette punti percentuali.