Mentre i mercati tornano in territorio positivo dopo l’ottava precedente caratterizzata da ribassi generalizzati, la negatività sul futuro si diffonde e l’ultima previsione negativa arriva direttamente da Squinzi. Il presidente di Confindustria a Bruxelles resta scettico sulla ripresa ed ammette che metterebbe firma per vederla nel lontano 2015.
Non vediamo la ripresa. Salvo miglioramenti sarà verso fine 2013, ma per una vera ripresa faccio la firma per il 2015
Queste le parole spese riguardo all’Italia; la negatività è incentivata sopratutto dalla situazione fiscale del Paese, ormai insostenibile da troppo tempo. Il presidente si augura che il Governo prenderà provvedimenti in questo senso alleggerendo la pressione fiscale di aziende e cittadini, così da rilanciare l’imprenditoria ed i consumi, ora stretti nella morsa dei conti pubblici da risanare a tutti i costi.
Il tasso di disoccupazione in Italia resta su livelli record. Ad agosto è rimasto stabile per il terzo mese consecutivo, confermandosi al 10,7%. Si tratta il livello più alto mai registrato da quando è iniziata la rilevazione su base mensile, ovvero dal 2004. Secondo quanto comunicato dall’Istat, su base annua è avvenuto un aumento del 2,3%. Il dato va inquadrato in un momento storico particolarmente difficile per l’Italia, alle prese con una recessione che morde più che mai aziende e famiglie e che ancora non sembra voler lasciare la presa.
Nuovo record in vista per la Grecia. Peccato solo che si tratti di un traguardo estremamente negativo, visto e considerato che Atene si accinge a vivere, nel 2013, il suo sesto anno consecutivo di recessione economica, con una contrazione del livello di produttività interna lorda che si aggira intorno al 3,8 per cento, e un rapporto deficit / pil al 4,2 per cento. Il debito pubblico dovrebbe invece fermarsi a quota 346,2 miliardi di euro, pari al 179,3 per cento del prodotto interno lordo. Per quanto invece concerne l’avanzo primario, l’attuale manovra finanziaria punta a un traguardo dell’1,1 per cento.
Il Fondo strategico italiano di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti sarebbe interessato a rilevare la quota che Finmeccanica detiene in Ansaldo Energia. Una indiscrezione che ha generato particolare euforia sui mercati finanziari nel tardo pomeriggio di ieri, con le azioni Finmeccanica che hanno conseguentemente subito qualche scossone in seguito alla pubblicazione del rumor. Cerchiamo allora di riassumere quanto accaduto nel pomeriggio di ieri, e quali ripercussioni potrebbero presto essere create dalla diffusione di questa notizia.
Come di consueto il primo giorno lavorativo del mese arriva il comunicato stampa relativo ai Buoni Fruttiferi diffuso dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il documento n° 60 del 2012 informa gli investitori sulle nuove serie di Buoni Fruttiferi Postali che vanno a sostituire le precedenti, e da oggi potranno essere sottoscrivibili in tutti gli uffici delle Poste Italiane.
Il rally estivo è stata un’ottima opportunità per gli istituti di credito italiani e spagnoli per alleggerire il peso della componente obbligazionaria di tipo governativo nei loro portfolios. Infatti, secondo le ultime rilevazioni della Bce – che effettua una revisione ogni mese sullo stock di bond sovrani detenuti dalle banche appartenenti all’area euro – a fine agosto scorso il valore di mercato dei titoli di stato detenuti dalle banche italiane è sceso a 341 miliardi di euro da 342,4 miliardi. Più marcata la contrazione del valore presso le banche spagnole: a 243,8 miliardi da 247,2 miliardi.
Sea vuole nuovamente e fermamente quotarsi sui mercati regolamentati. A tal fine venerdì scorso il consiglio di amministrazione della società ha approvato il riavvio delle procedure che potrebbero condurre la società in quotazione, accingendosi altresì ad inviare la documentazione a Borsa Italiana e alla Consob. La quotazione, se non vi saranno intoppi, è prevista per il prossimo mese di novembre. Ma vediamo quali saranno tutti gli step che Sea dovrà affrontare per effettuare il gradito sbarco su Piazza Affari.
Datalogic, uno dei leader nell’identificazione automatica, ha annunciato i nuovi obiettivi per il biennio 2013 – 2014. Stando a quanto affermato dalla società, il target sarebbe quello di giungere al conseguimento di un fatturato consolidato intorno ai 600 – 620 milioni di euro, in incremento del 40 per cento rispetto ai 426 milioni di euro del 2011. Il piano industriale è stato presentato lo scorso venerdì a Piazza Affari, ed è stato accolto sostanzialmente in maniera positiva dai principali stakeholders di riferimento.
L’istituto statunitense Bank of America ha chiuso un contenzioso miliardario scegliendo la strada più breve e, forse, più indolare. L’azienda ha infatti accettato di pagare 2,43 miliardi di dollari per chiudere la class-action intentata nel 2009 nei confronti della compagnia in relazione all’acquisizione di Merrill Lynch, che risale all’anno prima. A ben vedere le basi storiche, si tratterebbe di uno degli accordi più onerosi di sempre sul fronte delle azioni di classe per frode finanziaria.