Euro e dollaro continuano a perdere terreno

 Il dollaro ha perso terreno nei confronti di ben quindici delle sedici controparti più scambiate a livello internazionale: il segnale è chiaro, la produzione americana e cinese, le due maggiori economie mondiali, si sta espandendo a gran ritmo ed è forte anche la richiesta di assets sicuri. La moneta verde è riuscita a indebolirsi nei confronti del dollaro neozelandese prima che le stime in questione mostrassero questo andamento così preciso, con dei guadagni piuttosto netti per quel che concerne la Cina e l’India. Anche il dollaro australiano è stato protagonista di una buona performance.

Gli italiani guardano al 2012 con forte pessimismo

 Il pessimismo cosmico di Giacomo Leopardi ha trovato dei degni eredi: si tratta degli italiani di questo inizio 2012, i quali non nutrono delle buone prospettive economiche per il paese nel nuovo anno. Secondo quanto stimato dalla Confesercenti, il 48% degli intervistati ritiene che le condizioni finanziarie italiane siano pessime, mentre il 36% degli stessi si attende addirittura un peggioramento. Le cifre hanno messo in luce un aumento delle percentuali rispetto a un anno fa, visto che a inizio 2011 era il 33% dei cittadini che si professava così pessimista.

Hyundai e Kia pensano già alle vendite totali del 2012

 Hyundai e Kia, due tra le più celebri compagnie automobilistiche della Corea del Sud, stanno già pensando a quali saranno gli obiettivi da raggiungere entro la fine di questo 2012 appena cominciato: l’intento è quello di accrescere le vendite globali di 6,1 punti percentuali nel corso dei dodici mesi appena menzionati, cercando di puntare soprattutto sul miglioramento della qualità e sugli investimenti in ricerca e sviluppo. Tra l’altro, bisogna ricordare che le due case asiatiche potrebbero raggiungere insieme un totale di sette milioni di veicoli, come sottolineato da Chung Mong Koo, numero uno dei due gruppi, nell’ultimo discorso ai suoi dipendenti.

Liberalizzazione delle aperture esercizi commerciali

 La preoccupazione per la recessione deriva anche e sopratutto dalla frenata dei consumi che si è registrata nei Paesi Sviluppati, di cui nello specifico possiamo cercare le cause al non adeguamento degli stipendi all’inflazione in Italia come in altri stati. Secondo molti analisti è proprio questo il punto da cui ripartire per uscire dalla spirale che porterebbe ad una crisi gravissima senza più possibilità di uscirne indenni, ed è proprio per questo forse che si parla della liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali.

Enel Green Power accordo di tax equity

 Non poteva esserci un inizio d’anno migliore per Enel Green Power: la società dell’ente energetico ha portato infatti a compimento un accordo di collaborazione cosiddetto “tax equity”, il quale avrà un importo complessivo di 340 milioni di dollari e che beneficerà di una partnership strategica con altre due compagnie, vale a dire la banca americana JPMorgan e una delle controllate, Enel Green Power Noth America. La scelta che è ricaduta su due aziende che hanno la loro sede in territorio statunitense non è casuale, dato che l’interesse maggiore è stato mostrato nei confronti di due impianti funzionanti a energia eolica, i quali si trovano, per la precisione, presso Caney River (Kansas) e a Rocky Eidge (Oklahoma).

Previsione prezzo petrolio 2012

 Oro e Petrolio sono stati protagonisti di questo 2011 appena chiuso ma non certo per performance; sulla media annuale infatti in entrambi i casi siamo nettamente sotto le aspettative che avevamo a Gennaio scorso in termini percentuali e questo grava inevitabilmente sui portafogli che invece hanno scommesso su questi due strumenti. Cosa ci attende ora nel 2012? 

L’augurio è sicuramente quello di veder “sbloccato” il prezzo quanto prima così che non bisogna prendere in considerazione l’idea di ruotare il portafoglio su altri strumenti più attivi; la relativa sicurezza in termini di tendenza che contraddistingue l’Oro ed il Petrolio è difficilmente sostituibile ma da un anno a questa parte è come avere un peso nel deposito titoli piuttosto che un investimento.

Ford supera i due milioni di vendite negli Stati Uniti

 Ford Motor Company, uno dei più celebri brand automobilistici a livello internazionale, è riuscita a superare quota due milioni di vendite nel mercato americano: si tratta di un evento importante, anche perché un numero simile non veniva raggiunto addirittura da quattro anni, con i modelli come la Fiesta o il suv Explorer che hanno letteralmente dominato i guadagni complessivi, fornendo un contributo davvero prezioso. Tra l’altro, la stessa Fiesta e la Focus hanno fatto registrare un incremento superiore ai venti punti percentuali nel corso di quest’anno, mentre i dati relativi a vetture di maggiori dimensioni, come appunto l’Explorer, l’Escape e il pickup F-150 hanno messo in luce un rialzo di almeno il 30%.

Previsione prezzo oro 2012

 Il mondo della finanza si muove sempre secondo equilibri per cui se certi mercati tendono a scendere, altri salgono e viceversa. Questo non da però per scontato che sul lunghissimo periodo non si possano avere trend in contrasto tra breve e lungo termine visto che molto dipende dall’entità dei movimenti stessi che restano spesso sproporzionati tra i vari mercati.

