Azioni segmento STAR resistono alla crisi

 Le azioni delle Pmi italiane quotate sul Segmento Titoli ad Alti Requisiti (STAR) sembrano avere le caratteristiche giuste per resistere alla crisi dei mercati e gli incrementi della volatilità. Il road show annuale di Londra, dalla durata di tre giorni, metterà in mostra le aziende del segmento STAR quotate sull’Lse-Borsa Italiana davanti agli occhi dei grandi investitori. Le aziende quotate su questo segmento devono rispettare una serie di condizioni, come fatturato inferiore al miliardo di euro, corporate governance e trasparenza. Il road show è al suo 12-esimo anno.

Jp Morgan sotto accusa per truffa con i subprime

 La banca d’affari americana Jp Morgan è finita nel mirino della Procura di New York con l’accusa di truffa per le cartolarizzazioni avviate nel 2006. Le autorità americane sono pronte a dare battaglia ai colossi bancari per cercare di individuare le responsabilità di coloro che provocarono il tracollo del settore dei mutui, in particolare i subprime, dando il via alla peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione. La prima banca sotto accusa è senza dubbio una delle firme più prestigiose della finanza mondiale, ovvero Jp Morgan.

Fiat in America: la natura di uno “strano” rapporto

 Fiat è sempre più americana ma il management societario non sembra avere la stessa affezione nei confronti del territorio e del fisco a stelle e strisce. Se infatti il mercato dei consumi e della finanza del Nord America può essere estremamente attraente per le casse societarie, lo stesso non si può certamente dire per i ricchi imprenditori tricolori, che probabilmente temono il duro impatto con un regime di tassazione fiscale aggiuntivo non certo eccessivamente lieve. Ad occuparsi della divergenza di vedute tra Fiat e gli Elkann è stata, nelle scorse ore, il quotidiano La Repubblica.

Coca Cola brand più costoso del mondo

 Coca – Cola è il brand più importante e prezioso del mondo. Un record che è riuscito a resistere nonostante agguerrite concorrenze (vedi Apple, al secondo posto). Il valore del brand Coca Cola, precisa Interbrand, è infatti pari a 77,839 miliardi di dollari, in crescita dell’8 per cento rispetto all’anno precedente (71,8 miliardi di dollari). Al secondo posto della classifica 2012 sale invece, rapidamente, Apple, il cui marchio viene stimato in 76,568 miliardi di dollari (+129%, 33,4 miliardi di dollari nel 2011). Al terzo posto figura infine Ibm, con 75,532 miliardi di dollari (+8%).

Ripresa economica slitta ancora?

 Mentre i mercati tornano in territorio positivo dopo l’ottava precedente caratterizzata da ribassi generalizzati, la negatività sul futuro si diffonde e l’ultima previsione negativa arriva direttamente da Squinzi. Il presidente di Confindustria a Bruxelles resta scettico sulla ripresa ed ammette che metterebbe firma per vederla nel lontano 2015.

Non vediamo la ripresa. Salvo miglioramenti sarà verso fine 2013, ma per una vera ripresa faccio la firma per il 2015

Queste le parole spese riguardo all’Italia; la negatività è incentivata sopratutto dalla situazione fiscale del Paese, ormai insostenibile da troppo tempo. Il presidente si augura che il Governo prenderà provvedimenti in questo senso alleggerendo la pressione fiscale di aziende e cittadini, così da rilanciare l’imprenditoria ed i consumi, ora stretti nella morsa dei conti pubblici da risanare a tutti i costi.

Nomura consiglia di investire su Mediobanca

 Giornata positiva finora per il titolo Mediobanca (codice di borsa “MB”), che a Piazza Affari mostra un rialzo dell’1,07% a 4,332 euro con un andamento più o meno in linea con la performance dell’indice borsistico FTSE MIB. Ieri, invece, le azioni della banca di Piazzetta Cuccia avevano guadagnato il 3,08%, dimostrando ancora una volta di essere tra le migliori del settore bancario italiano ed europeo. Intanto, il broker giapponese Nomura consiglia di puntare su una strategia long su Mediobanca.

Disoccupazione a livelli record dal 2004

 Il tasso di disoccupazione in Italia resta su livelli record. Ad agosto è rimasto stabile per il terzo mese consecutivo, confermandosi al 10,7%. Si tratta il livello più alto mai registrato da quando è iniziata la rilevazione su base mensile, ovvero dal 2004. Secondo quanto comunicato dall’Istat, su base annua è avvenuto un aumento del 2,3%. Il dato va inquadrato in un momento storico particolarmente difficile per l’Italia, alle prese con una recessione che morde più che mai aziende e famiglie e che ancora non sembra voler lasciare la presa.

