Buona giornata per Creval quella di oggi: le azioni di Credito Valtellinese toccano questa mattina gli 0,078 euro con un rialzo che si avvicina al 10% dopo l’avvenuto cambio della guida. Va via Mauro Selvetti e subentra Luigi Lovaglio.

Buona giornata per Creval quella di oggi: le azioni di Credito Valtellinese toccano questa mattina gli 0,078 euro con un rialzo che si avvicina al 10% dopo l’avvenuto cambio della guida. Va via Mauro Selvetti e subentra Luigi Lovaglio.

Parafrasando un noto libro fantasy “Un accordo per soggiogarli tutti“: la “partnership tra Tim e Vodafone è senza dubbio una delle più grandi iniziative d’investimento che punta ad eliminare la concorrenza in un settore che si fa sempre più competitivo come quello delle telefonia.

Era stato annunciato ed è accaduto: Cassa Depositi e Prestiti è salita in capitale all’interno di Telecom. Non fino al 10% che si vociferava un po’ dovunque ma fino ad un più modesto 5,03%. Cosa accadrà ora?

Cassa Depositi e Prestiti e Elliott Management sempre più unite in Telecom per abbattere (idealmente) Vivendi? Sembra proprio essere quello che sta avvenendo, soprattutto dopo che si è appreso nel fine settimana che la controllata dallo Stato vuole aumentare il suo capitale all’interno della società.

A quanto pare sarà Salini Impregilo a far rinascere la buona stella di Astaldi, multinazionale delle costruzioni che da tempo è vittima di una forte crisi finanziaria: e lo farà attraverso un’offerta di 225 milioni di euro.

Alla fine qualcosa si è mosso ed Unipol ha ceduto a Bper la sua intera partecipazione in Unipol Banca per 220 milioni di euro. Una mossa che ci si aspettava e che alla fine ha visto “vincere” quella che era data come banca favorita per l’acquisizione.

Intesa San Paolo ci va giù dura: ha infatti effettuato una “svalutazione totale per 54 milioni (80 milioni pretasse) sul bond subordinato di Banca Carige“. E’ stato lo stesso ad dell’istituto, Carlo Messina, a renderlo noto nel corso della conference call con gli analisti finanziari.

Vi sarà presto un incontro tra Tim e Open Fiber per ciò che concerne la rete unica: a darne notizia è il presidente della prima Fulvio Conti a margine di un evento di settore a Milano, il quale sottolinea che i tempi dovrebbero essere brevi.

La soluzione migliore per Banca Carige? Senza ombra di dubbio l’aggregazione: almeno stando alle parole del vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta. Una mossa anche auspicata dall’Europa che dovrebbe essere in grado di placare tutte le criticità.

Il fondo Elliott Management torna alla carica nel richiedere lo scorporo della rete Telecom forte del documento dell’Agcom in materia, il quale richiede il procedere senza attendere troppo nell’attuare questa decisione, facendo crollare di fatto ogni possibilità di rendere reale il “vecchio” progetto di Vivendi.

Vivendi non la spunta: il cda di Tim ha deciso a maggioranza che la prossima assemblea degli azionisti si terrà il 29 marzo e chiamerà in causa la discussione sia del bilancio 2018 sia di quelle che sono le richieste del socio di maggioranza.

Una delle più grandi aziende del made in Italy conosciuta in tutto il mondo passa nelle mani del finanziere Andrea Bonomi: una società legata a Investindustrial VI ha firmato un accordo definitivo per l’acquisizione di Jupiter Holding I, proprietaria di diversi marchi tra i quali compare proprio il famoso brand di vasche da bagno Jacuzzi.

La Banca Popolare di Bari è pronta ad un aumento di capitale: motivo? Ha finalmente ceduto al decreto Renzi che le imponeva la trasformazione in società per azioni. Alla ricapitolarizzazione seguirà l’emissione di un bond subordinato da circa 200 milioni.

Era fuori da ogni dubbio che il decreto salva Carige sarebbe stato in grado di creare le polemiche effettivamente occorse: quel che non si sta notando è come la banca stia ignorando essenzialmente tutte le discussioni e si stia concentrano su preparare il suo piano di salvataggio.
