Quotazione titolo Intesa SanPaolo 4 settembre 2012

 Il titolo Intesa SanPaolo è partito molto bene questa mattina a Piazza Affari, mostrando un rialzo dell’1,74% a 1,283 euro. Le azioni del gruppo bancario torinese quotano al momento poco sotto il massimo di giornata, che finora corrisponde a 1,288 euro. Ieri il titolo Intesa SanPaolo, che ha come codice di negoziazione di borsa “ISP”, aveva chiuso la sessione di ieri con un progresso dello 0,88% a 1,261 euro. Il superamento della resistenza di 1,284 euro ha portato la quotazione di Intesa SanPaolo sui massimi degli ultimi 5 mesi.

Speculazione RCS

 Le rilevanti performance di Rcs alla Borsa milanese non sono certamente passate inosservate agli occhi degli analisti di mercato, che si domandano se a muovere le quotazioni del titolo sia solamente l’ennesima ondata speculativa. Tutto farebbe pensare – riportano alcuni osservatori su Reuters – che qualcuno stia rafforzando la sua posizione. Ma chi sta accumulando volumi alle spalle dei piccoli azionisti di Rcs? Cosa sta realmente accadendo al capitale flottante della compagnia editoriale quotata in Piazza Affari?

Agenzie di rating rivedono giudizio Italia

 Cambio di rotta netto per Moody’s; l’agenzia di rating torna all’attacco e lo fa’ colpendo l’Europa li dove è più debole, cambiando nettamente posizione rispetto a pochi giorni fa’. Dopo la notizia che Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s cominciavano a guardare con ottimismo il Vecchio Continente i mercati hanno immediatamente cambiato direzione, ed anche se il rialzo non è stato come ci si aspettava l’impostazione generale è diventata rialzista sotto ogni punto di vista. 

Quali rischi per l’economia tedesca con lo spread elevato

 L’aumento del valore dello spread di Italia e Spagna è senza dubbio deleterio per le già fragili casse statali dei due paesi della periferia europea e un ottimo modo per Berlino per finanziarsi sui mercati internazionali con tassi irrisori prossimi allo zero. I vantaggi per la Germania e per le sue aziende sono evidenti. Il governo tedesco colloca debito pubblico con interessi nulli o addirittura negativi (cioè si fa pagare per emettere i titoli di stato!), mentre le grandi imprese collocano bond con importi miliardari a tassi molto bassi.

Spread Btp-Bund sotto 450 in attesa delle mosse Bce

 Giornata tranquilla per lo spread Btp-Bund, che dopo il rialzo di venerdì è tornato a scendere leggermente quest’oggi in attesa del discorso del governatore della Bce, Mario Draghi, che parlerà alla commissione Affari economici dell’Europarlamento. Il differenziale di rendimento tra il titolo governativo italiano e il pari scadenza tedesco quota attualmente a 446 punti base. Ciò vuol dire che il Btp a 10 anni mostra un rendimento lordo del 5,8% sul mercato secondario dei titoli di stato. Lo spread Bonos-Bund quota invece a 549 punti base.

Investimenti Poste Italiane Settembre 2012

 Come di consueto la Cassa dei Depositi e Prestiti comunica il primo giorno lavorativo del mese le variazioni sulle serie di Buoni Fruttiferi proposti in tutte le filiali delle Poste Italiane. Il comunicato stampa n° 51 del 3 Settembre 2012 informa gli investitori che le serie “E03”, “N06”, “S08”, “T11”, “M74”, “J27”, “D32”, “Z13” e “B94” non sono più sottoscrivibili e sono state sostituite dalle nuove “E04”, “N07”, “S09”, “T12”, “M75”, “J28”, “D33”, “Z14” e “B95”.

Quali azioni italiane acquistare a settembre 2012

 Il rally di agosto ha portato a Piazza Affari una ventata di ottimismo, dopo che l’indice azionario italiano FTSE MIB era crollato sul finire di luglio scorso in area 12.300 aggiornando i minimi più bassi di sempre. Ad un passo dal precipizio, l’indice italiano ha reagito alla grande mettendo a segno una performance superiore al 21% nel giro di un mese e recuperando tutte le perdite accumulate da inizio anno. L’indice è stato spinto al rialzo dai titoli bancari (Banca Mps +52%, Mediobanca +48%) e da alcune azioni bersagliate nei mesi scorsi (come A2A, +47%).

