Spread BTP-Bund a fine 2011

 Nessun allarmismo sui mercati; il range ristretto di contrattazioni ed i volumi più che dimezzati rispetto alla norma dovrebbero far capire che non è il momento di fare analisi sui grafici visto che in queste condizioni è difficile che si possano sviluppare pattern o inversioni di tendenza. Il movimento avuto nella giornata di ieri che sembrava fortemente ribassista è stato corretto al rialzo proprio nelle prime ore della giornata di oggi, ad ulteriore conferma che quello che vediamo sui mercati altro non è che un su e giu senza meta.

Stesso discorso per lo spread, su cui però si possono aprire discorsi di medio periodo; negli ultimi tempi, dopo il rimbalzo da quota 356 circa, il movimento è stato costante e più o meno laterale intorno a quel valore che poco tempo fa’ abbiamo identificato come “corretto” secondo l’attuale situazione di mercato ed il periodo Natalizio.

Il Tesoro Usa evita la polemica valutaria con la Cina

 Stavolta l’amministrazione Obama ha preferito rimanere in silenzio: la diatriba valutaria con i cinesi è in corso da tempo, eppure in quest’ultima occasione l’ex Impero Celeste non è stato accusato di aver manipolato la propria divisa, lo yuan, nonostante la sua svalutazione sia ancora una realtà concreta e qualche pressione deve comunque essere esercitata in tal senso. Il Tesoro americano si è dovuto relazionare col Congresso tramite il suo rapporto semestrale sulle politiche monetarie dei principali partner; l’intento è quello di garantire una maggiore flessibilità proprio per quel che concerne lo yuan, ma i toni sono molto più bassi rispetto ai mesi scorsi.

Kodak è sempre più vicina al fallimento

 Le disastrose condizioni finanziarie di Kodak non sono un mistero per nessuno da diverso tempo: il colosso americano, celebre per i suoi rullini e dispositivi fotografici, si sta infatti preparando al peggio, tanto che il rischio più concreto è quello di dichiarare il fallimento e portare di conseguenza i libri in tribunale. D’altronde, non si può procedere in un’altra maniera, visto che gli ultimi tre mesi di questo anno sono stati caratterizzati da una liquidità davvero scarsa (appena 660 milioni di euro), con un calo di ben cinquanta punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Accordi tra Italia e Svizzera per tassare i capitali

 Se la Svizzera è uno degli Stati storicamente più stabili dal punto di vista finanziario (e non solo) lo si deve anche e sopratutto alle giuste scelte effettuate negli anni per quanto riguarda il settore bancario; la grande “discrezione” se così vogliamo chiamarla che contraddistingue la Confederazione Elvetica insieme a decisioni tempestive che seguono gli sviluppi della finanza hanno fatto della Svizzera una delle roccaforti preferite da tutta l’Unione Europea. 

Il Regno Unito è preparato ai peggiori scenari per l’eurozona

 Regno Unito ed euro, i rapporti sono più stretti di quanto si possa normalmente pensare, almeno secondo quanto trapela dalle ultime indiscrezioni del Daily Telegraph; come riportato dal quotidiano britannico, infatti, il Tesoro londinese si è messo al lavoro per dar vita a dei piani di contingenza, i quali includono tra le altre misure anche i controlli di capitale, per far fronte a una eventuale disintegrazione della moneta unica comunitaria. Lo stesso giornale inglese, però, non ha voluto specificare quale sia stata la fonte da cui ha ottenuto questa informazione così preziosa e specifica in ambito finanziario.

Mayer (Deutsche Bank) confida nell’Italia per il futuro dell’euro

 Ormai lo hanno capito anche negli altri paesi del Vecchio Continente, il futuro e gli scenari relativi all’euro come moneta unica dipendono essenzialmente dall’Italia: l’affermazione è giunta direttamente dalla Germania, più precisamente da Thomas Mayer, capo economista presso Deutsche Bank, il quale si è espresso in questi termini nel corso di un’intervista rilasciata al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung. Che cosa ha detto di preciso Meyer? Il suo riferimento non poteva che andare al prossimo anno. In effetti, secondo la sua opinione, il nostro paese dovrà affrontare una delle recessioni più profonde della sua storia nel corso del 2012, quindi bisognerà monitorare la situazione con la massima attenzione.

