Accordo Intesa Sanpaolo – Sindacati

Intesa Sanpaolo ha raggiunto un importante accordo con le principali sigle sindacali sulle ricadute che avrà il piano d’impresa 2011 – 2015. Ad annunciarlo, ieri, sono stati proprio i rappresentanti dei lavoratori, che specificano come tra i più importanti punti dell’accordo vi sia la conferma dei 1.300 apprendisti con contratto in scadenza, compresi quelli già licenziati. Un tema che era stato al centro di un durissimo contrasto tra le parti, e che sembra essersi concluso con una piccola vittoria da parte dei sindacati della banca.

Licenziamenti Rcs in Spagna

Brutte notizie per Rcs e, ancora una volta, provengono dal mercato spagnolo. La controllata iberica Unidad Editorial, che pubblica i quotidiani El Mundo, Marca, Expansion e altri prodotti editoriali, ha infatti presentato una situazione davvero critica per l’anno in corso. Gli incassi da pubblicità sono previsti in calo del 20 per cento, mentre la flessione delle vendite sarà pari al 15 per cento. Numeri che potrebbero regredire ulteriormente nel corso degli ultimi mesi dell’esercizio, aprendo margini di buia interpretazione per il futuro a breve termine del gruppo.

Nuovo reintegro per i dipendenti Fiat licenziati a Melfi

La Fiat fa sempre parlare di sé, in un modo o nell’altro, nelle cronache finanziarie del nostro paese: in un periodo in cui si discute nel dettaglio quale sarà la futura riforma del mercato del lavoro, una sentenza della Corte di Appello di Potenza accende di nuovo i riflettori sul Lingotto e sui suoi stabilimenti. In pratica, la corte lucana ha accolto il ricorso che era stato presentato dalla Fiom (Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici), la quale si era scagliata molto duramente contro il recente licenziamento di tre dipendenti dello stabilimento di Melfi. In questo caso, quindi, la pronuncia in questione ha di fatto riconosciuto come l’azienda automobilistica torinese si sia comportata in maniera antisindacale, dando ragione ai lavoratori.

Buoni ricavi ed esportazioni per Fincantieri nel 2011

Anche Fincantieri, come sta accadendo per molte aziende e società del nostro paese, ha reso noti i risultati finanziari che sono stati conseguiti nel corso del 2011. Le stime che sono emerse con maggiore chiarezza e nettezza sono quelle relative ai ricavi, giunti fino a quota 2,4 miliardi di euro, e alle esportazioni, capaci di superare in modo convincente l’80%. Il progetto di bilancio è stato poi approvato dal consiglio di amministrazione dello stesso gruppo triestino attivo nel campo della cantieristica. In particolare, bisogna sottolineare come l’utile netto sia stato pari a dieci milioni di euro, mentre il margine operativo lordo si è assestato sui 138 milioni. Altri spunti interessanti, poi, provengono dal patrimonio netto (951 milioni di euro per la precisione), con una buona serie di riserve a causa degli utili che non sono stati distribuiti.

Nokia licenzia 4000 dipendenti

La crisi non ha risparmiato neanche un colosso come Nokia: sebbene i prodotti tecnologici siano tra quelli più “anestetizzati” rispetto alla riduzione della domanda, anche la casa finlandese deve ora fare i conti con le perdite registrate nell’ultimo periodo. Una situazione di austerità che é venuta alla luce soprattutto negli ultimi mesi e che costringerà l’azienda a fare dei tagli non indifferenti sul personale. La casa finlandese sta pensando seriamente di spostare progressivamente nel corso di quest’anno in Far East le attività di produzione ed assemblaggio con conseguenti licenziamenti a Komarom, in Ungheria, Reynosa, in Messico e Salo, in Finlandia.

Licenziamenti in vista per American Airlines

Licenziamenti per ben 13mila dipendenti, un calo sostanzioso per quel che riguarda il numero dei voli e delle tratte, modifiche importanti ai contratti posti in essere con i fornitori e leasing degli aerei: sono questi i punti salienti su cui intende focalizzarsi Amr Corporation, la compagnia texana che controlla di fatto uno dei colossi più importanti dei cieli, la American Airlines. L’intento di tutte queste misure così drastiche è facilmente intuibile, visto che si vogliono ottenere dei risparmi aziendali per ben due miliardi di dollari; tra l’altro, il lungo elenco di voci che è stato appena menzionato fa parte integrante di un più vasto piano di ristrutturazione del debito che è stato posto in essere dalla stessa società americana (quest’ultima si trova in amministrazione controllata da alcuni mesi).

Un’ondata di licenziamenti sta travolgendo Wall Street

Wall Street era riuscita a riprendersi dalla crisi finanziaria del 2008 grazie soprattutto al sostegno governativo: in primis, questo supporto fu rappresentato da ingenti prestiti da parte della Federal Reserve, un modo per scongiurare guai più grossi dal punto di vista economico e occupazionale. Tre anni dopo, invece, bisogna fronteggiare il fallimento dei prodotti finanziari “esotici” e le ingenti richieste di capitale, tanto che l’industria in questione sta vivendo un vero e proprio cambio di paradigma. La disoccupazione continua a dominare in maniera preoccupante, con le varie banche, assicurazioni e altre istituzioni che hanno annunciato ben 50mila tagli del personale nel corso dei quest’anno.

Termini Imerese chiude il 23 novembre

Gli operai che hanno varcato stamani i cancelli della Fiat a Termini Imerese sono accomunati da un senso di sfiducia e di sconforto. Ieri é stata annunciata la fine della produzione, prevista per il 23 novembre, l’annuncio ufficiale seguito da giorni di cassa integrazione, attendendo invano che la situazione nel frattempo potesse migliorare. Si tratta di un anticipo rispetto alle date previste, ovvero dicembre 2011. La notizia arriva pochi giorni dopo la proposta di Dr Motor sul futuro dello stabilimento. Rimane quindi un’ultima speranza per la riunione al ministero dello Sviluppo, dove sindacati e istituzioni incontreranno la Dr Motor, che vorrebbe acquisire la fabbrica che Fiat abbandona dopo 41 anni.

In Grecia licenziamento per 30 mila statali

La Finanziaria 2012 é stata presentata nel Parlamento Greco, subito durante il Consiglio dei ministri il quale ha fissato il delicato piano di tagli di 30mila posti di lavoro nel settore pubblico. Misura che secondo il governo si é resa necessaria per superare il periodo di austerità del paese ellenico. Per convincere la troika a continuare a elargire gli aiuti alla Grecia, Atene ha promesso di introdurre nuove tasse, ridurre i salari dei dipendenti pubblici e il numero degli statali di un quinto entro il 2015. Nel progetto di bilancio 2012 il governo prevede che il Pil subisca una contrazione del 2,5 per cento e si tratterebbe del quarto anno consecutivo di contrazione.