Quotazione titolo Mediobanca 3 settembre 2012

 Il titolo Mediobanca è stato senza dubbio uno dei tempi più caldi sul listino azionario milanese nel mese di agosto. Venerdì il titolo bancario ha chiuso con un rialzo dello 0,8% a 3,722 euro, non lontano dal top mensile di 3,832 euro toccato solo un paio di giorni prima. Ad agosto la performance del titolo Mediobanca alla borsa di Milano è stata positiva per il 33,2%. Un rialzo davvero interessante, se si considera che il 25 luglio scorso le azioni di Piazzetta Cuccia avevano toccato un minimo storico a 2,34 euro.

Semestrale in miglioramento per Hermes

 Hermes, uno dei marchi del lusso più importanti del mondo, ha potuto concludere un primo semestre 2012 con risultati sicuramente in miglioramento rispetto agli ultimi conseguiti. Il bilancio di periodo parla infatti chiaro, e ha conferito l’opportuna fiducia al top management della società, che si è detto pronto a innalzare l’obiettivo delle vendite per l’esercizio 2012 del 2 per cento, portando l’incremento stimato dal precedente + 10 punti percentuali all’attuale target di + 12 punti percentuali.

Nel corso del primo semestre dell’anno, il gruppo francese ha chiuso con un utile netto in rialzo a 335,1 milioni di euro rispetto ai 290,9 milioni di euro dello stesso periodo del 2011, contro stime degli analisti pari a 320,7 milioni di euro. Depurato dell’effetto della plusvalenza conseguita grazie alla vendita, effettuata nel 2011, della quota in Jean Paul gautier, l’utile netto sarebbe risultato in crescita di ben 28 punti percentuali.

Volatilità in aumento sul titolo Banca Mps

 Il titolo bancario senese Banca Mps, quotato a Piazza Affari con il simbolo BMPS, è senza dubbio tra i più volatili del listino milanese. Ad agosto le azioni dell’istituto di Rocca Salimbeni hanno messo a segno una performance del 23,3%, chiudendo venerdì a 0,224 euro. Tuttavia, lo scorso 20 agosto il titolo Banca Mps aveva toccato il livello più alto dal 10 maggio scorso a 0,2525 euro. A partire da metà agosto la volatilità storica a 50 giorni ha subito un’impennata, raggiungendo addirittura un valore del 75%.

Rivincita Samsung su Apple

 Se non è un ribaltamento di partita, per lo meno è un accorciamento dello svantaggio. Samsung, infatti, può finalmente vantare una vittoria giudiziaria nella lunga disputa che sta conducendo la compagnia coreana a duellare con la rivale statunitense Apple: la novità, rispetto alle pronunce del tribunale in patria e di quello americano, è che finalmente dei giudici (quelli del tribunale distrettuale di Tokyo) hanno affermato che il gruppo coreano non ha violato i brevetti depositati dalla società di Cupertino per quanto concerne la sincronizzazione dei dati tra cellulare e pc.

Sindacati MPS sul piede di guerra

 Continua la guerra aperta tra i sindacati e il Monte dei Paschi di Siena, con i primi che accusano il top management dell’istituto di credito toscano di “giocare allo sfascio”. Un’accusa piuttosto dura – tutt’altro che inattesa – che è giunta a margine delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Fabrizio Viola al quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, nelle quali il manager, secondo i sindacati, avrebbero confermato “non solo il progetto sulla esternalizzazione del back-office, ma addirittura l’outsourcing dell’intera struttura del Consorzio Operativo e di altre attività”.

Barilla ci prova negli Usa

 Barilla ci prova. Parzialmente delusa dall’immobilismo dei mercati più maturi europei, la società cerca di diversificare il proprio fatturato tentando la via americana. Gli Stati Uniti divengono in tal modo la nuova potenziale preda della politica commerciale della società operante nel settore della pasta, cercando la fortuna d’oltre Oceano mediante il lancio di una catena di ristoranti. Cerchiamo di comprendere quali sono le caratteristiche di questa nuova era di Barilla e perchè, in fin dei conti, la mossa potrebbe essere tutt’altro che azzardata.

Della Valle sale in Rcs

 Diego Della Valle è sempre più protagonista delle cronache finanziarie della settimana. Dopo aver criticato aspramente la gestione strategica del gruppo Fiat e, in particolare, il management guidato da Sergio Marchionne, il manager a capo di Tod’s ha reso noto di aver incrementato la propria quota in Rcs Mediagroup (editore, tra l’altro, del Corriere della Sera) verso quota 9 per cento del capitale. Una “scalata” piuttosto rapida, che potrebbe condurre Mr. Tod’s a conquistare una nuova posizione all’interno del sistema capitalistico italiano.