Cina e Giappone aprono allo scambio diretto di valute

 Giappone e Cina sono pronti a promuovere lo scambio diretto di yen e yuan senza l’uso di dollari: l’obiettivo di questa nuova misura valutaria è quello di incoraggiare nella maniera più adeguata possibile lo sviluppo di un mercato destinato a quelle compagnie che sono coinvolte in tali scambi, come ha anche precisato il governo di Tokyo. La nazione nipponica, inoltre, si impegnerà ad acquisire titoli obbligazionari dell’ex Impero Celeste nel corso del prossimo anno, consentendo quindi l’investimento del renminbi (l’altra definizione dello yuan) che lascia il territorio cinese durante le transazioni.

Campari è tra le migliori blue-chips del 2011

 Per quanto riguarda un buon compromesso tra aspettative e situazione grafica abbiamo già visto ieri cosa offre il mercato delle blue-chips italiano e riteniamo che se i supporti non verranno violati nei prossimi mesi Impregilo corrisponde a questo tipo di selezione.

Se invece dobbiamo selezionare i titoli che nel 2011 (e negli anni prima) sono andati meglio dell’indice di riferimento allora l’attenzione cadrebbe su Campari; durante il rialzo durato dal 2003 al 2007 la performance è stata notevole ma non quanto la fase durata dal 2009 a metà 2011; dopo il crollo delle torri l’up-trend ha interessato tutto il listino e le performance positive si sono registrate praticamente su tutti i settori rispetto al bottom del 2003. Il crollo del 2008-2009 ha messo in evidenza le differenze sostanziali tra chi poteva reggere una fase di crisi e chi no, ed in questo caso proprio Campari ha spuntato la sfida fermando la fase discendente a circa 2 euro per poi iniziare il recupero in anticipo ed in divergenza rispetto al FTSE-Mib e senza sopratutto aver rivisto il bottom del 2003.

Azioni 2012: Impregilo è da comprare? Ecco l’analisi completa

 Se dovessimo scegliere tra le azioni italiane quella che presenta il miglior compromesso tra situazione fondamentale e quadro tecnico, allora l’attenzione ricadrebbe sicuramente su Impregilo. Le azioni quotate sul listino delle blue-chips hanno visto da Settembre scorso un rialzo seguito direttamente ad un doppio minimo disegnato con il mese precedente; il recupero messo a segno nella seconda metà del nono mese dell’anno è stato deciso e veloce tanto che per recuperare il break-away point ci sono voluti pochi giorni  ed il prezzo non è mai tornato sui suoi passi.

Da quel momento la situazione incerta ha assunto grande forza rialzista messa in dubbio solo a Novembre quando l’indice di riferimento ha sofferto per il proseguo dell’attacco all’Euro; tuttavia il mercato è riuscito a ritrovare la strada del rialzo immediatamente andando a superare di poco quota 2.4 euro proprio negli ultimi giorni di questo 2012.

Bank of America: l’ad Moynihan prevede tempi turbolenti

 Brian Thomas Moynihan, amministratore delegato di Bank of America, non poteva utilizzare parole più chiare per descrivere il 2012 che attende l’istituto di credito statunitense: in effetti, la lettera di fine anno indirizzata ai dipendenti ha messo in luce la volontà dell’azienda di potenziarsi contro i principali rischi economici e di continuare a migliorare nei mesi a venire. La cultura del rischio finora implementata verrà dunque ulteriormente sviluppata e ogni lavoro verrà posto in essere in funzione dei prossimi tempi, i quali vengono definiti “turbolenti”. Come ha spiegato lo stesso Moynihan, Bank of America sta tentando di semplificare al massimo il proprio modello di business, oltre alla sua organizzazione, continuando a focalizzare l’attenzione sugli assets a basso impatto di rischio.