Il caso dell’oro spiega meglio questo concetto; dal 2001 ad oggi il mercato azionario ha avuto un andamento molto differente a seconda delle fasi che abbiamo attraversato e ci sono stati tanti rialzi quanti ribassi, tutti ben identificabili nel grafico di lungo periodo. Sul Gold future di riferimento per il prezzo dell’oro invece dal 2001 ad oggi è stata praticamente una salita continua (il ritracciamento del 2008 conta come tendenza di medio) che ha portato un guadagno sul prezzo fuori da ogni previsione (da quota 300 circa l’oro adesso si aggira sopra a 1500).

Come investire nei titoli di Stato

 Il 2011 dal punto di vista finanziario sarà ricordato sicuramente per la tensione sui titoli del debito pubblico, con particolare riferimento alla famosa scadenza a 10 anni dei BTP Italiani che ha fatto discutere per il differenziale con il Bund. L’alto rendimento raggiunto su certi prodotti non veniva visto dal 1997 ed ha contribuito ad aumentare la paura della recessione, sempre più vicina anche grazie all’inefficacia della BCE sul piano Europeo.

Per quanto le tensioni siano sempre maggiori ed il rischio di default per l’Italia è una delle voci più discusse di questo anno quasi concluso possiamo sicuramente dire che i titoli di Stato venduti con questi rendimenti sono interessanti; non è la prima volta che si raggiungono e per capitali medio-alti rappresentano di certo un tassello importante nella composizione del portafoglio personale di investimento a breve e lungo termine.

Fondo statale taglia-debiti

 Chi sta pensando seriamente all’abbattimento del debito pubblico nel nostro paese? A Via XX Settembre si sta lavorando proprio per raggiungere questo obiettivo, con il Tesoro che si è posto un traguardo piuttosto ambizioso: in effetti, il risultato da raggiungere nell’immediato sarà la riduzione di circa 100-150 miliardi di euro relativi a questo debito, cercando di assegnare un valore migliore al patrimonio pubblico. Ecco allora che tornano d’attualità le dismissioni. La situazione è profondamente mutata dalle fusioni di parecchi anni fa, ora il processo è più articolato ed un esempio era stato messo in luce dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il quale aveva indetto recentemente un seminario per discutere dell’argomento e quantificare l’importo di questo stesso patrimonio.

Citigroup comincia a vendere i propri assets del Belgio

 Citigroup non si fida più del Belgio: l’affermazione può sembrare forte, ma non si può pensare a una cosa diversa, dal momento che la banca americana sta cedendo tutte le proprie filiali presenti nel paese europeo e collegate al Crédit Mutuel Nord Europe. L’obiettivo di questa vendita è soprattutto quello di abbandonare i cosiddetti assets non core, vale a dire quelli meno strategici e che vengono utilizzati con minore frequenza. La transazione, appena avviata, dovrebbe concludersi non più tardi del secondo trimestre del 2012. I termini della trattativa sono stati comunque mantenuti confidenziali.

Esito asta BTP a 10 e 3 anni

 L’ultima asta del 2011 costringe ad un bilancio annuale molto contrastato; l’andamento del collocamento è di difficile interpretazione visto che se da un lato abbiamo avuto rendimenti in leggero calo, dall’altro la domanda non è stata soddisfacente e lo spread Btp-Bund torna ad allargarsi.

Il collocamento dei Buoni del Tesoro Poliennali a 10 anni ha visto in particolare due BTP che rispettivamente sono stati offerti al 6.98% (per quanto riguarda la scadenza 2022) e 6.7% (per quanto riguarda invece la scadenza al 2021) e sono identificabili con ISIN IT0004759673 e IT0004695075. Rispetto al precedente dicevamo che c’è stato un calo nel rendimento annuale (7.56%) ma la domanda ha visto un rallentamento notevole; per il primo BTP di cui sopra si parla di una domanda in linea (2.5 miliardi collocati per una richiesta di 3.39 miliardi) con le aspettative, mentre per il secondo (con scadenza nel 2021) l’assegnazione è stata di 1.17 miliardi quando invece era stato previsto un collocamento di 2 miliardi.

Borsa Italiana fa segnare un record di scambi per Etf e bond

 Borsa Italiana si sta caratterizzando sempre più per delle tendenze finanziarie ben precise: il Ftse Mib è risultato infatti in calo per quasi tutto il 2011, tanto che le perdite totali ammontano ora a oltre il 25% (nel 2010 ci si era limitati a dieci punti percentuali), a causa soprattutto del forte clima di incertezza generale in cui si trova il nostro paese. L’azionario non può dunque essere visto come un approdo sicuro, di conseguenza i piccoli risparmiatori stanno dimostrando un grande interesse nei confronti dei titoli a reddito fisso, in particolare gli Exchange Traded Fund (meglio noti come Etf) e per i titoli obbligazionari.

Il brusco calo delle fusioni e acquisizioni globali

 Il valore delle acquisizioni e rilevamenti globali è sceso al più basso livello di questo 2011 nel corso dell’ultimo trimestre, vale a dire quello ancora in corso: il motivo è presto detto, la crisi europea del debito sta frenando moltissime compagnie in tali operazioni, tanto che anche nel 2012 una ripresa sarà quantomeno improbabile, visto che persino i colossi più rischi non vogliono azzardare degli acquisti. Nel dettaglio, le fusioni e le acquisizioni sono calate di ben sedici punti percentuali rispetto al trimestre precedente e si sono attestate a quota 457,1 miliardi di dollari.