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L’outlook sui mercati azionari nei prossimi mesi, dipende dalle Banche Centrali

  Nei prossimi mesi, navigare nei mercati finanziari presenterà molti punti oscuri, e tutto dipenderà dalle prossime decisioni che stabiliranno le banche Centrali, in materia di politica monetaria.

>Risparmi Unicredit con la nuova sede

Secondo  Michele De Michelis, Responsabile degli investimenti di Frame Asset Management, società indipendente specializzata in advisory e gestioni patrimoniali,  l’andamento di mercati potrebbe volgere verso il meglio ”  Ora, partendo dal fatto che abbiamo sete e dobbiamo bere, vediamo allora di cercare l’acqua meno inquinata. Tra le varie fonti che sono andato a visitare  recentemente, le indicazioni più interessanti mi vengono dal fatto che  in Europa le imprese hanno raccolto in totale 1 trilione $US di cash (sotto forma di utili, raccolte obbligazionarie, concessioni di linee di credito)”.

 

>La ciclicità nei mercati azionari, lo S&P Usa

“Un’ingente liquidità a disposizione che potrebbe rappresentare un enorme potenziale per crescita e operazioni di m&a; il mercato azionario europeo e’ salito solo a causa del re-rating, dovuto al venir meno delle paure sull’euro e da un sistema di tassi molto bassi, ma non possiamo certo definirlo sopravvalutato; anche la Bce, seppure non proattiva come la FED, sembra decisa ad incidere con un nuovo stimolo monetario all’economia;  negli Stati Uniti la percentuale tra la capitalizzazione dell’indice S&P500 e gli asset totali della Fed risulta molto inferiore rispetto alla media del passato; una ricerca Gallup dimostra che la percentuale degli investimenti americani  in azioni  è la piu bassa da anni , intorno al 52 % contro una media del 60 % circa dei primi anni 2000 e il 65% del 2007;  allo stato attuale i fondi pensione americani detengono mediamente un 60 % in obbligazioni ( che non rendono poi come negli anni precedenti) e 40 % in azioni, mentre fino a pochi anni fa avveniva l’esatto contrario; in Giappone gli Abenomics  stanno funzionando, l’inflazione comincia a riemergere e lo yen prosegue la sua discesa nei confronti del dollaro. Per tale motivo a questo punto non avrebbe alcun senso per il governo e la banca giapponese interrompere lo stimolo monetario. Per tutti questi motivi posso considerarmi cautamente positivo”.