Recessione Grecia per il sesto anno consecutivo

 Nuovo record in vista per la Grecia. Peccato solo che si tratti di un traguardo estremamente negativo, visto e considerato che Atene si accinge a vivere, nel 2013, il suo sesto anno consecutivo di recessione economica, con una contrazione del livello di produttività interna lorda che si aggira intorno al 3,8 per cento, e un rapporto deficit / pil al 4,2 per cento. Il debito pubblico dovrebbe invece fermarsi a quota 346,2 miliardi di euro, pari al 179,3 per cento del prodotto interno lordo. Per quanto invece concerne l’avanzo primario, l’attuale manovra finanziaria punta a un traguardo dell’1,1 per cento.

Offerta Ansaldo Energia da Fsi

 Il Fondo strategico italiano di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti sarebbe interessato a rilevare la quota che Finmeccanica detiene in Ansaldo Energia. Una indiscrezione che ha generato particolare euforia sui mercati finanziari nel tardo pomeriggio di ieri, con le azioni Finmeccanica che hanno conseguentemente subito qualche scossone in seguito alla pubblicazione del rumor. Cerchiamo allora di riassumere quanto accaduto nel pomeriggio di ieri, e quali ripercussioni potrebbero presto essere create dalla diffusione di questa notizia.

Buoni Fruttiferi Ottobre 2012

 Come di consueto il primo giorno lavorativo del mese arriva il comunicato stampa relativo ai Buoni Fruttiferi diffuso dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il documento n° 60 del 2012 informa gli investitori sulle nuove serie di Buoni Fruttiferi Postali che vanno a sostituire le precedenti, e da oggi potranno essere sottoscrivibili in tutti gli uffici delle Poste Italiane.

Banche italiane vendono titoli di stato

 Il rally estivo è stata un’ottima opportunità per gli istituti di credito italiani e spagnoli per alleggerire il peso della componente obbligazionaria di tipo governativo nei loro portfolios. Infatti, secondo le ultime rilevazioni della Bce – che effettua una revisione ogni mese sullo stock di bond sovrani detenuti dalle banche appartenenti all’area euro – a fine agosto scorso il valore di mercato dei titoli di stato detenuti dalle banche italiane è sceso a 341 miliardi di euro da 342,4 miliardi. Più marcata la contrazione del valore presso le banche spagnole: a 243,8 miliardi da 247,2 miliardi.

Sea quotazione in Borsa Italiana

 Sea vuole nuovamente e fermamente quotarsi sui mercati regolamentati. A tal fine venerdì scorso il consiglio di amministrazione della società ha approvato il riavvio delle procedure che potrebbero condurre la società in quotazione, accingendosi altresì ad inviare la documentazione a Borsa Italiana e alla Consob. La quotazione, se non vi saranno intoppi, è prevista per il prossimo mese di novembre. Ma vediamo quali saranno tutti gli step che Sea dovrà affrontare per effettuare il gradito sbarco su Piazza Affari.

Datalogic nuovi obiettivi

 Datalogic, uno dei leader nell’identificazione automatica, ha annunciato i nuovi obiettivi per il biennio 2013 – 2014. Stando a quanto affermato dalla società, il target sarebbe quello di giungere al conseguimento di un fatturato consolidato intorno ai 600 – 620 milioni di euro, in incremento del 40 per cento rispetto ai 426 milioni di euro del 2011. Il piano industriale è stato presentato lo scorso venerdì a Piazza Affari, ed è stato accolto sostanzialmente in maniera positiva dai principali stakeholders di riferimento.

Wall Street vicina ai massimi di sempre

 Wall Street snobba la crisi e si avvia verso il raggiungimento dei massimi di sempre toccati nell’ottobre del 2007. Nessuno avrebbe mai immaginato una ripresa così repentina dei corsi azionari dopo la debacle del 2008, a seguito dello scoppio della bolla dei mutui subprime e al crack Lehman Bothers. Non è bastata nemmeno la peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione degli anni ’30 a mettere in ginocchio la finanza made in USA, dimostrando che la Corporate America è sempre in grado di regaire alle crisi.