A Natale gli italiani si affidano a prestiti e finanziamenti

 Il Natale degli italiani sarà soprattutto all’insegna dei prestiti: almeno è questo quanto emerge dal portale Prestiti.it, il quale ha interpellato circa mille persone, per capire quanti di loro avrebbero richiesto un finanziamento di questo tipo per affrontare meglio la vita. Ben un cittadino su tre del campione in esame ha risposto affermativamente alla domanda, un segnale piuttosto evidente di uno dei tanti effetti dell’attuale crisi economica. Volendo essere ancora più precisi, ben il 61% di chi si è pronunciato in maniera positiva accederà a un prestito per l’acquisto dei regali natalizi, il 30% per riuscire a garantire alla propria famiglia la classica settimana bianca, mentre il restante 9% per allestire o organizzare un cenone di fine anno degno di questo nome.

Titoli da comprare nel 2012

 Di fronte alle festività gli investitori si prendono una pausa e tirano le somme dei portafogli; il 2011 è stato un anno estremamente difficile e molto contrastato che ha visto l’indice FTSE-Mib vacillare per poi arrivare a cedere al mese corrente quasi il 30% del valore rispetto alla chiusura del 2010, con le blue-chips alternativamente rialziste e ribassiste ma unite dalla debolezza comune che ha spinto l’indice sotto il bottom dell’anno precedente.

A guardare il grafico sembra che nel 2012 le cose potrebbero peggiorare ulteriormente visto anche il livello dello spread tra Btp e Bund che preoccupa le istituzioni; in realtà restano come sempre aperti due scenari ben distinti di cui il primo è proprio quello ribassista. Se da un lato abbiamo Monti che chiede di comprare Btp e Bot per sostenere il Paese, dall’altro sappiamo che con capitali ridotti i rendimenti dei titoli di Stato non sono convenienti anche se alti ed il profilo di rischio è estremamente basso. Parliamo quindi di azionario visto che la vera scelta difficile sarà “indovinare” il settore difensivo per il 2012.

Fiat apre due centri Mopar a Shanghai e Dubai

 Il continente asiatico deve avere un fascino particolare per il Lingotto: in effetti, Fiat e Chrysler hanno comunicato in maniera congiunta che verranno aperti ben due centri di distribuzione Mopar (la divisione Motor Parts) da queste parti, per la precisione a Shanghai, in Cina, e a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, una scelta che è volta a sostenere in maniera adeguata i rialzi dei mercati globali. Come è stato dichiarato espressamente da Pietro Gorlier, numero uno e amministratore delegato della stessa Mopar, l’apertura di due strutture così importanti non è certo casuale e vuole far intendere come la rete di distribuzione diventerà sempre più ampia, con in vari pezzi di ricambio e l’assistenza in questo campo che beneficeranno delle ottime performance delle piazze in questione.

L’Istat certifica il lieve rialzo delle vendite al dettaglio

 Le vendite al dettaglio del nostro paese hanno fatto registrare a ottobre un leggero miglioramento: come accertato opportunamente dall’Istat, infatti, il comparto alimentare ha sostenuto questa crescita, con degli ottimi risultati soprattutto per quel che concerne i discount. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che due mesi fa l’aumento congiunturale è stato pari a 0,1 punti percentuali, se non altro una variazione incoraggiante, dato che per almeno cinque mesi si era assistito solamente a dati negativi. Rispetto a settembre, poi, i prodotti alimentari sono stati venduti in gran numero, con un incremento dello 0,7%, mentre il confronto con lo stesso periodo di un anno fa ha evidenziato di fatto un calo piuttosto sostenuto (-1,5%), a causa, in particolare, delle pessime performance dei beni non alimentari.